L'addio al nubilato
Thriller
Fazi editore
31 marzo 2026
cartaceo e-book
340
Matilda, Anna, Linnea ed Evelina, amiche sin dall’infanzia, hanno un appuntamento fisso: ogni anno trascorrono un fine settimana su un’isola del Mar Baltico per bere birra, ballare in riva al mare e scrollarsi di dosso il peso delle aspettative. Nessun altro sa dove si trovi quest’isola. È da sempre il loro segreto. Una notte di divertimento sfrenato e confidenze senza filtri, per poi tornare ognuna alla sua vita.
Fin dall’adolescenza, Tessa Nilsson è ossessionata da un caso di cronaca nera: quattro amiche scomparse misteriosamente durante una gita su un’isola. La sua passione per il true crime si è trasformata in un podcast molto popolare in cui racconta le storie più raccapriccianti, ma non è mai riuscita a risolvere il mistero delle quattro ragazze. Il caso è stato ormai archiviato come un tragico incidente, ma Tessa la pensa diversamente.
Anneliese, la migliore amica di Tessa, sta per sposarsi e ha organizzato una festa di addio al nubilato. La destinazione è il Baltic Vinyasa, un sofisticato resort su una piccola isola del Mar Baltico. Tessa è sicura che sia la stessa isola della tragedia di dieci anni prima, e non ha intenzione di lasciarsi sfuggire quest’occasione. È la sua ultima possibilità di scoprire una volta per tutte cosa è successo alle quattro amiche.
Ma si troverà a vivere un incubo.
“Quando infine girò la testa, trasalì. In un attimo le fu tutto estremamente chiaro. Ma l’illuminazione era arrivata troppo tardi. Non restava più tempo per lottare. O supplicare” da “L’addio al nubilato” di Camilla Sten
“L’addio al nubilato” di Camilla Sten (Fazi editore) è un thriller psicologico dall’intreccio che parte dai dieci anni antecedenti al presente.
Svezia 2022, la giovane Anneliese invita le sue migliori amiche alla sua festa di addio al nubilato. Si terrà in un lussuoso resort di una piccola isola al largo di Stoccolma. Saranno immerse nella natura, senza telefoni o mezzi informatici, solo meditazione e cibo biologico.
Tra le giovani, Tessa è quella più a disagio. La sua ossessione per il crime l’ha messa in guai seri conferendole la nomea di donna senza scrupoli che ha approfittato del dolore altrui per arricchirsi. Prova vergogna e pentimento ma non può fare a meno di pensare a ciò che accadde su quella stessa isola dieci anni prima. Quattro ragazze si erano radunate lì per l’annuale serata di rito a base di musica, alcol e confidenze. Ma da quella notte di loro non si era saputo più nulla. Sparite senza lasciare traccia. Per Tessa potrebbe essere l’occasione per indagare e magari riscattare il proprio nome.
“Eppure tutte hanno un pezzo del mio cuore, in quel modo che è possibile soltanto con chi ti ha conosciuto mentre stavi ancora diventando la persona che sei”
Lo stile di Camilla Sten è sempre apprezzabile. Mi piace il suo modo di creare suspense attraverso le percezioni dei suoi protagonisti e la narrazione dell’ambiente circostante. Esso può essere in contrasto o concordare con lo stato d’animo del personaggio, in entrambi i casi, le descrizioni sono convincenti e creano una cornice perfetta alla storia.
Si parte con l’episodio centrale, quello che motiva tutta la vicenda. Nel 2012 quattro ex compagne di scuola legate da un rapporto di profonda amicizia si ritrovano come per la serata annuale “tra ragazze”. Nessuno sa mai dove si tenga, è un loro segreto, metteranno musica a tutto volume, berranno alcolici, balleranno, si confideranno davanti al fuoco e faranno il bagno di notte nel Baltico. Il padre di una di loro, Anna, è il proprietario di un’isola minuscola e il ritrovo sarà proprio lì. Il dialogo iniziale è tra Anna e Matilda mentre Linnea ed Evelina ballano sul bagnasciuga. Da subito si percepisce una strana disarmonia tra loro quattro, qualcosa non è come dovrebbe essere, sta di fatto che nessuna di loro tornerà più a casa. Spariranno nel nulla, si ritroverà solo il gommone vuoto trasportato dal mare verso la terraferma.
“Se venissero qui a Isle Blind. Sarebbe stata perfetta, Totalmente abbandonata. Così lontana che nessuno avrebbe potuto sentirle o disturbarle. O trovarle”
Dieci anni dopo, la sorella di Matilda, Irene, aprirà il suo resort proprio lì. Troveremo una donna serena che ha saputo risollevarsi e trovare la propria strada attraverso la meditazione e uno stile di vita sano.
L’hotel ospiterà un gruppo di donne in occasione dell’addio al nubilato di una di loro, Anneliese. La futura sposa è il collante tra i membri del gruppo, l’amica di tutte, quella carina, simpatica e sempre pronta a divertirsi. Mikaela è quella bella e pungente, consapevole di esserlo. E’ soddisfatta della propria vita come professionista, moglie e madre e sicura di sé in modo quasi imbarazzante. La new entry si chiama Natalie, è la più dolce e la più discreta proprio perché è l’ultima arrivata. Caroline, psicologa, invece è quella che fa da paciere nelle discussioni ed infine ci sono le sorelle Lena e Tessa. Lena è la più chic, qualsiasi cosa indossi le sta bene perché ha classe. E’ pragmatica, realista e protettiva nei confronti di Tessa.
Tessa è la nostra protagonista. E’ sempre stata considerata strana per la sua ossessione verso i fatti di cronaca nera. Ha interrotto gli studi, ha fatto diversi lavori sino a diventare una podcaster di successo. Questo l’ha resa ambiziosa e le ha fatto apprezzare i benefici della notorietà e del denaro. Un passo falso le è costato tutto rendendola una reietta della quale vergognarsi. E’ una donna intelligente, intuitiva e curiosa ma molto insicura, fragile e desiderosa solo di nascondersi dal resto del mondo.
“Se solo la realtà fosse semplice come uno di quei film anni Novanta sul potere e l’emancipazione femminile”
Ho letto tutti i romanzi di Camilla Sten, apprezzo sia la fluidità dello stile che la rapidità del ritmo di lettura, conseguenza della suspense che sa creare. Anche gli intrecci sono ben congegnati e la struttura narrativa ben si adegua alle sue trame. Abbiamo una protagonista nel presente che narra in prima persona, e brevi episodi del passato tra un capitolo e l’altro narrati in terza persona. Sono due affluenti che finiscono per gettarsi nello stesso fiume. Il loro incontro può essere sorprendente o meno, ma sempre spettacolare.
Ho iniziato ad intuire il finale non troppo precocemente ma, nonostante non mi abbia sorpresa, l’ho trovato convincente e credibile. L’ambientazione molto suggestiva e mutevole. Un bel contrasto tra quella passata, cupa, inquietante e quella presente dall’apparenza luminosa e accogliente ma che poi si rivelerà tutt’altra cosa. I personaggi principali sono ben caratterizzati mentre alcuni tra quelli secondari, a mio avviso, sono superflui.
Leggendo questa storia viene spontaneo interrogarsi sul significato delle parole “amicizia” ed “equilibrio”. Sulla differenza tra interesse e morbosità, e sul distinguere tra ciò che è effettivamente vero e quello che pensiamo lo sia.
“Tutto questo silenzio mi fa quasi paura. Immagino che in futuro, quando l’albergo sarà pieno di ospiti, si respirerà un’atmosfera ben diversa. Adesso, però, sembra quasi… spettrale. Inanimato.”
Credete sia una buona idea una festa d’addio al nubilato in un luogo dove tempo prima sono scomparse delle persone o lo trovereste inquietante?