"Lady MacBeth"
Romanzo storico
Harper Collins
28 gennaio 2025
Cartaceo, ebook, audiolibro
417
Scozia, intorno all’anno Mille. Durante la celebrazione di Imbolc, le donne cantano invocando la dea Brighde, mentre il vento ne trasporta le voci che riecheggiano sull’acqua scura. Gruoch osserva le loro danze sfrenate rabbrividendo, ma lei è troppo giovane per prendere parte al rito. È proprio in quel momento che la nonna le svela la profezia che cambierà la sua intera esistenza. Un giorno diventerà regina di Alba e potrà reclamare le terre dei suoi antenati. Come sua nonna e sua madre, Gruoch appartiene a una lunga stirpe di druidi, ma i tempi non sono più quelli in cui i Pitti regnavano sulle terre scozzesi, ora re guidati dalla nuova religione hanno preso il potere, spodestando la sua famiglia. Cresciuta consapevole del posto delle donne nel mondo, la giovane non è però disposta a essere solo moglie di re, lei tesserà le trame della storia e suggellerà il suo destino.
Una volta raggiunta la corte reale di Scone come promessa sposa dell’erede eletto Duncan, proprio quando è prossima all’avverarsi della profezia, Gruoch è costretta a fuggire. La speranza di diventare regina sembra ormai persa. Trovandosi alla mercé di un potente nemico, deve sopravvivere ed è disposta a tutto. Abile manipolatrice e più che mai determinata a ottenere il potere che le spetta, è pronta a difendere il suo futuro con ogni mezzo. È così che diventa Lady Macbeth.
“Lady MacBeth” di Isabelle Schuler, edito da Harper Collins è uno splendido ritratto di Grouch, discendente dei Pitti.
Nell’XI secolo, in Scozia, furono proibite le pratiche druidiche per far posto alla nuova religione, quella cristiana. Grouch era figlia di Ailith e del grande principe Boedhe, il quale decise che sua figlia non avrebbe avuto un nome pitto. Inoltre bandì qualsiasi rituale druidico, ancora utilizzato dalla nonna materna.
“Nella stanza risuonava la voce bassa e profonda della nonna, che narrava di battaglie combattute e vinte, di eroiche missioni alla conquista di bellezza, amore e verità. Avevo davanti agli occhi quelle immagini scintillanti e, mentre cantava l’antica melodia dell’addio, sentivo l’eco delle generazioni passate rimbombarmi nelle orecchie.” – “Lady MacBeth”
Soltanto una settimana all’anno era concesso a lei e a sua madre di recarsi a farle visita. Ailith, pur di non perdere il marito, era disposta ad abbandonare le tradizioni celtiche dei suoi antenati. Inoltre, per essere sicura di mantenere il posto accanto al mormaer che aveva sposato, doveva dargli un erede.
“Se vuoi il potere, lo devi cercare negli uomini: in tuo marito e nei tuoi figli. Se comandi loro, comandi tutto.”
Le sue preghiere vennero esaudite. Nacque Adair, l’erede.
Durante un rituale la nonna profetizzò qualcosa, per la prima volta, sul futuro di Groa, come lei si ostinava a chiamare la nipote, con il suo nome pitto.
“<Sposerò un re?> le chiesi.
Mia nonna scoppiò a ridere.
<Io ti sto prospettando gloria e immortalità, e tu mi parli di matrimonio?>”
È una scrittura ammaliante quella di Isabelle Schuler, come un canto antico che invita il lettore a unirsi ai riti legati alla terra e al ciclo della natura.
La Scozia stava attraversando un periodo di passaggio: si erano adeguati al cristianesimo ma, in realtà, non sapevano nulla della nuova religione e continuavano ad essere superstiziosi e legati, in segreto, alle divinità pagane.
La madre di Grouch finì per consumarsi bevendo, in maniera spasmodica, artemisia al fine di ottenere favori da Brighde, la dea pitta della profezia. Rimasto solo con una bambina e un neonato, il mormaer Boedhe, decise di lasciare il loro regno per recarsi a Nord, nella Contea di Moray, governata da un altro mormaer, Findlaich.
“<Questo Findlaich ha per caso una figlia?> gli chiesi, sperando di trovare un’amica – e pure un’eventuale suddita.
<No, però ha un figlio> mi rispose. <Qualcosa mi dice che andrete d’accordo. Si chiama MacBeth.>”
È una storia potente, antica, basata sull’energia dei malefici, delle superstizioni e delle profezie.
Grouch è una principessa pitta che sente il richiamo degli antenati e che avanza, tenacemente, verso il suo destino. Lei sarebbe diventata regina, in qualsiasi modo.
“<Sarà mio cugino Duncan a diventare re, ma è già stato promesso alla Principessa della Northumbria> mi rispose.
<E allora dovrò ucciderla> conclusi. (…)
<Sì, eliminerò qualsiasi uomo, donna o bambino che ostacolerà i miei piani.>”
Caparbia, carismatica e determinata. Un personaggio splendidamente caratterizzato. Per raggiungere il suo scopo avrebbe anche imparato a leggere, a scrivere e a parlare il latino, la lingua del Dio cristiano. Sapeva di essere destinata in sposa a Duncan, ma …
“Ciononostante provai a dire un nome diverso, più inusuale ma forse più adatto a me. Lo ripetei a bassa voce, rivolta alla notte e a me stessa, sentendone la forma nella bocca e il sapore sulla lingua. Lady MacBeth.”
Ma la strada verso il successo fu lunga ed impervia, piena di ostacoli e di nemici.
L’autrice ci fa percepire il malessere e la depressione che affliggevano la giovane, preda della solitudine e dell’urgenza di raggiungere il suo obiettivo e di vedere realizzata la profezia.
È una scrittura seducente e suggestiva quella della Schuler. Uno stile che incanta il lettore. Dall’intensità di questo romanzo trapela l’ambizione smodata della protagonista.
Il destino travolge Grouch ma, nonostante tutto, lei rimane saldamente aggrappata alla profezia di sua nonna, secondo cui sarebbe diventata una grande regina. Senza il legame con quella previsione, probabilmente la vita della ragazza sarebbe stata diversa, invece la sua fu un’esistenza sempre appesa ad un filo.
“Devi restare in vita. Devi sopravvivere, tu più di tutti noi.
Enigmi. Sempre e solo enigmi. Come poteva mia nonna pretendere che sopravvivessi? Chi aveva più potere di una regina?”
È una storia avvincente, impetuosa e travolgente.
Infine, vi rivelo che Lady MacBeth è esistita veramente e che questa storia romanzata si basa su un solido fondamento storico.
Consiglio il libro a chi ha amato Lady MacBeth di Shakespeare e a tutti voi che siete appassionati di vicende medievali legate alle tradizioni druidiche.
(5 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.