Thriller

Recensione: La profezia del libro perduto di Martin Rua, Newton Compton Editori

La profezia del libro perduto Book Cover La profezia del libro perduto
Prophetiae Saga
Martin Rua
Thriller
Newton Compton Editori
16 giugno 2016
Kindle e cartaceo
288

Avignone. Nel canale della storica rue des Teinturiers viene trovato il cadavere barbaramente trucidato di una giovane donna, Danielle Gassonet, agente letterario di molti scrittori di successo. A capo dell’indagine c’è il commissario François Ozouf che intuisce subito un possibile movente. La Gassonet, infatti, lavorava per Luc Ravel, un misterioso autore di thriller a tutti noto solo attraverso i primi due libri di una trilogia da milioni di copie. Romanzi che sembrano contenere delle autentiche profezie sul destino del mondo. Affiancato dall’ispettore Picard e dall’esperta di terrorismo Khadija Moreau, Ozouf avvia un’indagine lampo per trovare l’oscuro scrittore e costringerlo a collaborare con le forze dell’ordine. L’obiettivo è incastrare l’assassino di Danielle Gassonet, ma anche impedire che si avveri un funesto presagio, contenuto proprio tra le pagine dei libri di Ravel. Una tremenda catastrofe che minaccia di abbattersi su tutta l’Europa. È una vera e propria caccia all’uomo, che conduce i protagonisti tra le calli di una Venezia avvolta nell’inquietante atmosfera di un freddo Carnevale, una corsa contro il tempo e un crescendo di tensione: il mondo è in pericolo, ma tra le righe dei romanzi di Ravel è nascosta la chiave per la salvezza.

 

“Soli Deo», gli disse in un sussurro, «…lascia solo a Lui questa decisione, Gabriel».”

Sono stupita! Alcuni giorni fa ho letto un libro scritto benissimo e coinvolgente “L’ultimo libro del veggente”. Durante la lettura ho scoperto che era il terzo di una serie di romanzi con lo stesso protagonista, Luc Revel. Spinta dalla curiosità e dalla piacevolezza della scrittura di Martin Rua, ho deciso di leggere anche i precedenti.
“La profezia del libro perduto”, il primo della serie, inizialmente è noioso, la lettura prosegue a rilento e non è, a mio modesto parere, all’altezza di quanto da me letto in precedenza.
Continuando il romanzo, la storia si movimenta, anche se i continui rimandi al libro scritto da Ravel (uno dei protagonisti) sono leggermente stucchevoli.
La terza parte del libro è quella che mi è piaciuta di più: molta azione intervallata da ”salti temporali” che hanno reso la lettura molto scorrevole e piacevole.
Nel libro vi è tutto quello che serve per un thriller adrenalinico: una trama avvincente e originale con un pizzico di esoterismo mai sfociante in ridicola esagerazione, diversi atti violenti (da un omicidio, da cui parte tutto il romanzo, sino a diversi attentati alcuni dai quali richiamano ad avvenimenti purtroppo realmente accaduti).
Da sottolineare inoltre l’evidente certosino lavoro di ricerca storica e geografica, di cui Martin Rua ci rende partecipi nelle pagine conclusive del romanzo nelle quali, infatti, ci illustra le fonti e ci spiega i motivi che lo hanno spinto a scrivere questi libri.
Una lettura che vi terrà incollati sino alla fine e vi spingerà a leggere anche i successivi libri di quello che viene definito il nuovo Dan Brown.

“Pervasa da una strana eccitazione, aprì il biglietto e lesse più volte quel che c’era scritto, per essere sicura di aver capito bene. Quando ebbe terminato alzò lo sguardo sul Bagatto inciso sul muro. Assomigliava stranamente a Nostradamus e le parve che sorridesse.
Lo sfiorò con le dita e ricambiò il sorriso.”

Martin Rua

Martin Rua è nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle religioni. I suoi studi si sono concentrati su massoneria e alchimia. Con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo la Parthenope Trilogy, l’ebook La fratellanza del Graal, la guida insolita Napoli esoterica e misteriosa. È anche uno degli autori della raccolta di racconti Sette delitti sotto la neve. L’ultimo libro del veggente continua la Prophetiae Saga, che ha già visto pubblicati: La profezia del libro perduto e L’enigma del libro dei morti.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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