Lascia stare i morti
Giallo Poliziesco
Ponte alle Grazie
18 aprile 2025
cartaceo e-book
368
Faenza, 1980. Ciparisso Briganti, partigiano giovanissimo, ex poliziotto, oggi è un investigatore privato che si divide tra pedinamenti e raccolte di prove, la passione per il gioco delle bocce, il jazz e una famiglia sgangherata. Una mattina di settembre, una donna gli recapita un biglietto, e con un pugno di parole il passato torna a bussare alla sua porta: il fornaio Federico Ronconi, reo confesso condannato all'ergastolo per il brutale omicidio di quattro bambini, è morto, ma prima di andarsene ci ha tenuto a fargli sapere che in realtà con quelle uccisioni lui non c'entrava nulla. L'inaspettata dichiarazione d'innocenza lo spinge a riprendere in mano quell'indagine scomoda e bollente che quattro anni prima gli è costata la carriera, ma nel dare la caccia la vero assassino, scavando nel torbido di una città in cui colpe taciute e insabbiamenti si mescolano a recrudescenze fasciste, dovrà guardarsi le spalle per non mettere in pericolo le persone che ama. In una provincia stretta alla gola della coda degli anni di piombo, mentre gli anni Ottanta effondono false promesse di spensieratezza, investigando sulla morte dei bambini - e sulla misteriosa scomparsa della sorella dell'ultimo - Briganti si troverà a fare i conti con i peccati originali della prima repubblica tra epurazioni mancate e strambe sedute spiritiche volte a evocare il fantasma di Mussolini, per scoprire che il male, spesso, si annida proprio in quella che dovrebbe essere la tana del suo avversario.
“Lascia stare i morti” è una frase ricorrente in questo giallo di Claudio Panzavolta per Ponte alle Grazie. Un invito a non rivangare il passato.
“Quando sarò morto, tu dovrai sapere chi sono stato, cosa ho fatta e cosa no.”
Ciparisso Briganti detto “Briga”, non ci sta. Partigiano durante la guerra, poliziotto subito dopo e attualmente investigatore privato, ha ricevuto una misteriosa missiva. Una richiesta accorata. Trovare il vero assassino di quattro poveri bambini riabilitando così il nome e la memoria di un innocente accusato ingiustamente. Un caso che il Briga conosce bene poiché gli costò il lavoro in polizia. E’ quindi l’occasione che aspettava per poterlo risolvere e mettere cose e persone al loro posto. Ma quanto costerà a lui e ai suoi cari la riapertura quest’indagine?
“Sono un investigatore privato, sono stato un poliziotto e prima ancora un partigiano: se mi viene indicata una pista, io quella pista la batterò, ovunque dovesse portarmi”
Ciparisso Briganti, per tutti “Briga” ha ampiamente superato la cinquantina ma porta bene la sua età, nonostante i difficili trascorsi. La guerra che ha segnato tutti e un passato come partigiano all’insegna del costante pericolo. E’ uno che non si tira mai indietro poiché sorretto da forti motivazioni ideologiche. Ha coraggio e determinazione. Nel suo tempo libero ama giocare a bocce e suonare il saxofono con gli amici di sempre, quelli che hanno condiviso la lotta partigiana con lui. E’ divorziato, ha un figlio ventenne di nome Pietro e un anziano zio.
Pietro è un bravo ragazzo ma troppo impulsivo e pieno di quegli entusiasmi giovanili che conducono a qualche guaio. Lo zio Ermanno Briganti, classe 1904, durante la guerra fu un tesserato del partito fascista dicendo che non poteva fare altrimenti, giustificazione che Ciparisso finge di accettare. Nonostante siano su due diverse lunghezze d’onda, si vogliono bene e si rispettano.
La sua compagna Sabrina lavora come operaia. Si sono conosciuti nel corso dell’indagine che gli fece perdere il lavoro in polizia, era la madre di uno dei bambini assassinati dell’indagine in corso. Una donna indipendente che stava crescendo un figlio senza un padre, solida come una roccia dal carattere schietto e passionale e dalle idee femministe.
“…e quando una vittima solleva la testa, non può permettersi di star lì a fare troppi distinguo tra un autentico carnefice e un semplice simpatizzante.”
Ci troviamo a Faenza a cavallo tra il Settanta e l’Ottanta. La guerra è finita da oltre trent’anni ma per molti è come se non lo fosse. Ci sono state morti volutamente provocate e i responsabili non hanno mai pagato. Si tratta di un ambiente tendenzialmente rurale, una realtà di paese dove tutti si conoscono o ognuno ha una propria routine. Le amicizie si formano e si consolidano in base alla condivisione di ideali e comuni passioni. Un ambientazione narrata con precisione quasi fotografica, così come i suoi abitanti.
I personaggi di Claudio Panzavolta
I personaggi di Claudio Panzavolta sono ben caratterizzati, descritti con un pizzico d’ironia teso a smorzare i toni di una vicenda decisamente drammatica. Anche il il racconto del periodo storico con relativo clima politico denota una certa preparazione da parte dell’autore conferendo alla narrazione un carattere realistico, e perché no, anche di prestigio. Il linguaggio adottato è semplice e comprensibile, i dialoghi coerenti con il grado d’istruzione dei personaggi e i tempi di ambientazione. Lo stile fluido ma pungente.
“Le persone ci sorprendono di continuo e quando credi di aver visto tutto, ma proprio tutto, ecco che vieni smentito”
L’indagine è avvincente se pur complessa. I salti temporali sono strutturati sotto forma di flashback del protagonista per ricordare episodi significativi che si ripercuotono sul presente. Potremmo definirlo come un poliziesco storico, con tanto noir e un pizzico d’avventura, quanto basta per rendere la trama dinamica e vivace. Anche il ritmo lo è poiché la tensione non manca così come le sorprese. La trama si presenta a tratti crudele, ma nello stesso tempo chiara e incisiva. Fa riflettere sul passato, sul coraggio di coloro che hanno fatto la storia e che se la portano dentro. E’ un racconto che narra anche d’amicizia, legami familiari che si dimostrano solidi alla radice nonostante l’apparenza, di giustizia e speranza per il futuro nonostante la precarietà del presente.
Mi chiedo se questa possa essere la prima di altre indagini di Ciparisso Briganti. Io mi auguro sia così, poiché ho trovato questo primo romanzo di Claudio Panzavolta assai avvincente e mi piacerebbe incontrare di nuovo i suoi protagonisti. Poi amo i polizieschi ambientati nel passato in contesti di provincia con relativi personaggi singolari e un investigatore che non manca di inventiva.
Voi preferite ambientazioni attuali o datate?