La tela di Archimede
romanzo contemporaneo
Spirito Libero Edizioni
2025
cartaceo, ebook
165
Oggi Londra, la city e una moglie dagli occhi a mandorla al fianco. Ieri Milano e le sue nebbie, gli studi, altri amori; fino a tornare indietro a una Sicilia che profuma di zagare e polvere da sparo. Fuori piove e Archimede ripensa a quel sole per riscaldarsi il cuore. Nato da una relazione clandestina Archimede sarà per sempre ù bastaddu. Un appellativo che gli rimarrà addosso come un marchio indelebile e che condizionerà la sua vita e le sue scelte.
Un lungo viaggio a ritroso quello che percorre nel raccontare la sua storia, fatto di momenti impressi a fuoco nella mente. La sua abilità con i numeri, proprio come il grande matematico di cui porta il nome, sarà il suo salvacondotto per fuggire da una terra dura e in una famiglia ostile. Rinnegherà i luoghi della sua infanzia, affrancandosi da quella condizione in cui è rimasta invece intrappolata l’amata madre e prima ancora la nonna.
Dopo essersi affermato, prima negli studi e poi nel lavoro, un tragico evento lo ricondurrà nella sua terra natia e non sarà più possibile ignorare il male subito.
In quel momento Archimede tesse la sua tela per arrivare a quel riscatto tanto atteso.
Che rapporto avete voi con la matematica e la logica? Vi affascinano come materie? “La tela di Archimede”, edito Spirito libero edizioni, è il nuovo romanzo scritto da Riccardo Mangiacapra.
Con La tela di Archimede, Riccardo Mangiacapra costruisce un romanzo potente e stratificato, che mescola il racconto di formazione con elementi di crime e introspezione psicologica.
Il protagonista, Archimede, è un uomo che ha saputo rifarsi una vita, lasciandosi alle spalle una Sicilia dura e ingiusta. Ma il passato è una ferita che non si chiude mai del tutto.
La sua storia è quella di chi fugge per salvarsi, ma alla fine è costretto a tornare per chiudere i conti con ciò che ha lasciato indietro.
Il romanzo si sviluppa come una trama intessuta con pazienza: ogni filo rappresenta un momento chiave della vita di Archimede e ogni scelta lo avvicina sempre più alla resa dei conti.
Nato da una relazione clandestina, marchiato fin dall’infanzia con l’appellativo di ’u bastaddu, Archimede cresce in un ambiente ostile, segnato dalla violenza e dall’emarginazione.
“Oggi il paese è asfalto e calore la gente accalcata riempie la chiesa poi si alza la polvere ed è tutto fragore odore di gente che non si è arresa. Per me l’Amore ha un sapore di borotalco braccia che ti lasciano andare il paese perde il suo annuncio il tuo nome da ricordare”
Sua madre, Maria Grazia, è vittima di un amore malato e soffocante, mentre suo fratello Sasà si lascia inghiottire dalla criminalità.
La sua intelligenza fuori dal comune e il talento per i numeri diventano la sua via di fuga: prima gli studi universitari a Milano, poi una carriera di successo come esperto informatico e broker finanziario a Londra.
Qui, tra i grattacieli della City, sembra essersi lasciato alle spalle l’infanzia difficile.
Ma il passato è un nodo che non si scioglie facilmente.
Quando un tragico evento lo richiama in Sicilia, l’omicidio del baronetto, il padre mai riconosciuto, ucciso per mano del marito della madre, Archimede capisce che non può più ignorare il male subito.
Inizia così a tessere la sua tela, intrecciando presente e passato in un piano di giustizia e riscatto personale.
“Come fosse normale, nessuno si sedette vicino a me, ma la cosa non mi stupiva: ero certo che i miei compagni preferissero la compagnia di Sasà, che da parte sua non perdeva occasione per insultarmi e allontanarmi da chiunque. A quell’età i bambini sanno già essere crudeli e io mi sentivo emarginato, ma non m’importava e poi non volevo coinvolgere nessuno nelle cattiverie di mio fratello. Andava bene così” – La tela di Archimede
Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è il rapporto che ha Archimede con la sua terra.
La Sicilia non è solo un luogo fisico, ma un simbolo di dolore, di bellezza e di appartenenza negata.
Archimede ha rinnegato la sua infanzia e il suo passato, ma il legame con le sue origini si manifesta in ogni sua scelta, in ogni paura e in ogni speranza.
L’autore riesce a restituire con grande realismo i contrasti della Sicilia: il sole che scalda le strade polverose, il profumo di zagare, la durezza della vita in un ambiente dominato da leggi non scritte.
Questo dualismo si riflette anche nei personaggi. Da una parte c’è chi accetta la propria condizione, come sua madre, dall’altra chi si ribella, come Archimede, ma a costo di un’esistenza sempre in fuga.
La scrittura di Mangiacapra è incisiva e coinvolgente, capace di restituire con autenticità le emozioni dei personaggi.
I dialoghi sono vivaci, le descrizioni mai superflue, sempre funzionali alla costruzione di un’atmosfera densa di tensione e nostalgia.
Archimede è un personaggio profondo e ben delineato: non è un eroe nel senso classico del termine, ma un uomo segnato da ferite profonde.
La sua evoluzione lo porta a oscillare tra il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle e la necessità di affrontare le ingiustizie del passato.
L’autore riesce a trasmettere il suo tormento interiore con grande finezza, mostrando come il successo professionale non basti a cancellare il senso di colpa e la rabbia repressa.
Interessante è anche il rapporto con i personaggi femminili, in particolare con Giovanna e Martina. La prima è la donna che lo introduce nel mondo dell’alta società milanese; rappresenta la stabilità e il successo, ma anche un ambiente distante dalle sue radici. La seconda, invece, è il legame con un passato doloroso; un’amica d’infanzia che non ha saputo proteggerlo, ma che ora riappare nella sua vita come poliziotta.
La tela di Archimede ha anche elementi tipici del thriller e del crime.
L’indagine sull’omicidio del baronetto si intreccia alla storia personale del protagonista, creando una tensione crescente che culmina in un finale carico di significato.
Ma più che la risoluzione di un mistero, il fulcro del romanzo è la ricerca di giustizia, non solo per il padre ucciso, ma per tutte le vittime di un sistema oppressivo e violento.
Un romanzo potente, che colpisce per la profondità dei temi trattati e per la capacità di intrecciare il personale con il sociale.
Riccardo Mangiacapra dipinge una storia di riscatto senza retorica, mostrando le ombre di un’infanzia difficile e la lotta per costruirsi un futuro diverso.
Un libro che lascia il segno e fa riflettere su quanto sia difficile, ma necessario chiudere i conti con la propria storia.
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.
