La sposa gitana
I casi dell'ispettrice Elena Blanco
Thriller
Salani Editore
30 gennaio 2024
cartaceo, ebook
416
Quando rientra all'alba, esausta dopo notti di bevute e sesso occasionale, Elena Blanco ha un rito: esaminare le immagini di una fotocamera che ha piazzato davanti al portone del suo palazzo. Chi ha paura di vedere? O meglio, chi più di ogni altra persona al mondo vorrebbe vedere?
C'è un caso irrisolto nel passato di questa eccezionale ispettrice di polizia. L'unico della sua carriera. È molto più di una delusione, è un profondo trauma che ha sconvolto la sua vita e che continua a perseguitare ogni secondo della sua esistenza. Per ora deve mettere da parte i suoi demoni perché la BAC, la brigata speciale che dirige a Madrid, è chiamata a indagare su un caso molto strano: l'omicidio di una ragazza gitana scomparsa la sera dell'addio al nubilato, e ritrovata due giorni dopo con ancora addosso il vestito della festa.
La sua morte, di indicibile sadismo, è opera di una mente spaventosamente crudele. A complicare le cose c'è che il modus operandi è identico a quello di un delitto avvenuto sette anni prima, e la cui vittima era la sorella della ragazza, anche lei uccisa alla vigilia del proprio matrimonio.
Tuttavia, il colpevole di quell'assassinio è già dietro le sbarre.
“Dove sta la ragione? La linea che separa il bene dal male è più scivolosa di quanto le piacerebbe pensare” – da “La sposa gitana” di Carmen Mola, un’edizione Salani.
Il corpo di una giovane agonizzante viene rinvenuto in un parco. La ragazza spira sotto gli occhi attoniti della polizia. Si tratta di una gitana che aveva appena festeggiato il suo addio al nubilato con le amiche. Sette anni prima, anche sua sorella era stata assassinata con lo stesso metodo. Il colpevole era stato arrestato e si trova ora in carcere. Chi è dunque l’assassino questa volta? Un pazzo imitatore? L’ispettore Elena Blanco dovrà accantonare temporaneamente il proprio dramma personale, per non perdere lucidità nello svolgimento di quella che si rivelerà una complessa indagine.
“Cattive compagnie, oggi è molto difficile tenere lontane le figlie dalle cattive compagnie”
Susana e Lara erano due sorelle bellissime e molto unite. Erano le figlie di Moisés Macaya e Sonia. Una famiglia potente quella dei Macaya, gitani, originariamente legati a traffici loschi. Ma Moisés, dopo l’incontro con la moglie, estranea a quel mondo e di diversa etnia, decide di abbandonare la famiglia di provenienza e percorrere la via della legalità. Diventano imprenditori aprendo un’agenzia di organizzazione di eventi. Essi allevano le loro figlie come paye, donne non gitane. Sonia desidera per loro l’assoluta libertà nelle scelte di vita e la totale indipendenza da vincoli e tradizioni.
Moisés ama Sonia e le sue ragazze, ma si sente diviso. Da una parte ci sono i suoi doveri di marito e padre. Dall’altra c’è l’attaccamento alla sua cultura e alla famiglia, che ha lasciato per amore. È un uomo forte, intransigente e severo. Non ha appoggiato del tutto la decisione della moglie sull’educazione delle ragazze, cresciute con abitudini che disapprova fortemente.
“Si chiede sin dove arrivi la responsabilità di una madre quando si debbano lasciare liberi i figli di volare via , senza uno sguardo di controllo e un’eccessiva tutela“- La sposa gitana
Egli ritiene che le loro trasgressioni le abbiano portate alla morte. Le giovani, prive della protezione della famiglia, hanno fatto incontri sbagliati, finendo tra le grinfie di pericolosi assassini. Prima Lara e sette anni dopo Susanna. Entrambe uccise dopo la festa per il loro addio al nubilato. Prossime alle nozze, con uomini che a Moses non piacevano.
Il fidanzato di Susana, Raoul, è il rampollo di una ricca famiglia. È un vizioso cocainomane, pieno di debiti. Non è sicuramente innamorato della fidanzata, ma ha bisogno del denaro dei Macaya per non finire nelle mani degli strozzini. Neppure Susana lo ama. Il motivo che l’aveva spinta ad accettare la proposta di matrimonio è uno dei misteri da scoprire…
L’ispettore Elena Blanco fa parte di una squadra speciale che si occupa di casi non risolti o mal gestiti da altri corpi di polizia. È una donna sola, indipendente, che non deve render conto a nessuno dei propri comportamenti. Si concede avventure con uomini che conosce appena, le piace attardarsi in un locale dove può esibirsi, cantando al karaoke e bere grappa. È un modo come un altro per non pensare al dramma che l’accompagna da otto anni e del quale non riesce a parlare. Sul lavoro è inflessibile, scrupolosa e perspicace. Gode della fiducia incondizionata e del rispetto di tutta la sua squadra.
“È stata condotto bene l’indagine del primo omicidio? L’uomo in carcere è il vero assassino? Sono tante le domande senza risposta”
L’agente Zarate è un giovane di bell’aspetto, che rimane favorevolmente colpito da Elena per il suo fascino sfuggente e per la sua forza. Sa che è a capo di una squadra nella quale vorrebbe entrare. Stanno lavorando ad un’indagine che potrebbe compromettere la reputazione del suo mentore, Salvador Santos, che si era occupato del caso della morte di Lara.
Salvador era un collega di suo padre, deceduto mentre era in servizio. L’ha preso sotto la sua ala, insegnandogli il mestiere di agente e proteggendolo come fosse il figlio che non ha mai avuto. È stato un poliziotto molto competente e meticoloso, prima che l’alzheimer lo colpisse. Ora la sua lucidità lo abbandona giorno dopo giorno.
Egli arrestò l’assassino della giovane Lara, Miguel Vistas, che si professa innocente da sempre. Dopo la morte di Susana, Salvador potrebbe esser accusato di negligenza e il suo nome ne uscirebbe infangato poiché pare che l’assassino delle due sorelle sia il medesimo e Vistas si trova in carcere. Zarate vuole tutelare il suo mentore…
“Io so che il mondo si divide tra bene e male, luce e oscurità. Ma sono dalla parte della giustizia, della luce, e ho bisogno d’aiuto” – La sposa gitana
Carmen Mola è uno pseudonimo sotto il quale scrivono tre autori: Jorge Diaz, Antonio Mercero e Augustin Martinez. Si tratta di una collaborazione perfetta e in piena armonia poiché lo stile è uniforme e il linguaggio presenta omogeneità e coerenza. Esso è semplice, informale, seppur accurato nelle descrizioni e nella caratterizzazione dei personaggi.
La trama è originale e ricca di suspense. Una storia che riserva non pochi colpi di scena, soprattutto sul finale: riesce a sorprendere regalandoci un duplice risvolto inaspettato. Il ritmo è serrato e l’ambientazione assai cupa. Gli autori ci portano in una Madrid dei giorni nostri che presenta un inquietante sottobosco, fatto di ombre, di luoghi dimenticati e persone che celano una doppia vita sotto la facciata di quella apparente. Una sorta di coltre spessa, che copre le loro reali inclinazioni, debolezze e, talvolta, meschinità. Nessuno è ciò che sembra.
L’unico neo della narrazione è la protagonista, in quanto decisamente stereotipata. La classica donna tutta d’un pezzo, forte, ma con un suo tallone d’Achille da scoprire. Una donna indipendente, libera, dall’apparenza inappuntabile, che occulta una prorompente sensualità. Un fascino algido che conquista. Insomma, nulla di nuovo. Fortunatamente la trama è tutt’altro che prevedibile o ovvia. L’intreccio è decisamente funzionante e ci avvince.
“A Madrid si uccide poco, ma quando si uccide non ha nulla da invidiare a nessuna città del mondo”
Se amate il thriller con dinamiche poliziesche, “La sposa gitana” è ciò che fa per voi. C’è suspense, risvolti imprevisti e il mistero da risolvere si intreccia con le vite dei protagonisti e le loro professioni. Leggendolo, mai ne avrei attribuito la paternità a tre autori diversi. La sincronia è tale che pare scaturita da un’unica penna.
È talmente appassionante che ho perdonato agli autori qualche stereotipo, che normalmente mi disturberebbe. Una noia che non mi ha colta nel corso di questa lettura. Con mia grande soddisfazione, “Carmen Mola” mi ha sorpresa! Il finale è a dir poco agghiacciante… preparatevi lettori!
Vi piacciono i romanzi autoconclusivi, ma che daranno luogo ad una serie?
4 stelle ⭐⭐⭐⭐✰
