Lacrime di eternità
romanzo onirico
Aurea Nox
3 novembre 2023
cartaceo, ebook
379
Bethel, Capoclan celta, ha incarnato una profezia dando vita a un Semidio, Jarlath. La vita della donna è stata scossa da amore ed esperienze mistiche, tanto che al momento di abbandonare la vita viene trasfigurata in un salice. Noi vediamo il mondo attraverso le sue foglie, ma il cuore di donna e madre continua a battere, pregando e riflettendo per il proprio popolo, pur con ritmi e punti di vista silvani. La donna non riesce a darsi vinta davanti alla sofferenza e all’incombere di una furiosa guerra tra i propri figli, un conflitto che si scopre risiedere tanto tra le due fazioni quanto all’interno dei personaggi principali. L’interesse di molti si concentra sul salice, che diventa per alcuni oggetto di culto, ma nessuno saprà mai se l’albero ha poteri magici o se è il ricordo di Bethel nel cuore dei personaggi a promuoverne l’evoluzione. Il salice, tormentato dal ricordo della donna, subisce numerose mutazioni grazie alle quali riesce a comprendere ed accettare la propria situazione, fino a staccarsi dal mondo materiale e confondersi col tutto, in attesa di una nuova rinascita. Ogni protagonista attraversa la propria guerra personale e la consapevolezza maturata sarà determinante per le sorti della battaglia finale. Un romanzo profondamente intimista, che offre riflessioni preziose e sensibilizza verso il legame dell’uomo con le proprie radici situate tanto nelle profondità del sé quanto nella Natura. Questo libro, fedele trascrizione di un sogno durato 2 mesi, è un fantasy molto inconsueto che strizza l’occhio al mondo esoterico.
“Lacrime di eternità” è il secondo volume della Saga dell’Abisso di Elisabetta Tagliati, autrice che stimo molto per la capacità di scrittura e per la grande passione e intensità con cui ha creato tutto l’universo narrato nei suoi libri.
Questo volume fa seguito a “Oltre l’abisso“, libro che ho avuto il piacere di leggere qualche anno fa.
In teoria, questo secondo capitolo, edito da Aurea Nox editore, si potrebbe leggere anche senza aver letto il precedente perché sono molti i riferimenti che rimandano al passato di ogni personaggio. Il mio consiglio però, è quello di lasciarsi catturare dall’abisso fin dal principio in modo da riuscire ad avere coscienza di ogni respiro fatto dai tanti personaggi che caratterizzano la trama.
“Lacrime di eternità”: il romanzo onirico di Elisabetta Tagliati
Prima di condividere la mia esperienza nell’abisso, devo ringraziare l’autrice per la pazienza e la gentilezza dimostrate nel propormi anche questa lettura, visto che i miei tempi sono davvero biblici. Devo dirmi davvero contento, anche per la mia lentezza, perché “Lacrime di eternità” è stato un libro che potrei definire fedele compagno delle notti in cui il sonno faceva i capricci.
Il piccolo aneddoto di questa lettura, infatti, è che non ho letto neanche due parole di giorno: sempre e solo di notte. Del resto, come era successo per il primo capitolo, anche questa seconda parte della storia deriva dai sogni fatti dalla Tagliati. Alla fine del romanzo c’è un appendice molto corposo in cui l’autrice spiega in maniera interessante come funziona il romanzo onirico, o, per lo meno, quello che è il suo metodo per trascrivere in maniera dettagliata ogni momento vissuto nel sonno.

Questo perché Betty Tagliati non si risparmia mai. L’autrice consegna al lettore un lavoro ben fatto, curato alla perfezione con una narrazione che non lavora mai in sottrazione. Le descrizioni sono esaustive, corpose e non lasciano scampo a chi legge: è impossibile non essere catapultati all’interno della storia.
La forza di “Lacrime di eternità” sono i personaggi e gli intrecci di trama che li caratterizzano. Clan, capoclan, amori persi e poi ritrovati, guerre interiori, guerre sul campo, riflessioni e decisioni difficili da prendere. E ancora druidi, semidei, sacerdotesse, anime tormentate… Insomma tanta carne al fuoco per un romanzo dalle ambientazioni celtiche che non lascia indietro niente.
Contenuti
La protagonista è Bethel che, come era successo nel primo capitolo, divide la sua esistenza tra l’amore terreno per l’ormai vecchio capoclan Makena e in quello idilliaco per il druido Vessagh. Quest’ultimo è un amore travolgente che rasenta l’indefinibile, capace di superare letteralmente anche la morte.
All’inizio di “Lacrime di eternità”, infatti, lo spirito e l’anima di Bethel continuano a vivere intrappolati in un salice attorno al quale si avvicendano i vari personaggi con le storie che si portano sulle spalle. Per tutta la prima parte del libro sembra quasi di assistere a una rappresentazione teatrale e, ammetto che non sarebbe una brutta idea portare l’Abisso sul palco. Sono sicuro che la Tagliati ci abbia già pensato.
L’anima di Bethel è il fulcro attorno al quale ruota tutto il romanzo: moglie, amante, amica, nonna e soprattutto madre. Le rivalità tra i suoi figli la mettono a dura prova e solo grazie alla sua immensa saggezza troverà sempre il modo di avere il giusto pensiero. Pensieri che di riflesso appartengono a chi scrive: anche in questo senso la penna di Elisabetta Tagliati fa la differenza.
A mio avviso il vero punto di forza del romanzo sono le idee dell’autrice. Intese come ispirazione per la trama ma anche come riflessioni profonde che la Tagliati è in grado di inserire all’interno del romanzo.
La scrittura va in profondità e spesso quello che succede è il pretesto per fare una riflessione che diventa universale. Sono molte le frasi che mi hanno colpito e che, alla vecchia maniera, ho idealmente sottolineato con una matita. Eccone un esempio:
“Quelle parole estreme suonavano disarmoniche alle mie orecchie: «Jarlath ricorda che sei anche un uomo». Tutti abbiamo un punto di rottura, tutti abbiamo un peso oltre il quale ogni nostro sforzo sarebbe vano. Dicono che sacrificarsi per una grande causa è sempre giusto, ma mentono. Tra eroismo e stupidità il confine è più labile di quanto si creda”
Conclusioni
Quando parlavo del grande lavoro svolto dall’autrice mi riferivo anche a ciò che precede e a ciò che segue il romanzo. In apertura ho molto apprezzato una sorta di riassunto del primo volume. Mi ha molto aiutato a ritrovare il centro della mia permanenza nell’abisso e a sbloccare l’affetto che nutro per i vari personaggi.
È così: io, ormai, mi sento molto legato a questi personaggi e questa storia in generale.
Si tratta di un grande merito dell’autrice perchè il genere gotico, fantastico, onirico non è per niente uno dei miei preferiti. Anzi. Quindi, nonostante l’andare a rilento della mia lettura, devo dirmi nuovamente felice per avere incontrato di nuovo la penna della Tagliati e i personaggi che ha creato.
Anche l’appendice è molto piacevole e interessante da leggere. L’autrice fa degli approfondimenti sul mondo celtico, spiegandone usanze, tradizioni e festività.
Come dicevo, in “Lacrime di eternità” nulla è lasciato al caso.
Se amate il genere, Elisabetta Tagliati è un’autrice che dovete assolutamente conoscere.

Autore e speaker radiofonico.
Mi piace leggere, scrivere e condividere le storie.
Il mio sito è www.stefanobuzzi.com