La rivelazione di Adriel
Urban Fantasy
Selfpublishing
1 settembre 2024
cartaceo, e-book
425
Adriel ha tredici anni, non ha una madre e vive con suo padre Ben che di anni ne ha solo ventinove. I due non vanno molto d'accordo, specie perchè da qualche tempo, Ben si comporta in modo strano: è freddo e distaccato e spesso, quando rientra dal lavoro, i suoi vestiti sono sporchi di sangue.
La situazione precipita quando una sera, rincasando, Adriel lo trova gravemente ferito e intento a medicarsi. Ben è tassativo: non deve chiamare i soccorsi ma limitarsi ad andare al numero 134 di Saint Louis Street.
Quando Ben perde i sensi però, Adriel fa la cosa più razionale: chiama un'ambulanza, imboccando, senza saperlo, una strada senza ritorno.
Suo padre sembra essere dotato di uno strano potere e lei potrebbe avere lo stesso terribile dono. Chi sono gli esseri che li stanno cercando e perchè sembrano volere proprio lei? In una notte, la realtà a cui è abituata cambierà radicalmente e Adriel potrà fare soltanto una cosa: "vedere".
L’universo narrativo de “La rivelazione di Adriel” di J. Homeless è un mondo di Luce ed Oscurità, di lotta tra il Bene e il Male, con al centro l’Uomo, un essere conteso da forze in eterna contrapposizione. Un mondo dove concetti come normalità, realtà e diversità sono definiti da confini molto labili e possono diventare così potenti da destabilizzare il nostro modo di vedere gli altri e ciò che ci circonda. Sicuramente il mondo di Adriel viene travolto da questa consapevolezza e dalla scoperta che dentro di lei alberga qualcosa di “altro”, un potere molto forte che la renderà un personaggio difficile da dimenticare.
“Allora capii che nell’anima, fin dalle sue prime origini, c’è stato un anelito alla luce e un impulso inestinguibile ad uscire dalla primitiva oscurità” citò improvvisamente Virgil Bates, poi voltandosi aggiunse “Nessuno può sopportare di vivere nell’oscurità per sempre, se ha un mondo di luce a sua disposizione.”
Adriel è una adolescente di tredici anni, molto matura per la sua età e con una forte propensione alla razionalità e alla logica. Ha uno spiccato sesto senso che le permette di cogliere e “sentire” le emozioni di chi la circonda, pur rimanendo una normale ragazzina con un’amica del cuore Sarah, che va a scuola e vive in una grande città.
Senza la madre, che l’ha abbandonata da piccola, il fulcro della sua vita è il padre Benedict Wigan. Ben è un giovanissimo papà di ventinove anni, particolarmente attraente e con una spiccata propensione verso il genere femminile. Come tutti i rapporti tra genitori e figli adolescenti quello tra Adriel e Ben è molto complesso. Ben è spesso assente, sempre preso dal suo lavoro di rider e della figlia sembra curarsi poco, anche se lei anela alla tenerezza e al “calore”, ovvero quel senso di protezione, che la sua vicinanza le trasmetteva quando era piccola. Si sente ora un peso per lui (“Non mi ha voluta, ma mi ha sopportato fino quando ha potuto”) e non sembra in grado di “entrare in sintonia” con il padre.
Essendo entrambi testardi, le liti e gli scontri sono all’ordine del giorno e il loro rapporto sembra non avere margini di miglioramento. Uno stallo emotivo che, vien da pensare, sia stato aggravato dal fatto che Adriel è stata abbandonata dalla madre e Ben, a sedici anni, fosse troppo giovane per assumersi il peso delle responsabilità. Potrebbe sembrare una situazione come tante, però, in questo romanzo nulla è “normale”. Nel giro di una giornata le carte in tavola si mescolano in un vortice di rivelazioni e di colpi di scena che stravolgono, per sempre, l’esistenza di Adriel. Chi è veramente Ben e, soprattutto, chi è veramente lei?
Grandi cambiamenti
Nel romanzo di J. Homeless, Adriel è chiamata ad affrontare un cambiamento che stravolge quello che lei credeva fosse la sua realtà: il modo di percepire se stessa ed il rapporto con Ben sono destinati a svelare una verità di cui Adriel era completamente all’oscuro. In una notte, scoprirà di essere, come suo padre prima di lei (si tratta infatti di un tratto ereditario), una “vedente”, ovvero un essere umano con capacità fuori dall’ordinario, legate al dono di riuscire a sentire le emozioni degli altri e di combattere l’energia degli istigatori.
In questa nuova realtà in cui Adriel si trova catapultata, l’essere umano è, infatti, un concentrato di energia legata alle emozioni; un’energia che ha due nature diverse, quella umana e quella istigatrice.
“… ogni essere umano ha dentro di sé due energie: una “attiva”, quella umana appunto e una “dormiente”, decisamente fuori dal comune. E (…) se l’equilibrio della parte umana vacilla, il lato nascosto può rivelarsi e prendere il sopravvento, controllando corpo e volontà della persona ospitante. Quella che per Adriel era una normalissima dottoressa in camice bianco, in realtà era un istigatore; corpo umano reso vivo da quel lato addormentato che aveva riposato a lungo nel corpo della dottoressa Larson, prima di riuscire a prendere il sopravvento.”
I vedenti sono in grado di riconoscere gli istigatori e sono i soli che possono cacciarlo dal corpo che lo ospita e far tornare normale il legittimo proprietario. Istigatori e Vedenti si combattono a suon di fasci di luce, di portali che sono il passaggio verso il Limbo, il luogo senza luce da cui provengono gli Istigatori. Tra tutte le forze in campo scopriamo che Ben e Adriel sono diversi. Sono infatti i vedenti più potenti, e quindi i più odiati e i più amati allo stesso tempo.
Meccanismo narrativo
La rivelazione di Adriel è un meccanismo narrativo ben oliato e finemente costruito. Sono tante le derive dello scontro tra vedenti e istigatori; non ultima la gerarchia dell’Azienda sotto la cui egida si trovano a combattere i vedenti. O la coesistenza di varie figure come, ad esempio, i cancellatori, creature senza tempo legate ad ogni famiglia di vedenti che hanno la capacità di modificare la percezione della realtà. Nonché personaggi che non rivelano completamente la loro essenza e i loro scopi, ma che sono funzionali al racconto.
Mi preme sottolineare alcuni elementi che rendono interessante la lettura, al di là dei colpi di scena e del mondo che vi viene descritto. Innanzitutto ne La rivelazione di Adriel è stimolante notare come i fenomeni soprannaturali che ne determinano l’appartenenza al genere fantasy, non sono esterni all’uomo; ma riguardano in realtà la sfera delle nostre emozioni, dell’energia che un’emozione sprigiona e dello stretto rapporto che fa coesistere la positività e la negatività, ossia il Bene e il Male, la luce e l’oscurità, nell’essere umano.
La rivelazione di Adriel: i personaggi
Particolare attenzione va data allo sviluppo del rapporto tra Adriel e Ben. Come detto in precedenza, è un rapporto difficile, ma che a mano a mano che la ragazza viene a conoscere alcuni pezzi del passato di Ben, si stempera. Allo stesso tempo si ammanta di mistero e di domande che, si auspica nel proseguo della saga, troveranno risposta. Un altro punto a favore del romanzo è la presenza di molti personaggi costruiti in modo perfetto.
Tutti hanno una dimensione psicologica, che si evince attraverso i dialoghi e le azioni degli stessi; delle personalità che rendono credibile il mondo di vedenti ed istigatori. Dai compagni di scuola di Adriel (alcuni hanno le stesse sue potenzialità), ai membri della comunità di vedenti, per non parlare di Ben e della sua amica di sempre Max, i personaggi sono “reali” e in continuo “sviluppo”, nascondono dei piccoli pezzi di sé che emergono rapportandosi agli altri.
Spiccano, tra il succedersi di scontri e di serrati dialoghi, le scene dove persone “normali” vengono istigate. Le emozioni negative, come il rancore, l’invidia, la rabbia crescono a mano a mano che la scena si sviluppa, deflagrando nell’esplosione di energia negativa. Momenti narrativi che fanno riflettere sulla qualità de La rivelazione di Adriel; sono queste le pagine più azzeccate, che danno respiro a un universo, molto complesso e articolato.
Un ultimo appunto sul nome della protagonista. Di origine ebraica, Adriel (maschile) è presente nella Bibbia; richiama i nomi delle creature celesti come Ariel, Azrael, Haniel, ecc. Che la tredicenne Adriel abbia qualche ascendente angelico? Che Bendict (suo padre), il cui nome in italiano sarebbe Benedetto, sia un tramite per arrivare alla Luce e al compimento di una missione celeste che li vede coinvolti e probabilmente verrà sviluppata nei capitoli successivi della saga?
Pensate anche voi che il nome di un personaggio sia importante per il ruolo che svolge all’interno della narrazione?