La trama di Elena
Romanzo
Ponte alle Grazie
14 febbraio 2023
Cartaceo, ebook, audiolibro
192
Elena, da sempre e per sempre la più bella, si sottrae al tribunale del tempo – e degli uomini – per offrirci la sua versione dei fatti. Sulla soglia della realtà, tra il dentro e il fuori, il cielo e la terra, il tempo degli eroi e quello degli uomini, tesse la sua trama, distinguendosi dalla fedele Penelope, da Clitemnestra, rosa d’invidia, da Leda, che sogna il suo cigno divino, da Andromaca magnanima, che tutto sa accettare.
Elena racconta una storia nuova, con voce diversa, con tanti finali. Protagonista e insieme emula di Omero, fiaccola accesa o azzurro fantasma, scorta i guerrieri «uccisori di mostri» verso la porta d’uscita, innescando una guerra che distruggerà il loro mondo e inaugurerà una nuova era. Il filo teso sul suo antico telaio si impiglia nei capelli di Teseo e nelle ciglia di Paride, nello sguardo di Menelao e nella selvatichezza di Achille, si aggroviglia intorno alla caviglia di una dea, ai capricci di un principe, alla freccia di un cupido bambino.
Originata dal mito, la regina di Sparta, con la sua ambiguità, ne supera ogni confine. Arriva sulla terra per sovvertire ruoli, realizzare destini, sollevare contraddizioni. Venerata o maledetta, viene strattonata in tutte le direzioni, ma non rinuncia mai alla sua vocazione, quella di essere un discorso aperto sulla bellezza del mondo:
«Sono quella che ha scelto l’amore, quella che gli dèi hanno scelto come loro emissaria, al di là del bene e del male».
“La trama di Elena” è un romanzo mitologico molto accurato di Francesca Sensini, edito Ponte alle Grazie.
“Mi chiamo Elena e sono la regina di Sparta (…) ho tradito mio marito Menelao con uno straniero, ospite nella nostra reggia, il principe troiano Paride, e ho abbandonato la mia casa. Per questa ragione non solo mio marito, ma la Grecia intera si è mossa insieme a lui …”
Quante voci, quante storie sono nate intorno alla figura di Elena. Finalmente è lei stessa a narrarci la sua versione dei fatti. Non è mai stata capace di stare seduta tranquilla al telaio come le donne del suo tempo perché non è mai stata lasciata in pace.
Sapeva solo una cosa: di essere la più bella.
Con Elena si tocca il tema della donna oggetto, desiderata solo per la sua bellezza.

“Mio padre è Zeus, capo supremo dell’Olimpo. Mia madre è Leda, regina di Sparta e moglie del re Tindaro.”
Elena è una eroina, una ibrida, figlia di una divinità e di un essere umano. È nata da un uovo, in quanto Zeus, per conquistare Leda, si trasformò in un cigno. Insieme ad Elena nacquero Clitemnestra e i gemelli Castore e Polluce:
“Ma io avevo rubato loro la scena, senza intenzione. I ragazzi non me ne hanno mai voluto, al contrario. Mia sorella, sì.”
Solo la mitologia avrebbe potuto pensare, quasi in chiave distopica, la nascita simultanea di quattro fratelli da due padri diversi. Polluce ed Elena sono figli di Zeus, quindi esseri più divini che umani. Clitemnestra e Castore, pur essendo quest’ultimo gemello identico di Polluce, sono stati concepiti nell’ultima notte passata da Leda insieme a Tindaro. Clitemnestra significa “colei che è famosa per i suoi pretendenti”. In realtà, ne ebbe uno solo: Agamennone, re di Argo, che divenne suo marito.
Nei dodici capitoli di cui si compone il libro, l’autrice descrive i pretendenti e gli amori di Elena.
Si inizia con Teseo, l’uccisore del Minotauro, il primo a rapire la fanciulla e a portarla in Attica.
Francesca Sensini tratteggia le differenze tra le donne ateniesi e quelle spartane: mentre le prime erano confinate nel gineceo, dalle seconde “ci si aspettava vigore, destrezza, salute, come dai maschi”. Ecco perché, da Spartana, Elena eccelle nella corsa con il corpo unto d’olio per compiacere la dea Artemide.
Sono i suoi fratelli a rapirla, nuovamente, per riportarla a casa e, lungo il viaggio di ritorno, Elena dà alla luce una bambina: Ifigenia. Al fine di non dimenticarsi di Teseo, la fanciulla accarezza, prima di addormentarsi, un ciuffo dei neri capelli del giovane in modo da chiamarlo a farle visita nei sogni.
L’autrice introduce un’usanza tipica presso gli Ateniesi, quella di radere la parte davanti del capo per evitare che, durante uno scontro corpo a corpo, il nemico potesse aggrapparsi ai capelli. Rientrata a Sparta, suo padre mortale, Tindaro, decide che la ragazza debba prendere marito. Non vi dico che cosa accadde!
“Sparta venne presa d’assedio: da tutta la Grecia i pretendenti si riversavano dalle navi (…) dietro di loro si affannavano servitori e ancelle intorno a carri traboccanti di ori, di anfore d’olio, di alabastri di profumi…” – La trama di Elena

Elena sceglie Menelao, principe di Micene e, dalla loro unione, nasce Ermione.
Ma anche lui è destinato ad essere tradito dalla fanciulla, anche se i coniugi rimarranno nell’immaginario popolare come “la coppia perfetta che incantava la Laconia intera.”
La loro felicità è stata quella degli dèi: breve ma intensa, incrinata dall’arrivo a Sparta di Paride Alessandro, il più bello.

L’autrice ci narra una storia antica che risale agli albori della civiltà, quando le dee si innamoravano dei pastori perché erano vigorosi e selvatici.
Paride è stato un pastore innalzato a rango di sovrano dalla dea Afrodite. Accecato d’amore per Elena, parte alla volta di Gizio per rapire la giovane, incurante delle profezie e del fatto che Elena fosse la sposa di un altro uomo.
Le profezie hanno un posto rilevante nella mitologia.
L’autrice ci presenta uno dei miei personaggi preferiti: Cassandra, la sorella di Paride.

“Dove corri? Porterai indietro con te un incendio! Tu non sai quanto fuoco vai a cercare attraversando questo mare!” – La trama di Elena
Ma la profetessa, lei che prevedeva il futuro, era destinata a non essere mai creduta a causa di Apollo.
Il dio del Sole, innamoratosi della ragazza, ma da lei respinto, si vendicò, sputandole in bocca il dono della profezia insieme alla condanna di non venire mai creduta.
“A questo punto della mia storia, sono già diventata la sposa di molti.”
Elena è stata la “sterminatrice di mostri”, dato che con lei si supera l’età degli eroi ed è stata anche la “tessitrice di storie”, colei che ha creato il mito intorno agli uomini che ha amato. Per i Greci, le divinità del Destino sono filatrici che ingarbugliano e districano i fili delle esistenze.
Un tema considerevole nel mito e, in particolare, nel libro della Sensini, è quello della discordia. Lo stesso rapimento di Elena da parte di Paride genera quella discordia che diede origine alla Guerra di Troia. In francese, infatti, “rapimento” si dice “enlevement”, sollevare e portare via.
Questo gesto ricorda quello dello sposo che solleva la moglie per condurla nella nuova casa. Un’usanza che affonda le proprie radici precisamente a Sparta:
“Così la giovane donna passava dallo stato libero, di natura, a quello coniugato, di cultura.”
L’autrice riesce a farci immergere nelle riflessioni della protagonista. La Elena di Francesca ci spiega i motivi per cui aveva lasciato Menelao: “Me ne ero andata da lui perché lo avevo visto troppe volte, troppo a lungo, sempre nella stessa reggia, che era anche la mia. Era come se mi aspettasse continuamente (…) che non avesse altro da fare che aspettare me”.
È come se nel rapporto fosse subentrata la noia, ma questo accadde per lo spirito inquieto della fanciulla, naturalmente portata al tradimento. Attraverso Elena, la Sensini ci racconta di quel mondo greco fatto di anànke, di Necessità, di phobos, di paura, di kalokagathìa, di bellezza e di valore. Lo stesso nome della ragazza richiama la distruzione: “Elena, elénaus, elandros, eléptolis, Elena, distruttrice di navi, di uomini, di città”.
In “La trama di Elena” viene affrontato anche il tema della bellezza. Si pensa sempre e solo a quella esteriore ma esiste anche, e soprattutto, la bellezza interiore, fatta di bontà, di contegno, di condotta e di profondità.
Lo stile dell’autrice non è immediato. La scrittura riflette l’antichità dei personaggi narrati e l’eleganza di Elena, la voce narrante.
Il lavoro di ricostruzione storica e mitologica sviluppato da Francesca è estremamente meticoloso e raffinato. Accurate anche le note bibliografiche finali. Per ciascuno dei dodici capitoli, l’autrice ha citato nel dettaglio le fonti. Da tali riferimenti è possibile proseguire per un approfondimento ulteriore del mito.
Chiudo con un pensiero sulla bellezza da parte di Elena:
“La bellezza è in sé una fortuna o una disgrazia mascherata? E se è l’una o l’altra, lo è per chi? Per chi la possiede o, invece, per chi ne gode e ne patisce indirettamente, attraverso la vicinanza o l’intimità con esseri o cose belle? (…)
Parto dunque da un dato empirico: io sono la donna più bella del mondo.”
Ringrazio la casa editrice Ponte alle Grazie per la gradita copia cartacea.

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.