La rana bollita
autobiografia
Sonzogno
2022
cartaceo, ebook
254
Una sera, all'improvviso, Marina sviene. Si riprende e sviene ancora. E poi di nuovo. Il malessere le stringe la gola, le spezza il respiro e sembra coglierla alla sprovvista, ma in realtà sono almeno due anni che soffre di vertigini, tachicardia, nausea e insonnia. Sa di cosa si tratta: è l'ansia, sua compagna di vita dai tempi dell'università. Ha imparato a riconoscerla, eppure ha cercato di ignorarla, convinta di poter stringere i denti e tirare avanti imponendosi di essere forte. È quello che, secondo una famosa metafora, succede alla rana: se viene messa nell'acqua tiepida con la fiamma bassa, non avverte il calore, si adatta e finisce bollita, senza trovare la forza di reagire.
Con il tono autentico e partecipe di chi l'ha vissuto in prima persona, Marina Innorta approfondisce le origini e i sintomi del disturbo, le sue manifestazioni più gravi e le cure più diffuse (dai farmaci alla psicoterapia, dalla mindfulness all'attività sportiva).
In questo libro, arricchito dagli efficaci esercizi pratici della psicoterapeuta Laura Bongiorno, l'autrice racconta com'è riuscita a fuggire dal pentolone di ansia e panico che la stava intrappolando: è la storia (vera) di un percorso alla ricerca di risposte, di un viaggio alla scoperta dei nostri lati più nascosti, quelli con cui dobbiamo imparare a dialogare per cambiare la nostra vita e conquistare un nuovo equilibrio.
Cosa pensate delle persone che soffrono d’ansia e attacchi di panico? Voi ne soffrite? “La rana bollita”, edito da Sonzogno editore, è un romanzo autobiografico di Marina Innorta. L’autrice si mette a nudo, raccontando dei suoi attacchi di panico e della sua ansia.
Marina è una giovane donna sposata e lavora in ufficio. Un giorno inizia ad avvertire dei sintomi, quali tachicardia, senso di nausea e vertigini. lei pensa che siano dovuti al forte stress e li sottovaluta. Non immagina minimamente che la sua ansia è tornata a farsi sentire prepotentemente; così, è costretta a doversi mettere in aspettativa dal lavoro e iniziare a pensare un po’ di più a lei.
“È il tipico cane che si morde la coda: più ho paura di non riuscire a fare una cosa, più cerco motivi per rimandarla. E più la rimando, più mi fa paura”
Inizia a praticare yoga, va da uno psicoterapeuta, continua ad assumere la sua dose giornaliera di Xanax e prova a reintegrarsi nella sua routine quotidiana. Purtroppo, però, l’ansia e gli attacchi di panico continuano a tornare.
“Ecco soffrire di ansia è questa cosa qui. Hai un cervello che vive perennemente in allarme, come se avessi sempre una pistola puntata alla tempia, e che comanda al corpo di comportarsi di conseguenza” – La rana bollita
È stato un duro colpo al cuore leggere questo libro. Devo ammettere che le letture che faccio per il blog, di solito, si svolgono alla sera, in piena tranquillità. Ma con questo libro ho dovuto cambiare fascia oraria perché la sera mi metteva un po’ d’ansia, per l’appunto! È incredibile di quanto io mi sia rispecchiata nella storia: leggevo la vita dell’autrice e vedevo la mia e, magari, quella di tante altre persone come me. Sono certa che se non si pone un rimedio alla situazione, si rischia di degenerare. L’ansia al mattino, la paura di non farcela, l’ansia nel dover passare una visita medica: siamo proprio così e forse non tutti riescono a comprendere il nostro stato d’animo!
Questo libro, essendo un’autobiografia, entra ancor di più dentro l’anima. Ho apprezzato il modo in cui l’autrice si è aperta a noi pubblico; è come se si stesse fidando di noi. Ancor di più, ho stimato il coraggio nel pubblicare la sua storia: credo sia un ottimo appoggio per chi come me e lei soffre d’ansia e attacchi di panico.
Non so precisamente quando la mia ansia abbia raggiunto l’apice. Credo che sia causata in parte dal lockdown e in parte da un lutto non ancora elaborato, sta di fatto che ora cerco sempre di informarmi, di leggere e di capirci qualcosa in più. Mi rincuora vedere che non sono l’unica a stare così male!
Non conoscevo l’aforisma sulla rana bollita, dalla quale prende il nome la storia.
Il libro si apre con una bellissima prefazione fatta da una psicoterapeuta ed è suddiviso in capitoli. Alla fine di ogni capitolo c’è una scheda conclusiva, ideata sempre dalla psicoterapeuta, in cui ci lascia consigli, esercizi da fare come quelli della respirazione o ci esorta ad appuntare i sintomi e le emozioni che si vivono.
Lo stile è semplice, fluido, struggente in determinati punti. È incredibile come la nostra mente possa mettersi contro di noi! E allora una domanda che ci poniamo tutti, perfino l’autrice: “come se ne esce?” Credo che una risposta a tutto ciò non vi sia. Nel frattempo, dobbiamo solo cercare di convivere con le nostre fisime, senza farci sopraffare del tutto. E, ovviamente, leggere “La rana bollita”.

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.