Libri,  Romanzo storico

Recensione: LA STORIA DEL MONDO IN 1001 BATTAGLIE

La storia del mondo in 1001 battaglie Book Cover La storia del mondo in 1001 battaglie
Andrea Frediani
storia
Newton Compton Editori
2018
ebook e cartaceo

Dagli egizi ad Alessandro Magno, dai romani al medioevo, da Napoleone alla II Guerra Mondiale, fino ai giorni nostri.
Il mondo può cambiare, a seconda di chi vince uno scontro militare, e di sicuro cambia la vita dei combattenti, la carriera degli ufficiali e dei comandanti. E, nel caso degli assedi, cambiano anche le sorti dei civili, sottoposti a privazioni inaudite e a un destino feroce. 1001 battaglie, distribuite tra tutte le epoche e le latitudini, possono dare un’idea abbastanza esauriente dei vari scenari che compongono la storia dell’uomo, dei protagonisti – generali, re, imperatori – che hanno impresso una svolta allo sviluppo del loro Paese o regno con clamorose vittorie, oppure ne hanno sancito il declino con i loro errori. Possono anche delineare la storia degli Stati e degli imperi più longevi, capaci di grandi sforzi bellici all’apogeo della loro potenza come di disastri devastanti durante la loro decadenza. Riviviamo così nel dettaglio le imprese più celebri come le meno note di grandi personaggi quali Giulio Cesare, Gengis Khan o Napoleone, e i conflitti più famosi come le Guerre puniche, la Guerra dei Cent’anni e quella dei Trent’anni, e le battaglie d’epoca napoleonica, i grandi massacri della prima e della seconda guerra mondiale, fino ai nostri giorni.

L’uomo, da bravo predatore, è un animale combattente. Dall’inizio della Storia, quindi da circa 5500 anni a questa parte, l’umanità ha conosciuto soltanto 371 anni di pace. Questo significa che, in una qualche parte del mondo, l’uomo ha sempre combattuto, instaurato guerre, dato inizio a conflitti per i più disparati motivi: brama di conquista, ricerca del potere, amore, onore.
È davvero difficile individuare le battaglie più importanti della storia dell’uomo senza cadere nella banalità, battaglie che hanno fatto cadere imperatori, governanti e re o che hanno contribuito a riportare equilibrio in zone altrimenti preda di feroci aguzzini.
Quant’è stato bravo Frediani nella scelta degli scontri narrati. Una scelta fondata su una sua personale valutazione, non legata ai soliti nomi o ai soliti scenari di guerra e che ci porta a scoprire episodi che nemmeno i libri di storia della scuola hanno deciso di riportare nonostante la loro valenza memorabile.
Vengono descritte battaglie decisive sotto l’aspetto storico, combattimenti di grande impatto strategico, leggendari già solo per l’ingegno che il vincitore ha messo in campo per ottenere la vittoria finale. E l’autore non ci fa mancare neanche battaglie vinte per un semplice caso, per una errata valutazione del generale di turno piuttosto che per il reale valore dell’avversario, come a Waterloo, dove Napoleone valutò male la distanza degli avversari spingendo la carica della sua cavalleria d’elite oltre le linee nemiche, con gli avversari increduli di essere riusciti a circondare e ad annientare il miglior reparto del più grande condottiero della storia contemporanea.

Riportando fedelmente i fatti, senza retorica e luoghi comuni, Frediani ci accompagna in una descrizione storico-tattica affascinante, facendoci entrare letteralmente nel campo di battaglia, aiutandoci a comprendere il perché delle scelte di azione di questo o quel comandante o generale. Ci illustra come sono cambiate le regole d’ingaggio nel corso dei secoli e come, purtroppo, non sia invece cambiata la crudeltà tipica dell’animale-uomo.
Perché alla fine di ogni episodio l’autore riporta la stima dei morti, dei feriti, dei dispersi. E sono numeri agghiaccianti, numeri che ci fanno pensare a quante vite, a quante generazioni di uomini, non solo soldati, sono state annientate magari per il semplice capriccio di qualche potente.
Credo che non esistano guerre giuste. Purtroppo però esistono guerre necessarie. Pensiamo, ad esempio, a cosa sarebbe stato di noi europei se qualcuno non avesse deciso di muovere guerra contro Hitler. E al debito morale che abbiamo tutti noi verso i soldati, troppo spesso giovanissimi, che si sono immolati per far sì che potessimo essere liberi di pensare, scrivere, leggere.
“La storia del mondo in 1001 battaglie” è un libro che consiglio a tutti, appassionati e non di storia. Attenzione però, non è un racconto avvincente ma una cronaca coinvolgente da leggere a piccoli sorsi, dedicandosi volta per volta a un determinato periodo storico, a un certo personaggio o, ancora, in maniera assolutamente casuale.

Luca Martorana, siciliano classe ‘73, è un ex giocatore professionista di pallacanestro e grande appassionato di “Heavy Metal”. Appassionato lettore, divora libri fin da bambino.  E’ un patito di cinema e serie tv, soprattutto se di fantascienza. Ama esplorare strade sempre nuove in sella alla sua Harley. Nel tempo libero lavora….ma niente di serio.

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