La tua vita e la mia
narrativa contemporanea
Rizzoli
15 giugno 2021
cartaceo, ebook
288
Federico ha quasi diciassette anni, vive in una bella casa a Busto Arsizio, i suoi genitori sono stimati professionisti, frequenta il Classico e trascorre il tempo libero tra l’oratorio San Filippo, le feste con gli amici e il cazzeggio sui social. Sempre a cavallo della sua inseparabile Graziella, ereditata dalla nonna.
Riccardo i diciotto li ha già compiuti, vive in una zona popolare di Busto e la scuola l’ha lasciata. Non ha mai conosciuto il padre, la mamma è ricoverata in un centro tumori, ha una sorellina di sette anni che adora – ricambiato – e della quale deve prendersi cura. Per aiutare la famiglia con i soldi fa il rider ma, quando capisce che ancora non basta, entra in brutti giri. Niente calcio, niente PlayStation, non ha né il tempo né la testa. Non si fida di nessuno perché nessuno gli ha mai fatto dono di niente.
Due così dovrebbero cordialmente detestarsi (soprattutto se si innamorano della stessa ragazza, che sceglie Riccardo), e infatti è proprio quello che succede. Solo che poi don Andrea, il giovane parroco di San Filippo che gira in centro su un monoruota elettrico e che non disdegna Instagram per parlare al cuore dei suoi ragazzi, ci mette lo zampino. E forse non solo lui.
Tra mille diffidenze reciproche, Federico e Riccardo iniziano a scrutarsi, poi si avvicinano, infine diventano amici inseparabili. Ma lo saranno per sempre?
“Venendo qui mi sono immaginato ogni possibile reazione da parte di Riccardo. Sono pronto a tutto, dall’accoglienza più affettuosa (ma dubito, francamente) al rifiuto più violento (dobbiamo dircelo chiaramente, questo rischio c’è)”
Don Alberto Ravagnani, con “La tua vita e la mia”, ha dato vita ad un fiume in piena. Una piena di storie e di emozioni che rende il suo libro parte di un kit di vita che ognuno di noi dovrebbe avere sempre a portata di mano.
Una piccola premessa è doverosa: il fatto che l’autore dell’opera sia un sacerdote non deve portarvi fuori strada. “La tua vita e la mia” non è un trattato di religione o di filosofia. È un testo di narrativa come tutti gli altri: non indica una strada da seguire, ma illumina sul come intraprendere la strada che si sceglierà, a prescindere dal risvolto di fede.
“«Grazie» dice Riccardo, asciugandosi le lacrime e staccandosi dalla mia spalla. Si appoggia con la schiena sul muretto, sempre al mio fianco, con i gomiti sulle ginocchia e il naso all’insù. La luna si riflette nei suoi occhi lucidi e pare brillare ancora di più” – La tua vita e la mia
Protagonista è un giovane, come tanti, che presta servizio nella parrocchia del suo paese, Busto Arsizio, e come tanti ragazzi della sua età vive la propria adolescenza con tutti i se e i ma che questa fase della vita comporta. Le rivalità, gli innamoramenti, le amicizie, le discussioni in famiglia, l’impegno nel sociale, il pregiudizio verso chi è considerato diverso da noi. Beh, di primo acchito, se fossi il lettore di questa recensione, penserei: “beh, nulla di diverso da quanto si legge in molti libri di narrativa”. Eppure, dopo la lettura di queste pagine, si nota subito una differenza, a mio parere, lampante: la vita che soggiace alle parole scritte.
Non posso soffermarmi troppo su questo aspetto: vi invito a leggere il romanzo per testare questa impressione che ho avuto. E dal profilo soggettivo (che, in questo caso, non poteva mancare) passiamo a quello oggettivo della recensione.
“La tua vita e la mia“ è un romanzo strutturato nella tradizionale suddivisione in capitoli, con narratore interno, che racconta i fatti in prima persona. Nel nostro caso, è Federico che rende il lettore partecipe della narrazione. Federico si racconta e racconta, anche attraverso flashback che permettono al lettore di conoscere di più sia il protagonista che il suo rapporto con gli altri personaggi. Il suo punto di vista è quello che guida la descrizione dei fatti e le antipatie o simpatie verso chi lo circonda.
“«Eh la miseria, ancora poco e mi dici che a breve finirò in carcere…». Mia madre esagera sempre. Solo con me, però, perché con mia sorella non se la prende mai. «E comunque non sto fuori tanto, torno in tempo per la cena. E poi lavo i piatti, se vuoi»” – La tua vita e la mia
Riccardo è un altro personaggio principale, seppur non protagonista nella forma. Il suo ruolo diventa sempre più incisivo e importante per lo svolgersi degli eventi e per l’epilogo, che contiene il forte messaggio che, credo, l’autore voglia comunicare. Un messaggio che, invero, ritengo sia presente sin dall’inizio in quel flusso di vita (di cui vi parlavo all’inizio) che sottende all’intera narrazione.

Il linguaggio è molto semplice, gergale, tipico dei giovani di oggi. Non mancano intercalari propri delle discussioni tra ragazzi; alcune vicende o battibecchi sembrano addirittura banali, ma fondamentalmente sono vicende e battibecchi che si vivono quotidianamente in gruppi o comitive di amici. L’intento di Don Alberto è stato raccontare una storia vera e lo ha fatto in modo coerente alla realtà, soprattutto quella che vede con i suoi occhi e di sacerdote e di giovane.
Il ritmo narrativo non è scorrevole. Il racconto procede lentamente, come lenta è la mente dei giovani che soppesano ogni evento di cui sono protagonisti o partecipi. Significativo è il messaggio: ama! L’amore è il motore di tutto, anche dell’amicizia, come ci dimostrano Federico e Riccardo. L’amore è l’unione tra i diversi; l’amore è il superamento del pregiudizio e delle critiche; l’amore è lo spirito di condivisione del dolore altrui e di sacrificio; l’amore è la speranza che tutto, un giorno, possa andare nel verso giusto. E se questo non accade? Continua ad amare perché l’amore supera lo spazio e il tempo. L’amore lascia dei frutti, da coltivare e custodire. E, non me ne vogliate, ma sono certa che questo amore così intenso e luminoso, non possa che provenire da una fonte prima e pura, che al nome comune “amore” ci fa aggiungere la maiuscola, tramutandolo in “Amore”.
Ci credete all’amore e all’Amore?
Amici lettori, vi consiglio la lettura di questo romanzo. La consiglio ai giovani, agli adulti e, per loro tramite, ai piccini. Vi potrà sembrare una storia banale da leggere, o una storia letta e riletta; ma il surplus c’è e ve lo lascio scoprire.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.