La testardaggine dell'acqua
Poesia
Edizioni AttraVerso
24 febbraio 2025
cartaceo
126
"La testardaggine dell’acqua" riprende alcuni dei temi cari all’autrice, quali i riferimenti naturali e la solitudine nostalgica, che sono sfondo costante dei versi, presentando uno stile ancorato a un mondo interiore che si srotola senza mai cadere completamente nella realtà. Cuore della raccolta sono l’incomunicabilità e l’impossibilità di essere interamente compresi nonché di comprendere l’essenza di “essere” umano. La prima sezione si configura come la più intensa, con componimenti che affrontano anche il tema della poesia stessa e di ciò che essa è per l’autrice. L’io, il tu e i lettori si mischiano spesso nel continuo tentativo dell’io di trovarsi e rispecchiarsi pur risultando a tratti estraneo a se stesso, un io che si autogiudica impunemente.
“La testardaggine dell’acqua” è una raccolta di poesie scritta da Giulia Provera, giovane autrice piemontese. Pubblicato da Edizioni AttraVerso, è il libro che mi ha tenuto compagnia nelle calde serate di questa prima metà d’estate.
Prima di addentrarmi nello specifico del libro, vorrei dire che secondo me scrivere poesie è un’arte. Penso che i versi si possono paragonare ai tratti di colore di un pittore e il componimento, spesso, a un bellissimo quadro astratto. Un meraviglioso dipinto che lascia spazio a diversi punti di interpretazione.
La poesia di Giulia Provera mi ha fatto questo effetto. Mi ha sorpreso e mi ha stregato, anche se non sempre, credo di avere allineato la mia percezione con la scintilla che ha fatto nascere i versi.
Attenzione, questo non è per forza un male: la poesia è meraviglia proprio per questo. Una volta consegnata a chi legge, diventa ciò che il lettore vuole trovare. Un po’ come succede con le canzoni.
La testardaggine dell’acqua: la raccolta di poesie di Giulia Provera
“La testardaggine dell’acqua” è una raccolta di circa centoventi pagine. Le poesie sono suddivise in sei capitoli ai quali l’autrice assegna un titolo che, a grandi linee, aiuta il lettore a entrare nel mondo che incontrerà nelle pagine successive. Questo sia per quanto riguarda la forma, nel caso de Poemetti, che per quanto riguarda i contenuti.

I versi della Provera sono molto intimi. Scavano nell’io e nell’esistenza dell’autrice che diventa alimento per versi composti e piacevoli da leggere. Come ben descritto nella sinossi che si legge sulla quarta di copertina, all’interno de “La testardaggine dell’acqua“, l’autrice strizza l’occhio a temi come la solitudine nostalgica e la difficoltà di comunicazione tra gli esseri umani.
Io, lettore, ho percepito tantissimo una malinconia di fondo che fa da comune denominatore alla maggior parte delle poesie. Sensazione che ho apprezzato e che, per il mio gusto personale, ben si sposa al genere letterario in questione: la poesia.
Cosa può essere mai una poesia se non traspare tra le sue righe una vena malinconica?
Nella prima parte della raccolta, quella intitolata Poetica, l’autrice dedica la sua ispirazione proprio alla poesia, guidando chi legge nelle pieghe del rapporto intimo che esiste tra i versi e chi li scrive. In questo senso, “La testardaggine dell’acqua” è un libro molto intenso. L’autrice non si risparmia e non dimostra nessun timore – o vergogna – nel lasciarsi andare dando completa fiducia ai versi.
Questa percezione che ho avuto, non è affatto da sottovalutare. Chapeu.
Le poesie di Giulia Provera
Una cosa che mi ha colpito molto di questa raccolta è che la maggior parte delle poesie e dei versi sono senza titolo. La trovo una scelta coraggiosa, una scelta che dimostra personalità perché è come se si lasciassero al lettore le poesie nude. Anche per questo, voglio fare i complimenti all’autrice.
Del resto, come ho detto prima parlando dei capitoli che caratterizzano il libro, un titolo aiuta sempre chi legge a prepararsi a quello che verrà. Scrivere versi senza incasellarli, significa riconoscere la forza delle emozioni che sono in grado di dare senza necessariamente proteggerli con una scatola che li definisce.
Io, per esempio, che mi diletto con le poesie, difficilmente lascio scivolare rime o versi senza dare un titolo. Certo, sono scelte stilistiche rispettabili, ma qualche domanda sul mio coraggio letterario me la sono fatta, dopo aver letto “La testardaggine dell’acqua”.
Volendo, invece, citare e condividere qualche verso della Provera che mi ha molto colpito, non posso esimermi dal riportare questi:
Tu vuoi parlare con me
io voglio parlare di altri
nascondermi dietro a milioni di pagine
gusti e autori
che hanno espresso meglio,
capito meglio,
vissuto meglio.
…….
In queste righe, che sottoscrivo, ci leggo un amore infinito per la lettura, per la letteratura, per l’arte e per le emozioni che solo anime sensibili possono provare e trasmettere. Mi piace quando si ha la sensazione che un lavoro scritto sia figlio di tanta lettura e tanta voglia di conoscere. Non sottovalutiamo, poi, che Giulia Provera è un’autrice giovane.
Conclusioni
Per chiudere questa condivisione di lettura, riprendo il concetto che ho espresso in apertura: le poesie si prestano a tante interpretazioni e il più delle volte ciò che percepisce il lettore non è quello che voleva trasmettere il poeta.
Tutto questo rende la poesia un’arte unica e speciale, ma allo stesso tempo può rivelarsi un limite, per noi che non siamo professori ma semplici appassionati di lettura e di libri.
Per questo, sarò molto contento di intervistare l’autrice, in modo da entrare ancora meglio nel suo universo poetico, che, ritengo di assoluto valore.
Consiglio, quindi, “La testardaggine dell’acqua”, a chi ama tenere sul comodino un libro di poesie da centellinare nei giorni e nelle sere prima di addormentarsi. A chi ama far volare le emozioni e le riflessioni dopo aver letto versi che spingono le corde dell’anima.
A chi ama. Perché chi ama apprezza sempre una poesia.

Autore e speaker radiofonico.
Mi piace leggere, scrivere e condividere le storie.
Il mio sito è www.stefanobuzzi.com