La ragazza che vedeva nel buio
Narratori
Mistery
Oligo Editore
27 febbraio 2026
Cartaceo
72
Helmut Frida è un burbero e talentuoso scultore del legno; da qualche tempo si è ritirato a vivere e lavorare nel solitario borgo di Civita di Bagnoregio. Una sera vede dalla sua finestra una ragazza misteriosa che lo spia. Chi è? Un fantasma, il frutto della sua immaginazione o una persona in carne e ossa che però scompare tutte le volte che lui cerca di avvicinarsi? L'ipnotica scrittura di Giorgio Nisini e le preziose illustrazioni di Luca Ralli, calate nel paesaggio sospeso di Civita, trasformano la storia di Helmut Frida in una moderna favola dark.
“Il conflittuale desiderio di socialità e solitudine tornò ad agitarsi dentro di lui, anche se in quel momento prevalse nettamente il secondo: l’idea di stare chiuso tra le sue quattro mura senza dover dar conto di nulla a nessuno, senza orari o impegni prestabiliti, senza la necessità adeguarsi a qualcosa o essere sottoposto agli effetti collaterali dell’amicizia o dell’amore — dover parlare, rispettare i bisogni dell’altro, smussare le proprie idiosincrasie— lo fece sentire fastidiosamente al sicuro.”
Helmut Frida è uno burbero scultore solitario che si ritira a vivere nel meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio. Bravo nello scolpire il legno, non lo è altrettanto nelle relazioni sociali. Una sera, si accorge che una ragazza lo spia dalla finestra. chi sarà mai? Una turista? Una passante curiosa o un abbaglio? Helmut non lo sa, come non sa che quella ragazza, gli cambierà la vita.
La ragazza che vedeva nel buio: una favola moderna
“La ragazza che vedeva nel buio” di Giorgio Nisini, è un breve racconto che si può descrivere come una moderna favola dai contorni dark. Edito da Oligo, il libro ti cattura già dalle prime righe, per il modo in cui Giorgio Nisini narra la storia. Poche parole, avvolgenti e calde come il borgo di Bagnoregio, che scagliano il lettore fra le vie della scrittura. Le illustrazioni di Luca Ralli, illustratore e fumettista, completano l’opera, poiché le sue immagini, non accompagnano l’opera, ma la accrescono, con quei chiaroscuri concreti e tesi.
Lo stile di Giorgio Nisini
Giorgio Nisini ci trasporta nel piccolo borgo di Bagnoregio con le sue doti di prestigiatore della parola: la narrazione è in terza persona e la sua scrittura è ipnotica, ambigua, sospesa fra sogno e realtà. “La ragazza che vedeva nel buio”, in quale buio scrutava? Quello dell’anima o della notte? Le vie di Civita di Bagnoregio, diventavano testimoni curiose di un uomo che solo all’apparenza è burbero: infatti nasconde un animo timido e tormentato. Contrapposta alle tenebre del protagonista, c’è la luce di Eva, la proprietaria di un piccolo ristorante del paese, che all’inizio sembra avere un ruolo marginale nella storia, ma in realtà, Helmut ruota intorno a lei, e scolpisce le sue paure più che i suoi talenti.
Conclusioni
Questo racconto breve ma sorprendente, sospeso tra la favola e il dramma, è una lettura che ho amato tanto, insieme alle illustrazioni. Si affrontano temi importanti, quali la solitudine, l’inconscio, la nostalgia, e nulla è lasciato al caso, come il nome di Eva, o almeno, a me piace pensarlo. Helmut rappresenta ognuno di noi, e la ragazza che appare nel buio è una metafora delle nostre paure, dei nostri desideri, che appunto, vedono nell’oscurità del nostro essere. Anche dopo aver voltato l’ultima pagina, “La ragazza che vedeva nel buio” lascia al lettore quella pienezza emotiva che solo un buon libro sa regalare, ma al tempo stesso c’è un angolo vuoto dentro di noi che si interroga: “Cosa avrei fatto io al posto di Helmut?”

Giovanna Iammucci nasce a Torino ma si trasferisce fin da piccola a Olevano S/T, in provincia di Salerno. La passione per la scrittura la porta a pubblicare diversi romanzi, e a collaborare con diverse case editrici. Inoltre ha conseguito due attestati come correttore di bozze e spesso scrive articoli su commissione, facendo anche il ghostwriter. Gattara, pagana e amante dell’arte, spesso si diletta con il teatro amatoriale.