La sesta moglie Book Cover La sesta moglie
Pandora
Philippa Gregory
Romanzo storico
Sperling & Kupfer
3 luglio 2018
cartaceo/ebook
402
https://www.amazon.it/sesta-moglie-Philippa-Gregory/dp/8820064715/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1533486902&sr=8-1&keywords=la+sesta+moglie

A trent'anni, Caterina Parr è una donna ancora giovane, eppure già vedova due volte, di due mariti sposati per ragioni molto pratiche e ben poco romantiche. Ora, finalmente, ha un amore segreto che la appaga profondamente, e non chiede di più. Ma quando un uomo abbastanza vecchio da essere suo padre, un uomo che ha già seppellito quattro mogli, le intima di sposarlo, lei non ha scelta. Perché Caterina non nutre alcun dubbio sul fatto che quell'uomo sia straordinariamente pericoloso: il suo nome è Enrico VIII, è il suo re e le ultime due regine non sono durate più di una manciata di mesi. Per fortuna, e grazie all'intelligenza e alla sensibilità di Caterina, Enrico adora la sua nuova sposa, tanto che la loro unione è benedetta da una sconfinata fiducia reciproca. Indipendente, avida di conoscenza e vivacissima, la nuova regina domina da subito la scena. Prima di tutto riunisce la famiglia reale sotto lo stesso tetto, riportando a casa i principi Elisabetta, Maria ed Edoardo e gettando le basi per il futuro. Poi fonda un circolo riformista proprio nel cuore della corte. Diventa addirittura reggente mentre Enrico è lontano, conquistando definitivamente il capriccioso marito. Però qualcuno comincia a pensare che tutto quel potere sia troppo per una donna del suo tempo. Qualcuno che insinua il dubbio sulla sua fede. Qualcuno che arriva ad accusarla di eresia. La pena è terribile, Caterina rischia di morire sul rogo. A meno che...

Un Re non si misura mai dalla grandezza della sua regina.

RECENSIONE

Caterina Parr è la sesta moglie di Enrico VIII d’Inghilterra. A chi fosse sfuggito il personaggio, Enrico Tudor, vissuto tra il 1491 e il 1547, fu il Re che creò la chiesa d’Inghilterra e se ne proclamò capo al posto del Papa romano. Possiamo pensare che fu solo per l’esigenza di avere un figlio maschio che la consorte spagnola Caterina d’Aragona non fu in grado di dargli in ben vent’anni di matrimonio. Possiamo ipotizzare che accarezzare i seni di Anna Bolena, che fu sua amante e seconda moglie, gli ottenebrò i sensi a tale punto da sovvertire la religiosità inglese in un momento storico e sociale in cui la cristianità subiva molti scossoni per mano di predicatori che furono definiti eretici: da Lutero a Savonarola. Una motivazione, di sicuro molto valida e che dette forza e spessore alle altre, fu la ricchezza della chiesa romana che faceva molta, troppa gola a un Re dal tenore di vita dispendiosissimo. Un sovrano che amava se stesso prima di tutti, i cui capricci tennero in ostaggio un’intera Nazione per cinquant’anni. La corte del Tudor si è pasciuta delle ricchezze della Chiesa per decenni spartendosi i bocconi più succulenti a suon di amanti proposte allo stupido Re, ubriaco di cibo, vino e potere mal utilizzato. Un Re che la Gregory ci descrive ormai vecchio, istupidito dall’illusione, foraggiata dalla sua corte di leccapiedi, di essere ancora forte, vigoroso e soprattutto infallibile. Nella fossa dei serpenti che Enrico VIII, da tiranno volubile, tiene in gabbia, cammina con circospezione Caterina, costretta a sposarlo perchè è impossibile rifiutare la proposta di un Re. Soprattutto se quel Re è l’assassino Enrico Tudor, soprattutto se si è sole e vedove e anche se il cuore è occupato, stracolmo di amore per un altro uomo anch’esso della corte di Enrico. Caterina non è stupida, non è giovane, non è capricciosa. Se quello deve essere il suo destino, ebbene, ne sfrutterà ogni privilegio. Così studia, diventa colta, erudita, sostiene la Riforma voluta dal marito anzi, la sublima e si costruisce una propria fazione a corte. Ma ha paura, terrore perfino, perchè lei è una donna e troppo spesso le viene ripetuto, anche da suo marito, che non è opportuno per una donna capire. Non è necessario anzi, è tacciabile di eresia se una donna mette in dubbio le parole di un uomo, anche se questo uomo fosse espressione della vecchia chiesa papista. Un libro che riempie di rabbia questo, perchè Caterina Parr, pur essendo intelligentissima, istruita, scaltra a destreggiarsi in una corte dove da un giorno all’altro si finiva al rogo per compiacere i capricci del Re, è costretta a mascherare le sue doti.  Fu la meno conosciuta delle mogli di Enrico eppure quella che ebbe maggiori riconoscimenti di fiducia in vita, divenne perfino reggente durante una sanguinosa e inutile battaglia del Re in Francia. Se possibile questo volume ci fa odiare ancora di più la figura meschina e grottesca di Enrico VIII assurdamente convinto di essere il migliore uomo del mondo, l’amante più focoso, lo studioso più erudito mentre Caterina, la grande e furba Caterina, la silenziosa, accondiscendente e pragmatica Regina, lo disprezza in segreto e prova un orrore raccapricciante a giacere con lui. E che rabbia vederla costretta comunque a compiacerlo in ogni cosa per la semplice paura che una sua intemperanza la spedisca tra le mani del boia per ordine del suo spietato marito. Un libro che ci fa intuire quale disgrazia fosse per un paese, durante l’era dell’assolutismo, un sovrano che fosse, ancora prima che un pessimo Re, un pessimo essere umano e quanto poco potesse contare in quell’epoca che una donna dalla grandezza riconosciuta, ancorchè celata, come Caterina Parr fosse relegata al ruolo di appendice del grosso e malato corpo del marito. Un grandissimo romanzo che dovrebbe essere letto nelle scuole per capire davvero la grande frattura che la fame bulimica di potere di Enrico VIII compì sulla società europea e che ha tutte le carte in regola per far parte di una didattica che non sia solo nozionistica ma che miri all’apprendimento vero delle dinamiche storiche. Documentatissimo e preciso nella rievocazione dei fatti, cala il lettore nella corte Tudor. Consigliatissimo oltre che per gli appassionati anche per i docenti. Fosse la volta buona che qualche ragazzo in più riesca a conoscere e ad amare la storia fatta non di date e battaglie ma di persone e sentimenti

AUTORE

Philippa Gregory

Scrittrice e giornalista radiotelevisiva, Philippa Gregory si è laureata in Letteratura all’Università di Edimburgo. Scrive per The Washington Post, il LA Times, e il UK newspapers. Tra i suoi libri spiccano numerosi romanzi storici di grande successo internazionale. Vive con la famiglia nello Yorkshire, in Inghilterra.

Scritto da:

Pitti Duchamp

Recensore brioso e fuori dagli schemi. Scrittrice di romance storici e contemporanei, collezionista di pezzi vintage e di antiquariato, appassionata di burlesque è la voce fiorentina de ‘La bottega dei libri’. Preferisce leggere storici ma non disdegna libri di altro genere purché siano belli e scritti bene… chiamala bischera!