La ragazza che inseguì la libertà
Romanzo storico
Newton Compton Editori
24 gennaio 2025
cartaceo e-book
24 gennaio 2025
In tempo di guerra, il coraggio è l'unica arma possibile. Urbino, 1940.
Mentre i fascisti marciano attraverso le piazze acciottolate e oltre gli edifici in pietra della sua amata città, le peggiori paure della ventenne Devora diventano realtà. Insieme ai suoi genitori ebrei e ai fratellini gemelli, viene strappata da tutto ciò che ama e mandata in un campo di internamento in Toscana. Quando il suo amico d'infanzia Luigi offre loro una miracolosa possibilità di fuga, non se lo fanno ripetere due volte. Devora, però, è costretta a fare una scelta straziante che la separerà dai propri cari. Lontana dagli affetti, senza sapere se siano vivi o morti, a Devora non resta che unirsi assieme a Luigi alla Resistenza italiana e alla lotta per la libertà. Fingendosi una cameriera, va a servizio da un comandante tedesco nella speranza di raccogliere informazioni segrete e preziose. Un giorno, però, origlia una conversazione che potrebbe cambiare ogni cosa...Devora è più in pericolo che mai? E la sua famiglia sarà mai riunita o la guerra li dividerà per sempre?
“Segui il tuo istinto. La vita è solo un prestito temporaneo” da “La ragazza che inseguì la libertà” di Angela Petch
“La ragazza che inseguì la libertà” ha un nome: Devora Lassa. Una giovane ebrea stabilitasi con la famiglia a Urbino poiché in Germania, per gli ebrei, non era più possibile vivere dignitosamente a causa delle persecuzioni naziste. Siamo nel 1940 e anche in Italia sono state promulgate leggi raziali che impediscono agli ebrei di intraprendere determinate professioni e di frequentare gli istituti scolastici. La giovane è quindi costretta a lasciare l’università. Dopo un’iniziale trasferimento in altra sede con i genitori per ordini governativi, le persecuzioni iniziano a farsi più pressanti e le voci allarmanti. Devora decide di non seguire la famiglia nel tentativo di fuggire in Svizzera, ma di unirsi alla Resistenza italiana.
“Sono tempi terribili ma non possono durare per sempre. Dobbiamo aggrapparci a questo”
Devora, la protagonista di Angela Petch, è la figlia maggiore di una rispettabile famiglia ebrea emigrata in Italia dalla Germania. E’ molto graziosa e gli amici la chiamano “biondina” per la sua chioma color miele tra tante altre brune. Poiché è intelligente, e ama prendersi cura degli altri, sogna di diventare medico. Prima dell’entrata in vigore delle leggi raziali, frequentava l’università con ottimi risultati. Poi sarà costretta a studiare per conto proprio. Ma è caparbia e decisa a realizzare il suo desiderio più grande.
Devora è una brava sorella per i due vivaci fratelli minori, si occupa di loro aiutandoli nello studio rinunciando a parte del proprio tempo libero. Non si lamenta mai neppure delle ristrettezze economiche, accettandole con pazienza e stoicismo anche se le dispiace non poter essere elegante come l’amica Sabrina. Nonostante sia una ragazza matura per la sua età, è pur sempre una ventenne e, come ogni coetanea sogna l’amore. Per lei l’amore ha un solo nome: Enrico.
“Più occasioni hai di conoscere gente, meglio è. A volte nella vita non conta quello che sai, ma le persone che conosci”
Enrico è il rampollo di una nobile famiglia del posto. Tutte le ragazze del borgo hanno una cotta per lui. Non potrebbe essere diversamente poiché è bello, ricco e gentile. Nonostante la madre stia adocchiando probabili fidanzate per lui tra le giovani più abbienti, Enrico ha occhi solo per Devora.
Luigi è un amico fraterno per la ragazza. Non è certo attraente come Enrico, ma è di piacevole compagnia. Proviene da una famiglia borghese non ricca ma benestante. E’ un ragazzo indipendente, coraggioso e altruista.
“Non poté fare a meno di pensare che il suo amico avesse un lato di sé del tutto nuovo che non conosceva affatto”
In quale genere rientra il romanzo di Angela Petch
Questo di Angela Petch non è solo un romanzo storico narrante un periodo difficile, che vede molte persone perseguitate e uccise, è anche la storia delle crescita personale di una giovane donna. Una ragazza sognatrice e ingenua che diventa un’adulta consapevole e indipendente.
Ho apprezzato l’ambientazione e la contestualizzazione. Entrambe assai curate e illustrate non tanto con descrizioni, ma soprattutto attraverso la quotidianità dei personaggi, il loro pensiero e mentalità. Fattori assolutamente coerenti con il periodo storico: dal 1940 al 1945. Meno coerenti sono alcune caratteristiche dialettiche, poiché è presente qualche imprecazione troppo moderna.
La trama è avvincente e il decorso è verosimile, compreso il finale che è proprio quello che mi auguravo. Dopo un inizio un po’ lento, la storia ha preso dinamicità che si è mantenuta costante sino alla fine, quindi il ritmo ha subito una notevole accelerazione. I frequenti spostamenti dei personaggi hanno mantenuto alta la tensione e destato preoccupazione per la loro sorte. Lo stile dell’autrice è fluido e lineare. Non vi sono salti temporali (ad eccezione dell’epilogo) e non si perde in digressioni. Gli ambienti sono perlopiù rurali, la zona è l’Italia centrale.
“Se dovessi morire senza aver fatto nient’altro per la causa della libertà che trafficare qui dentro, avrei sprecato il mio tempo”
I personaggi, che inizialmente parevano i candidati ideali al cliché, mi hanno sorpresa. E’ proprio il caso di dire che, come nella vita, anche in letteratura è bene andare oltre l’apparenza. Comunque, quando si tratta di “previsioni letterarie”, amo essere smentita e di conseguenza, sorpresa.
E’ una lettura avvincente, edito Newton Compton, che vedrei benissimo quale soggetto per una miniserie televisiva, addirittura mi sono ritrovata ad immaginarmi anche il cast dando un volto ai personaggi.
Anche a voi qualche volta accade?