La vita coreana illustrata per sapere tutto sull’arte di vivere in Corea
Guida
Slow Food editore
5 febbraio 2025
Cartaceo
144
La Corea del Sud, piccolo Paese ma tra le più grandi potenze economiche mondiali, vanta uno stile di vita perfettamente bilanciato tra una filosofia esistenziale antica, votata al benessere, e una modernità prorompente. Non è un caso che dopo il Giappone sia la cultura più ammirata e seguita in Occidente, con veri e propri fenomeni di fanatismo che spaziano dalle star del K pop, la musica commerciale coreana, alle serie tv (qualcuno ricorda The Squid Game?); dal cinema d'autore che fa incetta di premi nei festival europei e americani (Parasite, Oldboy…) a quello horror, con uno stile tutto suo. Per non menzionare i successi tecnologici, l'industria automobilistica e un'arte contemporanea in ascesa sulla scena internazionale… E il cibo, naturalmente: con un proliferare di ristoranti che propongono anche in Italia la perfetta e gustosa incarnazione della filosofia coreana basata sull'equilibrio in tutti gli aspetti della vita.
“Negli ultimi anni si è assistito alla rapida crescita economica e agli aumentati influssi culturali della Corea del sud, eppure il Paese resta ancora misterioso per molti. Oltre alla success story attuale, questo libro vi invita a conoscerne gli abitanti, con il loro quotidiano, le loro tradizioni, la loro cultura viva, ricca di saggezza di umanità, retaggio di 5000 anni di storia e che coesiste, oggi, con una grande spinta alla modernità.”
Quando ho iniziato “Vita coreana illustrata. Per sapere tutto sull’arte di vivere in Corea” di Luna Kyung e Ahnji, edito da Slow Food Editore pensavo di trovarmi davanti a un libro curioso e piacevole da sfogliare.
In realtà, pagina dopo pagina, ho capito che stavo leggendo qualcosa di molto più profondo: un racconto illustrato capace di accompagnarti dentro la quotidianità coreana con uno sguardo gentile, ironico e sorprendentemente intimo.
La Corea del Sud, è un piccolo Paese ma è una tra le più grandi potenze economiche mondiali. Il suo stile di vita è perfettamente bilanciato tra una filosofia esistenziale antica, votata al benessere, e una modernità prorompente.
Non è un caso che, dopo il Giappone, sia la cultura più ammirata e seguita in Occidente, con veri e propri fenomeni di fanatismo che spaziano dalle star del K-pop alle serie televisive come ad esempio The Squid Game.
Non bisogna poi dimenticare il cinema d’autore, che fa incetta di premi nei festival europei e americani; l’horror coreano, riconoscibile per uno stile tutto suo; i successi tecnologici, l’industria automobilistica e un’arte contemporanea sempre più presente sulla scena internazionale.
“La quotidianità, in Corea, si svolge all’insegna dell’armonia e dell’ordine e si fonda sui pilastri di rispetto, cortesia, lavoro, senso di responsabilità. Una responsabilità che è volontaria, scaturita dall’amore per la famiglia e dal rispetto degli altri, ed è la forza propulsiva del dinamismo attuale. Molti coreani vivono nelle città, dove l’ambiente high-tech offre il contesto ideale a tale di dinamicità.”
“Vita coreana illustrata” non si limita a raccontare il successo globale della Corea del Sud, ma scende in profondità, mostrando cosa c’è dietro questa attrazione collettiva.
Attraverso la descrizione dei piccoli gesti quotidiani come il modo di salutare, di lavorare, di mangiare insieme, di rispettare le gerarchie, di vivere il tempo e lo spazio condiviso, che all’apparenza sono dettagli che spesso sfuggono a uno sguardo superficiale, riusciamo a comprendere una cultura complessa e stratificata.
Le illustrazioni giocano un ruolo fondamentale. Non sono semplici decorazioni, ma strumenti narrativi in quanto rendono immediati i concetti come il senso della comunità, la pressione sociale, l’importanza dell’armonia e del silenzio.
Leggendo, mi sono sorpresa più volte a riconoscere comportamenti visti nei film, o nei racconti di viaggio.
Un altro aspetto che ho apprezzato molto è l’equilibrio tra rispetto e sincerità. Il libro non idealizza la Corea, ma nemmeno la riduce a cliché. Accanto alla bellezza di una società dove è molto presente il senso di “comunità”, emergono anche le sue contraddizioni, le fatiche, le aspettative altissime imposte agli individui.
Personalmente, questo libro mi ha fatto osservare con più attenzione non solo una cultura diversa dalla mia, ma anche il mio modo di vivere quotidiano. In questo senso, “Vita coreana illustrata” non è soltanto un libro sulla Corea del Sud: è un invito a guardare il mondo con maggiore consapevolezza, curiosità e rispetto.
Lo consiglio a chi ama già la Corea, a chi ne è affascinato grazie alla musica, al cinema o alla cucina, ma anche a chi cerca letture capaci di unire leggerezza e profondità. Perché capire come vivono gli altri, alla fine, è uno dei modi migliori per capire un po’ meglio anche se stessi.
Buona lettura!
“Per scaramanzia:
– non camminate su una soglia.
– Non tagliate le unghie di notte.
– Non scrivete il nome di qualcuno in rosso.
– Ci sono palazzi in cui si salta il quarto piano, passando direttamente al quinto: questo perché la pronuncia del numero quattro è la stessa della parola morte.”

Autrice e illustratrice
Luna Kyung è coreana e vive a Parigi da oltre vent’anni. È autrice in lingua francese di vari libri di argomento culinario tra cui Easy Corée e L’Art de la fermentazion (con Camille Oger).
Ahnji, illustratrice coreana, si è trasferita da Seul a Biarritz, dove racconta storie attraverso le sue immagini. Come nel precedente libro, La cucina coreana illustrata, cerca di stabilire un legame con i lettori condividendo i suoi ricordi della Corea attraverso le illustrazioni.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.
