L'amore non ascolta il tempo
Cammei
narrativa contemporanea
il ponte vecchio
2025
cartaceo/ebook
192
Avete mai visitato il lago di Como? Che sentimenti provate quando lo osservate?
“L’amore non ascolta il tempo”, edito Il ponte vecchio, è il nuovo lavoro editoriale scritto dall’autrice Chiara Albertini.
Ci sono romanzi che scorrono come un fiume calmo, altri che ci travolgono come un’onda.
Il libro di cui vi parlo è ambientato sulle rive senza tempo del Lago di Como e appartiene a un’altra categoria. È una tela che si svela strato dopo strato, pennellata dopo pennellata, chiedendo al lettore non solo di guardare, ma di sentire.
Al centro della narrazione troviamo Elena, donna segnata da un passato che ancora la incatena, prigioniera di fantasmi che si riflettono nei suoi gesti quotidiani e nei suoi silenzi più profondi.
A illuminare il percorso di Elena arriva Emanuele, giovane pittore sconosciuto che sembra leggere l’anima della protagonista più e meglio di chiunque altro.
Non è l’incontro con un salvatore, per fortuna, ma quello con un alter ego artistico, capace di dare forma ai dolori e ai desideri inespressi di Elena attraverso l’arte.
Il gesto di “riversare su tela i fantasmi” della protagonista è metafora del romanzo stesso, che invita il lettore a un processo di riconoscimento e liberazione.
“Da tempo non era più capace di coglierne la vera fisionomia, di vederlo con gli occhi del cuore di una bambina ancora immune dal dolore. La sua giovane mente e il suo fragile inconscio proiettavano su quelle acque gli amari riflessi di un triste trascorso, attribuendole strane immagini dai connotati irreali, così simili alle spaventose creature che da piccola aveva incontrato nelle pagine di alcune fiabe. E per lei era sempre come sentirsi accerchiata, afferrata, inghiottita. Fagocitata da forze oscure ed occulte. Gli occhi la tradivano, ogni volta. Era questa la verità. La sua debolezza”.
Il romanzo si offre come una meditazione sull’arte come strumento di guarigione e sul coraggio necessario per abbandonare i legami invisibili di un passato doloroso.
Sullo sfondo, la storia di due fratelli rimasti orfani di madre durante l’infanzia; un tema che lega il filo della memoria personale con quello della memoria familiare, suggerendo che il dolore è un’eredità difficile da spezzare, ma non impossibile da trasformare.
A impreziosire il tutto, un uso suggestivo degli echi letterari e delle note musicali da parte di Chiara Albertini, che attraversano la narrazione come un contrappunto delicato. È come se la scrittura stessa oscillasse tra parola e suono, tra immagine e vibrazione emotiva.
Un’opera che consiglio a chi ama le storie introspettive, in cui l’azione non è tanto esterna quanto interiore.
Un viaggio nell’anima, accompagnato dal riflesso incantato di un lago che come ogni specchio d’acqua ci restituisce ciò che siamo disposti a vedere.
Voto: 4 stelle

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.