La Villa di Lea
Romanzo per ragazzi
Emons editore
13 marzo 2026
cartaceo e-book
192
Una storia di segreti e di strane sparizioni dentro e fuori il parco di Villa Pamphili a Roma. Questo è il diario di un ragazzino che sta per finire la terza media e che vorrebbe vivere nell’ordine, leggere libri e cucinare in santa pace, per sé e anche per i gatti del quartiere. Sua sorella maggiore Lea invece ama vivere nel caos, fare quello che le pare e irritare suo fratello, che giorno dopo giorno si allena a odiarla meglio che può. Negli ultimi giorni però Lea si comporta in modo troppo strano e bisogna capire che cosa sta succedendo.
“Ogni tanto vorrei essere chiamato normale, non genio, né strano. Vorrei che in classe mi dicessero: oh, ma tu sei proprio normale!” da “La Villa di Lea” di Susanna Mattiangeli
“La Villa di Lea” di Susanna Mattiangeli (Emons editore) è un romanzo per ragazzi a partire dai dieci anni. Tito, un ragazzino che si appresta ad affrontare l’esame di terza media, per tutti i suoi compagni è un genio. Essi si aspettano che passi loro la soluzione della prova di matematica e lui si sente rivestito di una grande responsabilità. Tito ama i gatti, i romanzi per ragazzi e i pomeriggi a Villa Doria Pamphili come la chiama lui. Per tutti i romani è semplicemente Villa. Ha un rapporto conflittuale con la sorella maggiore Lea. Non sopporta il suo disordine e la reputa beffarda e prepotente nei suoi riguardi mentre con il resto del mondo è deliziosa. Tutto scorre come sempre sino a
quando in casa iniziano a sparire libri e oggetti. Inoltre Lea di comporta in modo strano. È come se avesse un segreto e Tito vuole scoprirlo.
“Ecco, potrei scrivere una storia su questo fatto di essere diversi in mezzo a gente tutta uguale.”
Questo romanzo si rivolge ad un pubblico di giovanissimi e quindi usa un linguaggio semplice e immediatamente comprensibile. La sua fluidità e l’aura di mistero che aleggia sulla trama, rende il ritmo di lettura rapido.
Il protagonista, Tito, ha tredici anni e tiene un diario dove si racconta. La narrazione avviene infatti in prima persona attraverso quello che lui scrive. Si presenta come un ottimo studente al punto tale che è convinto di esser apprezzato solo per questo motivo: passare le soluzioni dei problemi di matematica durante le verifiche. Non ha molta autostima e si sente diverso dai coetanei. Ama l’ordine, la lettura, gli piace scrivere e non gli dispiacerebbe, un giorno, diventare un autore famoso. Si reputa poco disinvolto e imbranato rispetto ai suoi compagni, non pensa di piacere alle ragazze perché si sente brutto. Nel suo tempo libero, oltre a frequentare la biblioteca e prendere in prestito dei romanzi, aiuta una signora a sfamare una colonia di felini.
Lea è la sorella maggiore di Tito. I due non vanno d’accordo. Dividono la camera e lei non è affatto ordinata e meticolosa come lui. La sua parte della stanza è caotica con oggetti e vestiti ovunque. Lea frequenta due coetanei alquanto stravaganti che si contendono le sue attenzioni. Se in casa si mostra scorbutica e adotta un linguaggio alla moda con una pronuncia strascicata, al di fuori appare impeccabile. Ha la fama di una ragazza squisita, educata e simpatica. Con il fratello invece si mostra strafottente e dispettosa. Improvvisamente diventerà enigmatica, sfuggente e racconterà qualche bugia di troppo. La mamma sembra crederle ma non Tito!
“Lea da lontano mi ha gridato – diammammachetornotrampà – PROMEMORIA: se tra qualche anno ti metti a parlare così anche tu, buttati nel Tevere.”
È una storia molto carina e scorrevole. Racconta della difficoltà di crescere in un mondo con il quale non ci si sente in armonia. Se ci si aggiunge la complessità dei tredici anni, la perdita del padre e il conseguente trasloco in un altro appartamento, beh, direi che ce n’è a sufficienza per sprofondare in una crisi. Il nostro protagonista però non lo fa, non si dispera e riflette tanto. Ha molta nostalgia del papà ma gli è infinitamente grato per tutto ciò che gli ha trasmesso: l’amore per i libri, per la natura e per gli animali. È un racconto lieve che a tratti diverte per l’ironia e le battute brillanti di Tito oltre che alcune situazioni in cui si ritrova suo malgrado.
Tito, che a tratti può apparire irritante per la sua meticolosità, in realtà suscita molta tenerezza. I suoi sentimenti sono condivisibili e questo fa di lui un personaggio realistico. Lea invece è la parte misteriosa del romanzo. Per buona parte della trama la troviamo spocchiosa e indisponente, sembra non abbia un punto debole ed è la classica adolescente ruvida, apparentemente indifferente a tutto. Ma è proprio così?
“Siccome i libri in genere fanno venire voglia di chiacchierare, di discutere e anche di fare arte…”
È una storia che insegna a non fermarsi all’apparenza, a sforzarsi di conoscere l’altro perché la chiusura ci toglie occasioni di crescita personale. È una storia che parla di generosità, condivisione e di legami familiari. Lo scenario è meraviglioso: Villa Doria Pamphili. Una descrizione fisica incantevole senza tuttavia dilungarsi troppo in particolari che potrebbero appesantirne la lettura. Ciò che la rende speciale è la rappresentazione di ciò che significa per i giovani e meno giovani romani.
Negli ultimi tre capitoli, la parola viene lasciata proprio ai luoghi di Tito e Lea che si raccontano come fossero narratori di una storia meravigliosa e antichissima: la loro. È un romanzo che si può anche ascoltare grazie al QRcode all’interno. Faccio i complimenti al lettore Jacopo Olmo Antinori per il suo tono di voce che rende viva la storia. All’illustratore Francesco Chiacchio che con i suoi disegni tra un capitolo e l’altro, ha dato espressività alle belle parole dell’autrice.
Come spesso accade quando leggo un romanzo suggestivo, è nato in me il desiderio di visitare un giorno il parco di Villa Doria Pamphili. A voi non accade?