La teiera incrinata
Narrativa contemporanea
Bookabook
5 febbraio 2026
cartaceo, ebook
129
Dopo una relazione finita male, Giada prende una decisione che la allontana dalla famiglia, più attenta all’apparenza che alla verità, e la costringe a costruirsi un equilibrio fragile.
Leo ha trentacinque anni, lavora sottopagato in un bar e vive ancora con i genitori, in un rapporto fatto di silenzi, aspettative mancate e di una distanza che non riesce a colmare.
I loro destini si incrociano quando Leo decide di andare a vivere da solo e diventa coinquilino di Giada: due solitudini che si riconoscono e provano a sostenersi. A questo equilibrio precario si aggiunge Stefano, una presenza ambigua, capace di avvicinare e confondere, mettendo in discussione ciò che entrambi credono di desiderare.
Cosa pensate dei romanzi che lasciano in bocca un senso di amarezza, che mancano di redenzione e ti lasciano in una sorta di limbo emozionale?
“La teiera incrinata”, il romanzo di Alfonso Dell’Acciaio edito Bookabook, ha il titolo perfetto per rappresentare le tre esistenze che si incrociano, fino a collidere, che sono al centro della storia. Vite incrinate, quelle di Giada, Leo e Stefano, destini che si incrociano in modi diversi, ma nello stesso arco temporale. Hanno vissuti insoddisfatti, un che di inquieto li agita e incontrarsi, entrare nelle rispettive esistenze, porta altri dubbi, altri passi falsi. Per loro ci sarà la felicità dietro l’angolo, una mano tesa dopo tanti inciampi?
“Un senso di estraneità che lo pervadeva, anche in mezzo a quella folla. Non era mai in grado di divertirsi e di assaporare appieno la serata come facevano gli altri. Gli mancava qualcosa, una specie di continuità. Si chiedeva spesso se sarebbe mai stato in grado di recuperare una serenità sociale che eradicasse quel continuo senso di nostalgia.”
La storia vibra di una sessualità esplicita, senza filtri, sia Leo che Giada usano il proprio corpo, anche se in modi e per motivi differenti. Per Leo il corpo è un mezzo per ottenere appagamento, attenzione e visibilità, venire “usato” è un modo per sentirsi visto. Per Giada il corpo è uno strumento di “lavoro”, e in quei momenti lo vive quasi come un’entità distante. Entrambi sembrano cercare più una sorta di punizione che di redenzione, anche se, confinato in un angolo del cuore, c’è il desiderio di trovare qualcuno di speciale, che li veda e ami per davvero. Stefano è la variabile imprevista, quella che porta scompiglio, confusione in un universo già in subbuglio.
“Perché ci consideriamo tutti così indispensabili? Cosa diamo veramente agli altri? Ogni gesto o comportamento che ognuno si ostina a reiterare giorno dopo giorno, non sono forse uguali a quelli di chiunque altro?”
“La teiera incrinata” non è un romanzo confortevole, non ti accarezza e non colora di rosa la realtà, ma ci mostra tutte le incrinature, le insoddisfazioni, le crepe, le mancanze e perfino l’accontentarsi disseminati nel malessere di vivere. La scrittura è pulita, i capitoli brevi, la narrazione mi ha “disturbato” nel senso che mi ha portato a riflettere sui comportamenti dei personaggi, a chiedermi quanto l’insoddisfazione, la mancanza di appigli e punti certi, la fame d’amore, possa incidere sulle decisioni, spesso sbagliate. Mi è mancata l’emozione, l’empatia con i personaggi, forse troppo distanti da me e soprattutto poco inclini a mostrarsi, se non in rarissimi attimi, e quegli attimi sì, mi sono arrivati.
In “La teiera incrinata” Alfonso Dell’Acciaio racconta di vite senza filtri, esistenze che si lanciano nel vuoto in cerca di un posto, di braccia, d’affetto.
La storia scorre repentina, i tempi narrativi si dilatano e corrono veloci, forse troppo, e i momenti, i frammenti di giorni e situazioni, danno l’idea di un puzzle incompiuto… incrinato. Il senso del racconto c’è, i personaggi pure, l’avrei sviluppato di più, accorciare gli sbalzi temporali avrebbe, a mio parere personale, dato più spessore alle situazioni e ai legami che rimangono quasi sullo sfondo.
“Eppure, nonostante le decine di incrinature che solcavano quella ceramica bianca dai disegni porpora, reggeva i colpi, infuso dopo infuso. Un po’ la invidiava.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.