La vita segreta dell'esercita romano
saggio storico
Newton Compton
2021
cartaceo, ebook
L’esercito romano è stato la più grande macchina da combattimento del mondo antico. L’impero dipendeva dai suoi soldati non solo per vincere le guerre, difendere le frontiere e controllare i mari, ma anche per far funzionare lo Stato.
Legionari e ausiliari romani provenivano da tutto il mondo, anche dall’esterno dei confini. Furono utilizzati come esattori delle tasse, poliziotti, geometri, ingegneri civili e, da veterani, come valenti artigiani e politici. Alcuni riuscirono persino a diventare imperatori.
Questo libro porta il lettore nel cuore di ciò che significava far parte dell’esercito romano, attraverso le parole degli storici e quelle degli stessi uomini, conosciute grazie alle loro dediche religiose, alle lapidi, e persino alle lettere private e ai graffiti. Una preziosa finestra su come gli uomini d’arme, le loro mogli e i loro figli hanno vissuto, godendo di un posto in prima fila nella storia. Protagonisti di vicende che hanno condizionato l’antichità e, per riflesso, il mondo come lo conosciamo oggi.
Credo non ci siano dubbi sul fatto che l’esercito romano sia stato, nel corso dei secoli in cui è stato attivo, un apparato in costante evoluzione che lo ha portato ad essere “l’istituzione militare più efficace e più longeva che si conosca nella storia umana” (“Encyclopedia Britannica”, Eleventh Edition (1911), The Roman Army).
Guy de la Bédoyère ci trascina dentro una storia entusiasmante! Scrive un libro che è una perfetta fusione di saggio, trattato, romanzo storico e avventura, prendendoci per mano e guidandoci tra le fila di quella che fu la più micidiale ed efficiente macchina da guerra della storia intera.
Mi sono immerso nella lettura di pagine ricche di particolari su aspetti soprattutto poco conosciuti di quella che era la vera vita che si faceva all’interno dell’esercito. L’autore ci guida con mano esperta dentro gli accampamenti, tra i soldati perfettamente allineati in attesa dell’inizio della battaglia, ma ci porta anche a scoprire aspetti su cui, forse, poco ci si sofferma a riflettere.

Cosa facevano i soldati in tempo di pace (raro, a dire la verità), come si rapportavano con le loro famiglie, cosa bisognava fare per arruolarsi, a quanto ammontava la paga, che prospettive avevano nella vecchiaia. Ma non solo; quali requisiti bisognava avere e quali vantaggi portava far parte dell’esercito romano.
Grazie allo stile fluido e non eccessivamente nozionistico (nonostante siano riportati molti dati nudi e crudi), la lettura scorre in maniera molto piacevole, anche quando vengono descritti episodi cruenti che, naturalmente, erano all’ordine del giorno in un micro-mondo in cui la disciplina, spesso violenta e senza pietà, era applicata in ogni aspetto della vita dei legionari.
L’istituzione della decimazione (decimatio) nei casi di ammutinamento o anche di codardia in battaglia o la bastonatura (fustuarium), sono aspetti terribili con cui, comunque, l’esercito romano ha plasmato la sua fama di invincibilità.
Guy de la Bédoyère ci fa conoscere, attraverso l’interpretazione di lapidi, lettere e altri documenti ritrovati nei luoghi di battaglia, aspetti oltremodo umani di persone che sapevano che la morte avrebbe potuto raggiungerli da un momento all’altro.
E quindi scopriamo la fragilità di alcuni di essi, le paure, le gelosie o la nostalgia che prova chi è costretto a rimanere per anni lontano dalla propria casa e dall’affetto dei propri cari.
Vediamo, con gli occhi dei soldati dell’epoca, come si costruivano gli accampamenti, come si riparavano le macchine da guerra, come si confezionavano le divise e si forgiavano le armi.
Un viaggio veramente istruttivo sotto molti aspetti! Soprattutto in questo periodo in cui venti di guerra soffiano distruggendo quello che trovano, minacciando anche il centro d’Europa e che dovrebbero farci riflettere su come le guerre non siano né giuste né sante né dovute; ma, purtroppo, su come qualche guerra sia necessaria per impedire che le folli mire di violento predominio di qualche dittatorucolo abbiano serie e durature conseguenze sulla vita di altri popoli.
Lo scrittore latino Vegezio disse: “si vis pacem, para bellum” (se vuoi la pace, prepara la guerra), significando che uno dei mezzi più efficaci per salvaguardare la pace è armarsi per essere in grado di difendersi; ma, interpretando la locuzione in maniera meno banale, si può scorgere un significato più profondo. È proprio chi impara a combattere, che più comprende e apprezza la pace.

Luca Martorana, siciliano classe ‘73, è un ex giocatore professionista di pallacanestro e grande appassionato di “Heavy Metal”. Appassionato lettore, divora libri fin da bambino. E’ un patito di cinema e serie tv, soprattutto se di fantascienza. Ama esplorare strade sempre nuove in sella alla sua Harley. Nel tempo libero lavora….ma niente di serio.
