La ragazza delle alci
Romanzo per ragazzi
Emons editore
27 febbraio
cartaceo e-book
200
Johanna ha appena compiuto tredici anni e durante l’estate molte cose sono cambiate. La sua migliore amica Sandra, per esempio, che ora farebbe di tutto per ottenere l’approvazione dell’inarrivabile Lucia e della sua sbrilluccicante corte di ragazze popolari. Johanna invece vuole solo stare bene, e magari che tutto torni come prima. Per fortuna c’è la capanna, il suo rifugio in mezzo al bosco, dove non si sente mai sola. A cominciare dalla coppia di alci che ogni sera si avvicina per bere alla palude. Che bello sarebbe cavalcarne una! Ma la stagione della caccia è alle porte e persino i genitori di Johanna non vedono l’ora di imbracciare i fucili. E chi sarà il misterioso ragazzo appena arrivato in città che profuma di pini e di pioggia?
“Io mi piacevo così com’ero. E se Sandra pensava che non fossi abbastanza, allora preferivo stare da sola” da “La ragazza delle alci” di Malin Klingenberg
“La ragazza delle alci” di Malin Klingenberg (Emons editore) è un romanzo per ragazzi dai dieci anni, narra la storia di Johanna e del suo incontro con Stelvaggia che le ha cambiato la vita. Johanna è una tredicenne di origine scandinava, vive con i genitori in Finlandia, è figlia unica e ha appena perso la sua migliore amica. Eh sì, Sandra ha smesso di frequentarla per entrare nel gruppo delle ragazze più popolari della scuola e reputa Johanna troppo infantile per lei.
Infantile per quale motivo? Perché ama rilassarsi nella casetta nel bosco che avevano costruito insieme ai suoi genitori? Perché le piacciono la natura e gli animali selvatici? O perché non veste abbastanza alla moda? Non si sa. Ma Johanna è decisa a vivere la propria solitudine al meglio. Sarà proprio nel bosco che entrerà in contatto con un’alce stupenda. La chiamerà Stelvaggia. Ben presto si accorgerà del grave pericolo che le tutte le alci potrebbero correre. C’è un uomo accampato lì da tempo che vorrebbe catturarle per venderle al circo. Johanna non può permetterlo!
“Non c’era niente della mia vita che avessi voglia di dirgli, ma trasformare la realtà in una fiaba mi stava benissimo.”
Questa è una storia molto carina che narra della difficoltà di crescere, dei cambiamenti che ne derivano, dell’essere quasi adolescenti e trovare il coraggio di mostrarsi per ciò che si è. Potrebbe significare emarginazione se vi è un gruppo che predomina sugli altri e non gradisce chi non si uniforma. Ma potrebbe anche suscitare ammirazione e curiosità oltre all’autorealizzazione. Johanna questo rischio lo vuole correre.
Ha tredici anni e prima di ricominciare la scuola aveva un’amica, Sandra. Erano sempre insieme e amavano trascorrere il loro tempo libero nel bosco dove avevano costruito una casetta. Era il loro rifugio dove leggere, chiacchierare e scoppiare a ridere per un nulla. Sandra non ha più interesse a frequentare Johanna. È cambiata. Non è più la ragazzina semplice e divertente che era. Si è trasformata nella fotocopia di Lucia e Vicktoria, le ragazze più popolari della scuola. Sono sempre vestite all’ultima moda, con le labbra truccate e l’atteggiamento arrogante e beffardo. Sandra non è così ma desidera più di ogni altra cosa farsi accettare da loro, anche a costo di rinnegare la sua più cara amica.
” – Ci deve pur essere qualcosa più di questo nella vita. – Indicò se stessa, e poi me. Anche se la cosa non mi sorprendeva, bruciò più del previsto sentirglielo dire.”
Johanna è sempre la stessa. Ha preso la sua solitudine con filosofia e continua a fare ciò che la fa stare bene: stare in mezzo alla natura nel suo rifugio nel bosco. Non le importa nulla degli abiti alla moda, dei ragazzi e di far parte di un gruppo. Sta crescendo, a volte la madre la mette in imbarazzo quando la tratta come una bambina in pubblico. Ma crescere non vuol dire diventare qualcun altro. Lei rimane fedele a se stessa. È figlia unica, i suoi genitori hanno una lavanderia, sono gentili e affettuosi. Peccato che amino la caccia, cosa che lei detesta. Ultimamente il suo sogno è diventato quello di cavalcare un’alce, magari la “sua” alce. Quella che incontra nel bosco e che ha chiamato Stelvaggia. Peccato che Stelvaggia non sia dell’idea. Chi ci riesce invece e Sixten.
Sixten è un bel ragazzino coetaneo di Johanna. Dopo un primo incontro imbarazzante, lei inizia a provare una sensazione strana quando è in sua compagnia. Sixten le piace. Non è solo carino ma è anche un tipo sicuro di sé, sveglio e indipendente. È abituato a badare a se stesso, i suoi genitori sono separati e non sono sempre entusiasti di averlo con loro, questa è una delle ragioni per le quali discutono ogni estate. Anche lui, come Johanna, ama raccontare storie e adora gli animali selvatici. Con le alci ci sa proprio fare, Johanna non sa se è più ammirata o più gelosa.
“Era aperto e parlava tanto, ma allo stesso tempo non avevo scoperto nulla su di lui, se non che si chiamava Sixten e che aveva un padre con la macchina piena di fango.”
È una storia scritta in prima persona, è Johanna che si racconta. Il suo linguaggio è conforme alla sua età così come le sue osservazioni e i suoi pensieri. È una tredicenne dei nostri giorni che non ha fretta di crescere poiché ama fare le stesse cose di sempre e non sente il bisogno ci cambiare.
Racconta di amicizia (quella appena nata e quella tradita), della prima infatuazione che non ha ancora un nome e dell’amore per la natura. L’autrice descrive con semplicità e dolcezza la quiete che il bosco sa trasmettere, un luogo dove la rabbia di Johanna si placa. Il rapporto di rispetto e fiducia che lei e Sixten instaurano, prima con le alci poi tra di loro, suscita molta tenerezza. La Natura e il suo potere salvifico sono al centro della trama, così come il difficile passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza.
Conquistare la fiducia di una creatura selvaggia è una delle cose più pure e soddisfacenti che esistano. Non lo credete anche voi?