La ragazza di Montmartre
romanzo contemporaneo
Piemme
22 ottobre 2024
cartaceo, ebook
352
Parigi, 1870. I prussiani sono alle porte e la città è diventata una grande trappola. Lisette Vigneau è una ragazza ricca: anche in un momento come questo, ha la protezione della sua famiglia e del suo nome. Ma quando incontra Théodore Fournier, affascinante rivoluzionario, decide che il momento di mettersi in gioco, abbandonare gli agi e lottare per la sua città. Apre così un piccolo forno in piena Montmartre: un segno che i parigini non sono soli...
1946. La giovanissima Micheline Chartier ha perso il padre in guerra e, dopo la sparizione della madre, è rimasta sola con le due sorelle minori. La sua unica speranza è la scuola di cucina cui lìha iscritta una vicina di casa, dove imparerà a infornare dolci e pane... Ma il suo desiderio più grande è ritrovare la madre: ha disperatamente bisogno di lei, ora più che mai. L aiuterà Laurent Tanet, uno studente del corso che le offre fin da subito la sua amicizia. Due donne, due vite, due storie intrecciate unite da un comune denominatore: una miscela di lievito, zucchero e farina...
“Io davo il pane a chiunque avesse fame” – da “La ragazza di Montmartre” di Aimie K. Runyan, Piemme.
“La ragazza di Montmartre” è Lisette, ma anche Micheline. Due donne separate da quasi un secolo di storia, ma accomunate dalla medesima passione. Entrambe hanno sofferto la fame a causa di un conflitto che ha coinvolto la Francia e fatto scelte troppo grandi per la loro giovane età. A salvarle è stato l’amore e il talento per la cucina dal quale nasce, si estingue e poi riscorge, la panetteria “Le Bijou”.
“A volte la grandezza nasce dalle ceneri del passato”
Lisette è una signorina di buona famiglia. I suoi genitori sono tra i pochi nobili ad aver mantenuto i loro privilegi dopo la rivoluzione. Hanno dato alla figlia la migliore educazione, ma ben poco affetto. Per la madre rappresenta una delusione poiché il suo aspetto non è leggiadro come quello della sorellina. Al posto di una chioma di boccoli biondi si ritrova una massa di ricci ribelli di colore rosso e un viso pieno di lentiggini. Inoltre, pur essendo una figlia obbediente, è una ragazza semplice con gusti modesti. Le piace stare in cucina con l’affezionata cuoca Nanette, che le insegna tutti i suoi segreti culinari. La ragazza non ama il lusso e le convenzioni sociali la soffocano. È curiosa di esplorare il mondo fuori, vorrebbe poter scegliere per se stessa e inseguire i propri sogni anche se ancora non li conosce.
Micheline è rimasta sola con le sorelline da accudire. Il padre è morto in guerra e la madre è uscita di casa senza più fare ritorno. La ragazza si strugge nell’incertezza, è molto giovane e sente il peso delle responsabilità tutto sulle sue spalle. Teme di non riuscire a farcela poiché deve educare due bambine e procurare il cibo per tutte loro. È dolce, sensibile e paziente, ma spaventata e disorientata in merito al suo futuro. Non ha potuto completare gli studi e questo la fa sentire inadeguata rispetto ad alcune coetanee che frequentava ai tempi della scuola. È una ragazza genuina attanagliata da un’insicurezza che le viene dall’incertezza del domani. Non sa cosa quale strada intraprendere, sarà un antico ricettario ad indicargliela.
“Il mondo non potevo combatterlo, però potevo prendere quel semplice impasto di farina, burro, sale e acqua e tramutarlo in qualcosa” – La ragazza di Montmartre
“La ragazzi di Montmartre” è un romanzo storico dove anche i sentimenti hanno un ruolo importante. Si sviluppa su due piani temporali diversi. Una delle due protagoniste vive nel 1876, momento di grande fermento per la Francia. La rivoluzione si è conclusa, ma il popolo è in grande agitazione, inoltre si attende un assedio da parte dei prussiani. L’altra protagonista vive in un periodo storico di assestamento poiché la guerra è terminata, è l’anno 1946. Rimangono le macerie che il conflitto ha lasciato, Parigi è da ricostruire e si deve fare i conti con le assenze di persone e di cibo.
La Storia è una sorta di metafora della vita delle due ragazze, ci dà un’idea del percorso che dovranno intraprendere. Le parole chiave sono tumulto e ricostruzione. La narrazione avviene in prima persona attraverso le loro voci che si alternano. Tra l’uno e l’altro racconto, troviamo le ricette della cuoca Nanette.
“Ma quel giorno ero libera di mostrare la mondo la mia chioma rossa, e di godere appieno del sole sulla faccia”
Due vite lontane, ma strettamente collegate. La vera suspense di questa lettura è trovare l’anello di congiunzione. Il ritmo è molto rapido, non solo per la dinamicità della trama, ma anche grazie a uno stile fluido e scorrevole.
Le due protagoniste sono ben caratterizzate. I personaggi secondari, invece, appaiono piuttosto stereotipati, ma, nonostante ciò, la storia appassiona. Inoltre, ha un finale assolutamente inaspettato con risvolti impreveduti che mi hanno sorpresa e che ho trovato verosimili.
L’autrice si è dimostrata abile nel tenere alta la suspense sul destino dei suoi personaggi, ho infatti esaurito la lettura in soli due giorni. Ho trovato questo romanzo assai piacevole e a tratti mi ha fatto venire l’acquolina in bocca poiché il vero protagonista è un piccolo forno dove si impastano pane e brioches. Inoltre, l’ambientazione è ben costruita, così come l’epoca che fa da sfondo e lo stato d’animo di chi l’ha vissuta con le relative problematiche.
“Quando aprimmo la porta della nostra piccola panetteria nel cuore di Montmartre, il profumo di rose si mescolò al ricco aroma di pane appena sfornato. Una miscela che per me ha sempre rappresentato l’essenza dell’amore e di Le Bijou“
Amate i romanzi dove storia, sentimenti e cibo si mescolano?
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆
