La rosa è viva
Narrativa contemporanea
Chi più Ne Art
2021
cartaceo
140
Una ragazza dei nostri giorni, Gaia, militante neofascista, si imbatte nel diario della sua bisnonna partigiana, internata a Ravensbrück. Le storie della bisnonna e della ragazza procedono parallelamente ed il racconto delle vicende dei nostri tempi sottolinea come le politiche che sfruttano il disagio e la fragilità sociale favoriscano la violenza intesa come xenofobia, omofobia e, soprattutto, la violenza contro le donne.
Il contesto odierno si intreccia con quello trascorso, mettendo in evidenza una continuità di lotta che unisce più generazioni di donne. Il racconto del passato, con le atrocità del campo di concentramento, apriranno, in Gaia, la strada al dubbio.
Il titolo del romanzo “La rosa è viva” di Denise Ciampi, Chi più Ne Art Edizioni, è tratto da una citazione di Antonio Gramsci: “La rosa è viva e fiorirà certamente”. Una metafora di ottimismo, anche in una situazione disperata come quella in cui lui era costretto, il carcere.
“Nonno torna in cucina con delle carte, legate con un laccio rosso. Lui e nonna si guardano: da come brillano i loro occhi, mi viene da pensare che si tratti di vecchie lettere d’amore.
«Non l’hai conosciuta. Se chiamava Lidia, era mi’ madre, la nonna de tu’ madre. ‘Ste carte l’abbiamo tenute noi pe’ tanti anni, mo pijale te»
Prendo i fogli dalle mani di nonno e sento che sta tremando“
Da queste lettere e da un diario che il nonno dà a Gaia, giovanissima militante neofascista, la ragazza viene a conoscenza della storia della bisnonna partigiana, internata poi nel campo di concentramento di Ravensbrück.
Le vicende delle due donne, da questo momento, procedono su due binari paralleli. Un intreccio tra passato e presente, tra gli orrori perpetrati dai nazifascisti ai pestaggi e alle intimidazioni delle frange estreme dei neofascisti dei giorni nostri. La violenza, ieri come oggi, trova terreno fertile nella paura, nel disagio sociale, nelle fragilità e fa leva su questi sentimenti per far prevalere l’odio nei confronti del diverso, dello straniero.
Ecco perché è importante leggere questo tipo di storie, perché il passato va studiato, compreso, per evitare che gli orrori del secolo scorso possano ripetersi. Tornando a “La rosa è viva”, le due donne protagoniste, Lidia e Gaia, militano su due fronti opposti: la prima ha aiutato e soccorso i partigiani, distribuito clandestinamente copie de “L’Unità”, lottato, ed è stata internata, per questo, nel campo di Ravensbrück. La bisnipote Gaia, invece, milita nel gruppo neofascista, attacca manifesti contro gli immigrati, distribuisce cibo solo agli italiani. La giovane si sente protetta dal gruppo, si sente parte di qualcosa ma, leggendo le parole della sua antenata, comincia a farsi qualche domanda. E i dubbi che quello che fa sia sbagliato cominciano a tormentarla. Le parole di Lidia sono potenti, veri pugni nello stomaco.
“Ci portano via tutto. Mentre gli uccelli di morte si mangiano i nostri cuori, i tedeschi ci prendono grano e uomini” – La rosa è viva, di Denise Ciampi
Lidia, nel corso della storia, cambia. Da giovane donna, piena di ideali, positiva, si trasforma in una combattente, pronta a mettersi in gioco completamente per aiutare gli altri.
“Non temo alcun crollo questa volta. Ho in me tutte le forze che mi occorrono. Deve essere la natura a darmi questa energia, che a volte mi pare quasi sovrumana”
Gaia, invece, da ragazzina che fa quello che il movimento le dice, succube di un ragazzo che la tratta come una sua proprietà, comincia a vedere gli altri in modo diverso, a guardare alla storia passata e a quello che la circonda con occhi più consapevoli.
“… mette una mano su quella che il nonno tiene appoggiata sul tavolo. Lui resta immobile, mi sembra che sia da un’altra parte. Non mi ero mai accorta che nella sua vita ci fosse tutto questo dolore. Deve aver tenuto dentro la sofferenza chiusa da qualche parte, dentro di lui. Ora il dolore sale fino ai suoi occhi stanchi e si sfoga nelle lacrime”
Tematiche di grande importanza sociale e sempre attuali si fondono con la storia di due giovani donne, legate da vincoli di sangue e che vivono i drammi dei loro tempi con caratteri diversi.
Tra la Roma di Gaia, la Torino in cui Lidia si muove con coraggio e spirito di sacrificio, e il campo di Ravensbrück in cui lei è circondata da orrori inimmaginabili, la narrazione è potente e vibrante di emozioni.
Un scrittura immediata, che mescola alla scrittura il dialetto romanesco nei dialoghi, alternando le parole e le lettere di Lidia con il racconto di Gaia. “La rosa è viva” è un romanzo che mi ha coinvolta tantissimo, grazie alla penna scorrevole, empatica e approfondita di Denise Ciampi.
Vi piacciono i romanzi che toccano temi storici e sociali importanti?

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.