La vendetta dei leoni di Venezia
Avventura storico
Newton Compton
5 maggio 2026
cartaceo
320
Nella Venezia del 1617, all’indomani della congiura di Bedmar, la Serenissima è impegnata in una lotta senza quartiere, volta a identificare i cospiratori spagnoli e a giustiziarli uno dopo l’altro. Nel corso di questa spietata caccia all’uomo, si incrociano i destini del Caigo, lo Spettro di Venezia, l’uomo che veglia sulla città con spada e veleno, della giovane e bella profumiera Rea, della pittrice Chiara Varotari, del capo degli sbirri e degli zaffi Marco Valier, della misteriosa e spietata avventuriera che si fa chiamare L’Invelenada. Nel frattempo, anche la guerra di Gradisca giunge al suo termine e con la pace l’impegno da parte dell’Arciduca d’Austria di smantellare la flotta dei famigerati pirati Uscocchi, ma Venezia ne vuole la distruzione. Così, alle porte di Segna, covo dei corsari, si consuma una battaglia di terra e di mare all’ultimo sangue, mentre il Mangia-Cuori – l’indomito capo dei predoni – sceglie di sacrificare fino all’ultimo uomo pur di non cedere al Leone di San Marco. E mentre il sangue si mescola al sale del mare e l’odore delle calli si confonde con quello del veleno, Venezia non perdona, non dimentica e non si piega. Il Leone ruggisce, e chi osa sfidarlo scopre che la sua ombra è lunga… e letale.
Questo libro di Matteo Strukul, “La vendetta dei leoni di Venezia” è il seguito di La congiura delle Vipere, entrambi editi da Newton Compton.
Nel nuovo romanzo, intrecciati ai nuovi eventi, l’autore riprende per sommi capi, sia i fatti storici che le vite dei protagonisti in modo da renderlo perfettamente leggibile anche senza conoscere il romanzo precedente.
L’ambientazione
E’ un romanzo storico ambientato a Venezia, negli anni tra 1617 e il 1619, dopo la congiura di Bedmar, in cui l’ambasciatore spagnolo ha ordito un intrigo internazionale ai danni della Serenissima. La repubblica di Venezia è ora impegnata a scovare e giustiziare i cospiratori spagnoli che ancora si aggirano nei suoi territori.
La città è descritta in modo affascinante e malinconico, intrisa di politica e di potere che la portano a volere a tutti i costi dimostrare la sua superiorità anche con metodi inutilmente violenti ed eccessivi. La vendetta è il monito per tutti quelli che osano contrapporsi ai Dogi dei Leoni.
Questa atmosfera intride la città, seppur bellissima e ricca di cultura, di paura e intolleranze, dove si vedono complotti ad ogni angolo di calle e di canali.
La guerra di Gradisca è al centro di questo capitolo: il Leone di San Marco non dovrà mai cedere agli Uscocchi, i pirati di origine balcaniche, con sede a Segna, sostenuti dall’impero Asburgico.
I fatti storici realmente accaduti e raccontati da Matteo, sono descritti con precisione: magari avere avuto ai tempi della scuola un insegnante di storia italiana che riuscisse a trasmettere questi eventi in modo così interessante e affascinante senza diventare mai prolisso e noioso nella moltitudine degli episodi storici, dei nomi e dei personaggi.
Al centro di questa città ammantata ancora di tensione sociale e perennemente in allerta si svolgono le vicende di tanti personaggi. Ognuno persegue il suo destino, a volte separato dagli altri, ma alla fine, tutti, hanno un legame sia con Venezia che tra di loro. Per chi, come me, non ha letto il primo volume, all’inizio, non è stato facile tenere il filo dei capitoli: tanti protagonisti, tanti luoghi diversi, tanti antefatti da tenere in considerazione per poter comprendere le azioni presenti.
I personaggi maschili
Tutto il romanzo giro attorno alla romantica e inquieta figura del Caigo,” la Nebbia”, “lo Spettro di Venezia”, disposto a tutto per
difendere la Serenissima, ma anche il suo grande amore, forgiato dalla durezza delle battaglie. Nessuno conosce la sua identità, ma tutti lo aspettano per risolvere le situazioni estreme: lui arriva sempre quando è necessario.
“Quel diavolo pareva difendere Venezia al costo della sua stessa vita. Cosa lo spingesse a rischiare tanto restava per lui un mistero”
Accanto a questo giustiziere mascherato girano altri uomini notevoli. Ho apprezzato molto la precisione e l’umanità con cui vengono descritte le caratteristiche emotive di ogni personaggio: nessuno di loro è solo cattivo o solo buono. Sono tutti uomini immersi nel loro tempo difficile che alternano emozioni in base alle azioni che si trovano costretti ad affrontare.
Marco Barbaran, il famoso profumiere di Venezia, ricco commerciante e uomo di cultura che si intenerisce davanti alla sua protetta. Marco Valier, il capo degli sbirri e degli zaffi, carica acquisita a vita, da cui non può svincolarsi neppure dopo aver compreso la spietatezza e l’inutilità della violenza estrema. Ivo Stojan, coraggioso e crudele capo degli Uscocchi.
Ma i personaggi che ho preferito sono state le figure femminili: nel bene e nel male, tutte personalità complesse, intelligenti, fiere e coraggiose. Sono raccontate con grande precisione. Tutte protagoniste con ruoli ben definiti e determinanti, un valore aggiunto in un romanzo storico ambientato in un periodo in cui le donne erano considerate più come dei soprammobili delicati, dipendenti dall’uomo e non in grado di badare a se stesse.
Le protagoniste femminili
Ho adorato Rea, che scopre un talento innato per l’antica arte di creare profumi, e riscatta la vita precedente diventando la più richiesta profumiera di Venezia. Entri nella sua bottega e vieni trasportato nel mondo delle essenze e degli oli odorosi usati non solo per la bellezza superficiale. Il potere del profumo viene usato per influenzare le emozioni.
Un’altra donna fondamentale per il romanzo è Rosaura, l’Invelenada, implacabile nemica di Venezia che vive per la vendetta. Intelligente, forte e capace fisicamente come un combattente. E’ spietata , ha una conoscenza profonda dei veleni che usa senza scrupolo per raggiungere i suoi fini.
E poi c’è Chiara. L’unica tra queste donne che ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia benestante della Serenissima. E’ una pittrice di talento che cerca in tutti i modi di farsi apprezzare per l’energia e l’empatia che mette nelle sue opere. I suoi ritratti non sono solo somiglianti ma catturano l’essenza dei soggetti. Bella, dolce e appassionata si dimostra forte e determinata nelle situazioni estreme.
Ogni protagonista di questa avventura storica, non solo quelli femminili, potrebbero essere i soggetti di romanzi singoli che raccontano la loro evoluzione caratteristica per ben capire cosa li ha portati ad essere dove sono nella “Vendetta dei leoni di Venezia”.
Una scrittura coinvolgente
La prosa è scorrevole, densa di dettagli storici e termini non consueti che aggiungono verità e ambientazione: sei davvero catapultato in questa Venezia nebbiosa che non si lascia intimidire da nessuno. La descrizione dei piatti cucinati nelle taverne, l’abbigliamento colorato delle fazioni in lotta, le armi degli sbirri, le navi dei corsari, le pozioni erboristiche e i pigmenti dei pittori creano una scenografia credibile e affascinante.
Le poche scene serene e tranquille lasciano, però, ben sperare in finali che possono avere un momento lieto seppur temporaneo.
“Quando voi morirete, quando io morirò, questa città sarà ancora il centro del mondo e lo sarà per le generazioni a venire. Il Leone ruggirà sempre e non saremo io o voi a cambiare le regole.”
Fino a quando i ricordi del passato ritornano prepotenti e il Leone torna a risvegliarsi per difendersi da chi osa una volta ancora sfidarlo.