La vita nascosta delle sirene
Romanzo
Pienogiorno editore
5 agosto 2026
cartaceo e-book
400
Ci sono cose talmente perfette nell’infanzia di Kit e Josie da brillare per sempre, come fuochi eterni. La loro complicità assoluta, per proteggersi dalla disattenzione dei genitori, troppo presi da loro stessi per dedicarsi alle figlie. E le giornate sulla spiaggia a inseguire le sirene, con il cuore straripante di attesa e speranza. E poi ci sono cose decisamente imperfette. Come le feste da sole, senza regali, in un salotto devastato dalle liti degli adulti. O il cumulo di drammi e segreti che si insinua tra loro nel tempo, aprendo un solco che diventa distanza insormontabile. Fino al giorno in cui Josie non c’è stata più. Quando, quindici anni dopo, in un notiziario alla tv Kit coglie per pochi istanti quello che le pare indubitabilmente il volto della sorella, per poco non si sente mancare. Josie è morta in un attentato, e nessuno lo sa meglio di lei che ha patito sulla pelle ogni singolo giorno il dolore dell’assenza. Ma ora il dubbio si fa strada, e le emozioni a lungo tenute a bada la travolgono. Josie è viva? E perché mai le avrebbe inflitto una sofferenza così grande? Per scoprire la verità e fare i conti con il passato, Kit lascia il suo lavoro di medico per andarla a cercare fino in Nuova Zelanda. È un viaggio a ritroso nei ricordi e nei silenzi, quello che intraprende. Perché, come il baule del tesoro delle sirene che Suzanne, la loro madre, aveva nascosto in una grotta affinché lo trovassero, tutti quei segreti chiedono di essere portati finalmente alla luce.
“Mia sorella è morta da quindici anni quando la vedo al telegiornale” da “La vita nascosta delle sirene” di Barbara O’Neil
“La vita nascosta delle sirene” di Barbara O’Neal (Pienogiorno editore) è la storia di un forte legame tra due sorelle cresciute in una famiglia disfunzionale. La vita ha separato le loro strade e la morte ha reciso il filo che le univa. Josie ha perso la vita in un attentato terroristico, si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Di lei non è rimasto che uno zaino ma il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Anni dopo, sua sorella Kit, guardando un servizio al telegiornale, la vede di sfuggita. È lei, Josie! Ne è certa. Anche la loro madre l’ha vista pensa che sia proprio quella donna apparsa di sfuggita nell’inquadratura della telecamera, quindi implora Kit di trovarla e riportarla a casa. Kit parte per la Nuova Zelanda con il cuore in tumulto e la testa piena di dubbi. Se Josie fosse sopravvissuta, perché non farsi viva almeno con
lei? Perché lasciarla nel dolore ad elaborare un lutto mai superato?
“L’unico modo in cui sono riuscita a superare le perdite che hanno segnato la mia infanzia è stato imparare a chiudere i sentimenti in compartimenti stagni”
Questa è una storia commuovente e soprattutto avvincente. Quello che pare essere il mistero cardine della trama in realtà si svela quasi nell’immediato, tutto il resto invece rimane da scoprire ed è ciò che genera suspense. Il ritmo di lettura scorre rapido poiché lo stile dell’autrice è molto fluido, i personaggi ben costruiti e il contesto suggestivo. La narrazione si svolge in prima persona attraverso le voci delle due protagoniste che si alternano. Il passato si rivela capitolo dopo capitolo attraverso i loro ricordi. L’ambientazione varia tra la California, per ciò che concerne i trascorsi, e la Nuova Zelanda per il presente.
Il paesaggio ha la sua importanza. Kit, Josie, Dylan e Mari lo vivono, lo sentono ed è il loro balsamo contro il dolore anche se a qualcuno di essi non basterà. Kit e Josie sono sorelle e le separano solo due anni. Sono complici, l’una è la migliore amica dell’altra pur essendo molto differenti. Il loro legame è così forte poiché sono figlie di due genitori immaturi e inadeguati, possono contare quindi solo l’una sull’altra.
“Avrei fatto qualsiasi cosa mi avesse chiesto: inseguire i banditi, costruire una scala per raggiungere la Luna”
Il padre è un noto chef di origini italiane che gestisce un ristorante frequentato da vip in cima ad una scogliera dove ci è la loro abitazione. Un uomo attraente, passionale e dalla battuta sempre pronta. La madre delle ragazze è incarna la classica bellezza bionda californiana. Una donna bellissima e follemente innamorata del marito con il quale vive un rapporto di dipendenza. I due sono tesi unicamente l’uno verso l’altra quindi spesso trascurano le due bambine abituate a cavarsela da sole.
Poi un giorno dal mare giunge un ragazzino, Dylan, al quale tutta la famiglia si affeziona considerandolo parte di essa. Per tutti Dylan è un parente orfano, per Josie e Kit un fratello e per i loro genitori il figlio maschio che non hanno mai avuto.
I ragazzi crescono, Dylan si fa sempre più bello e tormentato. Probabilmente il suo passato riemerge e diventa il suo demone peggiore. Per le sorelle rimane un fratello affettuoso e protettivo ma dentro di lui c’è un abisso nel quale rischia di sprofondare. Anche Josie non è più la stessa. È ribelle e tormentata. Soffre il confronto con Kit che è la figlia prediletta dei genitori poiché pare riuscire bene in tutto: nel surf e a scuola. Presto inizia a fare uso di sostanze stupefacenti diventando sempre più instabile e autodistruttiva.
“Josie. Così bella. Così smarrita e segnata dal destino”
Kit somiglia fisicamente al padre. Alta, massiccia e con una gran massa di ricci scuri. È intelligente, studiosa e decisamente più equilibrata dei fratelli. Eppure dentro di lei è piena di insicurezze. I lutti, il rapporto malato dei genitori l’hanno resa diffidente e sfiduciata nei confronti della vita e del suo prossimo. Si sente indegna di essere amata, forse perché lei stessa non si ama come dovrebbe.
Mari è una donna bella e molto ricca. Suo marito è un noto imprenditore dal fisico atletico e dal sorriso perfetto, insieme formano una coppi invidiabile. Lei è arredatrice d’interni, è creativa e ha gusto per le cose belle. È anche una buona madre per i suoi due figli ed è pienamente soddisfatta della sua vita. Suo marito le ha da poco regalato una villa in un luogo molto suggestivo della Nuova Zelanda.
“Più di un decennio di pratica mi ha fornito gli strumenti per soffocare i ricordi”
Ho amato moltissimo questo romanzo per la sua notevole carica emotiva. Ho apprezzato tutti i colpi di scena e, nonostante non sia un thriller, è avvincente come se lo fosse. Ovviamente le risposte alle domande che vi farete si riveleranno capitolo dopo capitolo, sono tutte coerenti con la trama e con i caratteri dei personaggi. Non per questo scontate, anzi, sono certa vi sorprenderanno. La tematica è l’oblio, la sopravvivenza al trauma di una famiglia disfunzionale e l’elaborazione del lutto. È una storia di rapporti malati che conducono alla rovina, così come i segreti e le cose non dette.
Adatto a chi ama i bei paesaggi, i misteri e le complicate dinamiche familiari.