La ragazza del tempo
romanzo
Graus Edizioni
19 dicembre 2025
cartaceo
348
La ragazza del tempo ci introduce in un contesto narrativo intimo e quotidiano, filtrato attraverso la voce di Valentina, adolescente lucida, riflessiva e appassionata di storia, e quella di Sophie, la sua amica esuberante, vanitosa e contraddittoria. Una terza donna è una mamma che ormai vive una vita senza stimoli perché appiattita dalla solitudine di casalinga; con una figlia che le sfugge e che la evita, e con un marito con il quale non ha più nulla da condividere tranne, appunto, la loro figlia. La storia cambia radicalmente quando in un normale sabato sera di paese, le due ragazze dopo una passeggiata raggiungono il limite del paese. Valentina vede una luce bianca nel cielo oscuro e viene investita da una sensazione “trascendentale”. Un’emozione mai provata prima. Il giorno seguente le due ragazze raggiungono una chiesa situata a ben 1444 metri d’altezza, in cui saranno testimoni di qualcosa che supera ogni immaginazione e scopriranno ciò che sconvolgerà dalle fondamenta le convinzioni del mondo umano. Prefazione di Davide Rondoni.
Ci sono luoghi in cui il tempo non scorre, ma si stratifica, come polvere depositata su vecchi dorsi di libri mai aperti. Briola, il borgo della Basilicata dove Alberto Fellone ambienta la sua narrazione, è esattamente così: una bolla sospesa dove spazio e tempo sembrano non avere un’Era precisa di collocamento. In questo scenario si muove “La ragazza del tempo”, un romanzo di formazione che sceglie di abbandonare i ritmi serrati della narrativa contemporanea per immergersi in una stasi meditativa, quasi onirica.
Due anime nel labirinto del borgo
Al centro della storia troviamo Valentina, una giovane introversa la cui esistenza sembra procedere a ritroso, quasi si fosse fermata al tempo dei suoi genitori. Per lei, la storia non è materia di studio, ma un rifugio sicuro: un passato dove i misteri hanno più senso di un presente che non riesce a capire. Questo legame viscerale con ciò che è stato rende il suo rapporto con la famiglia e la modernità un terreno fragile e complesso.
Accanto a lei troviamo Sophia (Sakura), che di Valentina rappresenta l’esatto opposto: la spinta pragmatica e il contatto necessario con la realtà. Se Valentina è la mente che teorizza e si perde nei corridoi del tempo, Sophia è il braccio che agisce, la forza che trasforma l’intuizione in esplorazione. È lei il ponte che permette a “La ragazza senza tempo” di non restare prigioniera dei propri pensieri, fornendole il coraggio e la concretezza necessari per violare i segreti di Briola.
Lo stile e la nostalgia: tra promessa e realtà
Dal punto di vista tecnico, l’autore adotta una prosa ricercata e densa, coerente con una premessa quasi messianica in cui Fellone si presenta come un “tramite” di una rivelazione. Questa solennità si traduce in un testo in cui la ricerca storica e la cultura pop degli anni ’80 e ’90 si intrecciano costantemente.
“A volte penso che il dubbio sia bello proprio perché non ti fa prendere una decisione e ti fa credere sia a una cosa che all’altra.”
Da un lato, emerge il gusto per l’indagine quasi da romanzo storico, che scava nei segreti antichi di Briola; dall’altro, compaiono richiami che spaziano tra telefilm cult, mondi animati e l’immaginario dei fumetti. Nonostante il romanzo sia ambientato nel 2026, questi riferimenti sembrano voler catturare l’attenzione dei “giovani adulti” di allora, invitandoli a perdersi nei propri ricordi d’infanzia e trasformando la lettura in un ponte generazionale.
La struttura narrativa e la sfida al lettore
La struttura asseconda questa visione: i punti di vista si alternano nei diversi capitoli in modo fluido, sebbene l’autore scelga di non esplicitare immediatamente chi sia la voce narrante di turno. Questa mancanza di un’indicazione diretta, unita a una prosa molto densa, obbliga il lettore a un’attenzione costante per identificare la protagonista del capitolo.
Tuttavia, è proprio qui che il romanzo incontra il suo limite più evidente: questa scelta tecnica, pur affascinante, rischia talvolta di appesantire il ritmo narrativo. La necessità di doversi costantemente “orientare” tra le identità che sfumano l’una nell’altra può frenare il coinvolgimento emotivo, rendendo la lettura meno fluida di quanto le premesse suggerirebbero. È una sfida che restituisce fedelmente l’idea di una comunità sospesa, ma che richiede al lettore una pazienza che non sempre viene ripagata dalla dinamicità della trama.
Conclusione
La ragazza del tempo non è una lettura che si esaurisce nella dinamicità dell’azione, ma un invito a rallentare e ad ascoltare il silenzio tra le pietre del borgo. È un libro dedicato a chi ama le atmosfere del romanzo storico e a chi cerca nella memoria le risposte che la frenesia del presente non sa dare. Un’opera per chi, come Valentina, sente di abitare una dimensione antica che attende solo di essere svelata, proprio come quel “segreto” che l’autore ha scelto, infine, di non tenere più solo per sé.