La ribelle di Dio
Romanzo storico
Piemme Edizioni
4 novembre 2025
Cartaceo/ Ebook
576
A.D. 1302. Margherita da Arco sogna una fede pura, ma scopre ben presto che la Chiesa di papa Bonifacio VIII è fatta più di catene che di ideali. Il suo incontro con fra Dolcino, predicatore rivoluzionario che tratta le donne proprio come gli uomini e ha il coraggio di puntare il dito contro chi usa Dio solo per giustificare le proprie brame, è destinato a scuotere la Cristianità intera. Mentre gli Apostoli di Margherita e Dolcino guadagnano adepti e potere, l'esiliato Matteo Visconti vaga tra le corti lombarde e gli accampamenti militari, schiacciato dal ricordo del rogo che gli ha strappato l'amore. Ferito e ridotto all'ombra di sé stesso, interrogherà un templare sospettato di praticare arti proibite, alla ricerca di risposte che potrebbero costargli la scomunica. In un intreccio di eresie e passioni, di battaglie e visioni mistiche, La ribelle di Dio porta il lettore nel cuore della Lombardia medievale, dove il destino di un popolo si gioca tra fede e violenza, amori impossibili e rivalità senza tregua. Livio Gambarini torna al romanzo storico e continua la grande narrazione inaugurata con La papessa di Milano. Un progetto ambizioso, animato da un autore capace di unire una strepitosa attenzione allo studio delle fonti a una scrittura di chiarezza e precisione non comuni, che trasporta il lettore nei palazzi di potere del passato tra intrighi, amori brucianti e battaglie.
“La ribelle di Dio” di Livio Gambarini, edito da Piemme, è il seguito del romanzo “La papessa di Milano”.
Sono passati molti anni dalla morte di Maifreda, ma Matteo Visconti ancora sente l’odore acre del fumo che ha avvolto e ucciso la donna che ha amato.
I Visconti sono stati cacciati da Milano dalla famiglia Dalla Torre, Guido dalla Torre è riuscito a riprendersi la città meneghina grazie anche agli intrighi orditi dal cugino Fra Cassono (La papessa di Milano).
Margherita da Arco è una giovane donna, che è entrata nell’ordine delle “Umiliate”, crede che non sia giusto che, in quanto donna, non possa leggere il vangelo e interpretarlo. Mal sopporta il modo in cui la parola di Cristo viene tradita dalla cupidigia del clero e dal modo in cui vengono trattate le donne.
Margherita ribellatasi al volere del priore del convento si unisce ai “Figli dello Spirito Santo” guidati da Fra Dolcino. È un ordine ritenuto eretico dalla Chiesa di Roma e per questo motivo viene perseguito dalla santa inquisizione.
Nel frattempo Matteo Visconti tenta di riprendersi Milano, da soldato pensa che la lotta contro Guido dalla Torre si combatterà sul campo di battaglia, ma c’è chi ancora sa tessere trame perché questo non avvenga.
Margherita e Fra Dolcino che predicano l’amore, la povertà e l’uguaglianza tra uomini e donne, riescono a fare molti proseliti, ma tutto questo da fastidio a chi detiene il potere in nome di Dio.
Riusciranno a sfuggire al rogo?
Matteo Visconti sente che ciò che lo spinge a combattere non è più la voglia di vittoria contro i Torriani ma piuttosto è la vendetta. Guido dalla Torre non ama molto gli intrighi di palazzo anche se li ritiene utili per essere il signore dei milanesi.
Entrambi i vecchi soldati in qualche modo si stimano e attendono con ansia di scontrarsi in battaglia.
A chi dei due andrà la vittoria?
Un romanzo storico ben costruito
Anche questo secondo romanzo di Livio Gambarini ci porta a Milano all’inizio del 1300; il capoluogo lombardo non è il centro in cui si svolge l’intera storia ma ci spostiamo nelle valli montane del Nord Italia.
Come nel primo volume anche nella “Ribelle di Dio” troviamo molti dettagli storici, accurati, personaggi storici che sono stupendi. Per la loro, come dire, umanità, certo sono realmente esistiti, ma Livio Gambarini non li rende eroi e non gli innalza su piedistalli.
Matteo Visconti è raccontato nella sua fragilità, un leone, come lo chiama Guido dalla Torre, ferito nell’animo, che cerca nella vendetta una ragione per andare avanti.
Guido dalla Torre, che nella “Papessa di Milano” l’ho considerato il cattivo della storia, qui invece l’ho rivalutato, un po’ perché in questo romanzo viene fuori un uomo del suo tempo, anzi un signore medievale che per consolidare il potere della sua famiglia a solo un modo: combattere.
Poi c’è Margherita una donna moderna, che non si piega al volere maschile, che prende delle decisioni che a quei tempi non erano facili.
“Forse, un’epoca come quella aveva bisogno di persone come loro per rinnovarsi secondo il volere di Dio.
E lei, ormai, che aveva da perdere?
Una frizzante, spavalda sensazione di ardimento le sorse dal profondo dell’ animo e si fece largo a poco a poco tra i mille dubbi e pensieri che ancora la trattenevano”
Decide di seguire il suo cuore mettendo in pericolo la sua vita, donandosi completamente. Seguendo quello in cui crede, cioè un amore che comprende tutti, non solo, crede fortemente che le donne debbano avere la possibilità di essere riconosciute al pari degli uomini nella chiesa.
Margherita, esattamente come Maifreda, diventa una spina nel fianco dei potenti della chiesa.
“La ribelle di Dio” è stato un altro bel viaggio emozionante nella storia grazie ad una scrittura molto scorrevole. I capitoli si alternano tra i punti di vista dei tre protagonisti. Un romanzo storico affascinante, interessante e soprattutto ben scritto.
Alla fine del romanzo troverete una postfazione in cui l’autore ci racconta come è nato questo romanzo con tante informazioni interessanti.
Ringrazio la casa editrice Piemme per la copia cartacea.
Valutazione 5/5