L'altra Maria
Memoir
Scatole parlanti
10 novembre 2025
cartaceo e-book
74
Nel marzo del 2020, sulla difficile onda emotiva generata dal lockdown, l'autrice di questo libro ha deciso di compiere un importante atto d'amore verso la nonna Maria: raccogliere le sue memorie. Malgrado la distanza che le separa, poiché Veronica vive a Milano e Maria a Sessa Aurunca, in Campania, le due donne hanno saputo ritagliarsi dei momenti preziosi per ricordare, raccontare e scrivere. Maria ha vissuto la guerra, è emigrata all'estero in cerca di una vita migliore, ha compiuto enormi sacrifici per mandare avanti la propria famiglia tra mille difficoltà. Il risultato è una storia nuda e cruda, con delle sfumature di spontaneità che racchiudono l'essenza di giorni felici e drammatici, speciali e ordinari, ancora palpabili o appena visibili dietro la coltre del tempo. In ogni caso, veri.
“Mia nonna è una bomba. Ma si indispettisce se non vince a tombola” da “L’altra Maria” di Veronica Rafaniello
“L’altra Maria” di Veronica Rafaniello edito dalla casa editrice Scatole Parlanti, è la storia della nonna dell’autrice. Un’idea nata durante il lockdown nel 2020 quando il covid si portò via moltissime persone ed era pericoloso frequentare i propri cari per timore di eventuali contagi. Veronica è la prima nipote di Maria, una nonna con uno speciale talento narrativo. Amava raccontare episodi della propria vita ai nipoti che
l’ascoltavano incantati. L’autrice ha voluto renderle omaggio mettendoli nero su bianco, celebrandone il coraggio e la vitalità.
“Ero birichina, sai?”
Questa è una storia vera. Non c’è nulla di romanzato e si suoi personaggi sono persone reali. La protagonista è Maria, la nonna dell’autrice che ne riporta le memorie narrandole in prima persona, proprio come fosse la nonna stessa a scrivere il proprio memoir.
Maria nasce nel 1935 nel comune di Sessa Aurunca in provincia di Caserta. La sua è una famiglia umile, dignitosa e laboriosa. Suo padre era un uomo molto severo sebbene non le avesse mai torto un capello, la mamma Agata era una donna bellissima e sfortunata. Maria è vivace e intelligente. A sette anni era già apprendista sarta poiché all’epoca raramente le bambine riuscivano a terminare le scuole elementari. Diventa poi una bella ragazza, dal cuore puro e l’animo gentile. Emigra molto giovane per lavorare in Svizzera e aiutare la sua famiglia. Ha vissuto l’umiliazione dei controlli medici con dignità, così come i commenti razzisti dalla gente del posto, tuttavia si è fatta apprezzare per la sua educazione e serietà, sia fuori che sul lavoro.
“Gli anni della Svizzera raccontano di una Maria forte, ma anche nostalgica e delicata”
Tramite un’amica e il fidanzato di lei, conosce il suo futuro marito. Diventano presto genitori di ben cinque figli e con loro si trasferisce anche una nipote per aiutare. Maria è una madre lavoratrice ma attenta alle esigenze dei propri figli e del marito. Non trascura mai nessuno. Eppure la sua vita è costellata di perdite, lutti e difficoltà ma è una donna resiliente che non si lascia abbattere anche quando sta soffrendo. E’ il punto di riferimento dei suoi figli che la renderanno orgogliosa e le daranno poi la gioia di diventare nonna.
Questa storia, scritta con parole semplici ma toccanti, mi ha commossa. Maria mi ha ricordato mia nonna che, come lei, amava raccontare a noi nipoti tanti aneddoti della sua vita. I nonni rappresentano le nostre radici e quei racconti sono il nostro patrimonio quindi non posso che apprezzare storie come questa. Esse ci fanno ricordare quanto siamo fortunati. Non siamo costretti a partire verso l’ignoto lasciando le nostre famiglie per svolgere un lavoro pesante, proprio per fornir loro un aiuto economico. Non abbiamo vissuto le privazioni portate da una guerra e possiamo avere un’istruzione. E’ una storia piena di spunti di riflessione oltre scritta assai bene.
“mi piaceva andare a scuola, ero anche brava, ma non andavo tutti i giorni perché dovevo aiutare mio padre nella cantina, una taverna che lui gestiva”
Il ritmo di lettura è molto rapido poiché lo stile di scrittura di Veronica Rafaniello è fluido e la vita della sua nonna è coinvolgente. E’ impossibile non amarla e non provare tenerezza per lei, poi questo sentimento si trasformerà in profonda ammirazione con il procedere della lettura. Al termine, l’autrice narrerà anche della bisnonna Agata, madre di Maria. Una storia breve ma molto intensa e dolorosa, questo ci porta a constatare che più si retrocede nel tempo e più si nota un peggioramento della condizione femminile. Anche questo ci deve far riflettere, non solo sul fatto che siamo più fortunate delle nostre ave ma anche a quanto fossero resilienti e forti.
Il titolo del romanzo “L’altra Maria” è riferito ad una frase della protagonista che, nel guardare una propria foto di quando era una ragazza, si riferisce a se stessa proprio in quel modo!
Questi racconti sono un vero patrimonio. Anche le vostre nonne vi narrano aneddoti della loro giovinezza?