La via delle stelle
romanzo contemporaneo
Vallecchi Firenze
5 settembre 2025
cartaceo
366
Il Cammino di Santiago non è solo una rotta tracciata sulla terra: è un sentiero inciso nel cielo, una via stellare percorsa da pellegrini, sapienti, iniziati e cercatori da secoli. È qui, lungo questa antica arteria spirituale, che si snoda il viaggio di un protagonista che somiglia all’autore, ma si spinge oltre di lui.
Un viaggio fisico e interiore, dove ogni passo svela connessioni inattese tra il visibile e l’invisibile, tra la scienza e l’esoterismo, tra l’eredità di civiltà scomparse e i segreti gelosamente custoditi da élite silenziose.
Ufo, massoneria, astronomia antica, manipolazione delle masse, spiritualità autentica e poteri occulti: tutto si intreccia in una trama avvincente che unisce il fascino del romanzo alla forza scomoda della divulgazione.
Roberto Pinotti scrive un romanzo che diventa uno strumento per parlare a tutti, superando le barriere dei saggi specializzati e facendo filtrare verità e ipotesi che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico.
"La via delle stelle" è un invito a decifrare i simboli, a leggere il cielo, a risvegliare lo spirito critico. E forse, a ricordare che l’universo è molto più vicino – e affollato – di quanto ci abbiano mai detto.
“La via delle stelle” è il primo romanzo narrativo di Roberto Pinotti, edito Vallecchi Firenze. L’autore, per l’occasione, tenta un’ardita sintesi tra il Cammino di Santiago, uno dei percorsi spirituali più antichi e suggestivi d’Europa, e l’universo esoterico, ufologico e simbolico, da sempre campo d’indagine dell’autore.
È un libro che ambisce ad ampliare l’orizzonte del pellegrinaggio oltre la dimensione fisica e psicologica, proiettandolo verso scenari cosmici e misterici. Ma questo, a mio parere, e lo sottolineo già a inizio recensione, rappresenta sia il pregio che il limite dell’opera.
Un uomo, che è anche la voce narrante, intraprende il Cammino di Santiago, come fanno in molti, in cerca di se stesso. Lungo il percorso incontra altri pellegrini, tra cui Marco e Linda, con cui nasce un confronto continuo tra ragione e spiritualità.
Mentre il viaggio fisico avanza, emergono riflessioni su simboli, misteri e interpretazioni esoteriche legate alla Via Lattea e alla storia del Cammino, dando vita a un percorso interiore che si intreccia con antiche domande sul cielo e sull’uomo.
I tre personaggi principali costituiscono le tre chiavi di lettura del romanzo: il pellegrino protagonista (forse l’autore?), che compie il viaggio; Marco, giornalista, che rappresenta la parte razionale del cammino; infine, Linda, la parte spirituale è aperta al mistero.
Insieme, formano il triangolo narrativo che permette al romanzo di intrecciare rispettivamente l’introspezione personale, dialoghi filosofico-spirituali e le interpretazioni simbolico-esoteriche che riflettono le tesi e gli studi di Pinotti.
Anche lo stile segue un po’ questi tre poli narrativi: descrittivo e romanzato riguardo al Cammino, alle riflessioni interiori, alle descrizioni dei paesaggi; saggistico quando entrano in giochi aspetti simbolici, esoterici e ufologici. Diventa, poi, discorsivo nei momenti di confronto tra i personaggi, finalizzati più a divulgare idee e tesi che a dinamicizzare la narrazione.
Non sono un’esperta dei temi propri dell’autore, quindi non contesterò né avallerò tesi, nonostante ritengo che molti pensieri siano stati espressi senza solide basi scientifiche o quantomeno fonti che vi attribuiscano credibilità. E non mi riferisco in generale, ma proprio nel testo. Alle volte ho avuto l’impressione che leggessi discorsi senza fondamento, aleatori.
Al di là di questo, mi limiterò a esporre quello che, sempre a mio parere, sono i pregi e i limiti del testo.
Tra i pregi di “La via delle stelle”, sicuramente le descrizioni del Cammino: sono precise e catapultano il lettore proprio lungo quelle strade. Molto intense anche le descrizioni più intime che derivano dalla fatica fisica e la correlata sensazione di purificazione interiore, dalla significatività degli incontri che si fanno lungo il percorso.
Nota di merito anche all’autenticità che l’autore riesce a imprimere ai rapporti tra i personaggi.
Tuttavia, credo che “La via delle stelle” inizi a perdere questa autenticità nel momento in cui la componente spirituale-simbolica viene “assalita” da interpretazioni di tipo massonico, paleoastronautico, ufologico, nonché esoterico.
E non perché questi temi non siano interessanti in sé (anzi, Pinotti maneggia con competenza e convinzione questi temi e non da ieri), ma perché rischiano di invadere uno spazio narrativo che per sua natura è già ricco e completo, ossia quello del Cammino vissuto come percorso interiore.
La sensazione è che l’autore, forte della propria esperienza decennale in ufologia, non riesca a rinunciare a inserire teorie e interpretazioni cosmiche anche quando il contesto narrativo funzionerebbe perfettamente senza.
Di certo, questo è pane saporito per il lettore appassionato di ufologia e temi affini, ma per i più, per chi vive il Cammino soprattutto come esperienza esistenziale fatta di passi, natura, incontri e silenzio, gli intrecci tematici dell’autore risultano forzati, se non estranei allo spirito della narrazione.
Insomma, “La via delle stelle” offre spunti interessanti e un approccio certamente unico al tema del Cammino di Santiago, di cui si è tanto scritto, ma talvolta sacrifica la purezza e la profondità del pellegrinaggio a favore di interpretazioni che risultano, se anche affascinanti o stimolanti la curiosità, più forzate che necessarie.
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.
