La rivolta delle capre
romanzo
La nuova frontiera
28 agosto 2026
cartaceo, ebook
192
Dopo anni di silenzio, la protagonista di questa storia incontra per caso la zia Lidia in un bar di Madrid. Riaffiorano così i ricordi dei due anni trascorsi insieme e di un legame intensissimo, nato quando, adolescente inquieta e insofferente alla propria famiglia, aveva scelto di andare a vivere con lei nel suo appartamento di Pamplona, scoprendo un modo totalmente nuovo di abitare il mondo.
Lidia è una donna eccentrica, irresistibile, affetta da quella che lei stessa chiama “telecinesi malinconica”, un superpotere che la porta a spostare gli oggetti con la mente ogni volta che è sopraffatta da una tristezza profonda. È circondata da una famiglia di personaggi memorabili: la madre Refugio – nonna della narratrice –, la cui demenza senile si manifesta in insulti senza filtri; la sorella con cui non si parla da anni; i quattro fratelli e le amiche di sempre. E poi ci sono le capre. Lidia ha inventato un gioco narrativo – le avventure dell’insolente capra Juana – in cui le capre diventano specchio ironico e tenerissimo della confusione, del desiderio e della fame di vita che accompagnano ogni passaggio verso l’età adulta.
La rivolta delle capre è un romanzo magnetico sul disincanto, sui miti che cadono e sui legami familiari che resistono nonostante tutto.
È un romanzo molto particolare e senza dubbio originale, “La rivolta delle capre” dell’autrice nata a Pamplona Laura Chivite, edito La nuova frontiera. Con prosa ironica e lieve la prosa, l’autrice ci racconta frammenti di vita, legami familiari spesso sfilacciati ma mai recisi, senza soffermarsi sul sentimentalismo o aulica rimembranza, ma facendolo con disincanto e leggerezza.
“I conflitti familiari sono come una vacanza nello Yucatan, sei convinto che la tua sia molto più sorprendente di quella degli altri, ma in realtà sono tutte uguali.”
Quando si tratta di libri sono una lettrice da amore a prima vista, molto raramente cambio completamente parere a metà lettura e quasi mai alla fine. “La rivolta delle capre” non è stato un colpo di fulmine, né un lento innamoramento. Non posso affermare di non averlo apprezzato, perché anche se la costruzione narrativa non mi ha colpito molto, ho gradito l’originale scelta dell’autrice di mescolare ai ricordi e al racconto familiare e di crescita emotiva e sentimentale della nostra protagonista, una sorta di favola allegorica in cui è la capra Juana, nata dalla fantasia della zia Lidia, a raccontare le difficoltà di crescere e conformarsi alle aspettative familiari e della società.
“Nella nostra famiglia non si è mai parlato delle cose, sai? Specialmente di quelle brutte, di quelle brutte proprio zero. Ma anche di quelle belle si è mai parlato tanto, per paura di darsi delle arie, di sembrare presuntuosi, che ne so.”
Così, tra frammenti del passato, ricordi che si intersecano al tessuto narrativo che diventa racconto di legami tutt’altro che ordinari e per nulla facili, anche Juana nella sua realtà alternativa deve affrontare scelte difficili e bagagli emotivi pesanti, e una famiglia tutt’altro che accomodante.
Tra pizzichi di magia (telecinesi) ricordi che sembrano usciti da un libro di favole, il perdersi e ritrovarsi per poi perdersi ancora di una zia e una nipote, tanto simili da essere completamente diverse nell’affrontare la vita, Laura Chivite ci accompagna in una Spagna affascinante e suggestiva, più cornice che vera protagonista, muovendoci insieme ai personaggi da Pamplona a Madrid a Granada.
“La paura dei fantasmi, del buio, dei lupi, delle aquile e degli orsi, la paura di tutto ciò che arriva da fuori, viene di colpo accantonata e al suo posto cominciano ad affiorare le paure interiori, quelle che non ti abbandoneranno mai, che sorgono come un messaggio di benvenuto nel mondo adulto: la paura di non appartenere, del ridicolo, dello scherno, delle cattive intenzioni…”
I ricordi diventano ninfee, e come i fiori preferiti di Monet si rincorrono, si raggiungono, si allontanano e sovrappongono, proprio come le donne si questo romanzo. Le situazioni assurde non mancano e neppure qualche momento commovente: il coming of age della protagonista, tra ricerca della propria identità e dubbi ,tra difficoltà di imparare a vivere, delusioni e disincanti, ci viene raccontato con uno stile che definirei ribelle e per niente convenzionale.
I capitoli brevi permettono una lettura veloce, e se cercate qualcosa che vada fuori dagli schemi e per nulla canonico allora Ve lo consiglio.
“A poco a poco, impari a fare uso del sarcasmo. Il sarcasmo ti seduce e cominci ad applicarlo a ogni frase. Ti permette un distacco che ignoravi, la barriera che da tanto tempo stavi cercando. Ti fa sentire intelligente. Perciò fai del sarcasmo il tuo regno e dal giorno alla notte ti trasformi in una capra insolente. Diventi una capra triste e incompresa che trova nell’insolenza un rifugio.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.