La portalettere
Romanzo
Nord
10 gennaio 2023
cartaceo, ebook
416
Nel giugno del 1934, una corriera si ferma a Lizzanello, piccolo paese del Salento. La famiglia Greco scende a destinazione: Carlo, che dopo anni al Nord è tornato a casa, e sua moglie Anna che, per la gente del posto, è solo 'la forestiera'. Lei rappresenta una rottura violenta in un territorio fatto di tradizioni immutabili: non si sottomette alle regole e coltiva una libertà che spaventa e affascina al tempo stesso.
Anna decide di partecipare a un concorso per diventare portalettere: un gesto rivoluzionario poiché, prima di lei, quel lavoro era stato un’esclusiva maschile. Comincia così a percorrere le strade del borgo, consegnando buste ma anche speranze e segreti. Mentre Anna combatte la sua lotta per l’emancipazione, Carlo, pur amandola, fatica a gestire l’anticonformismo della moglie. Antonio, fratello di Carlo, fin dal momento in cui ha visto la cognata scendere dalla corriera ha capito che non avrebbe mai amato nessun’altra, rifugiandosi in un silenzio protettivo e costante.
La portalettere è la saga di una donna che non si rassegna e cambia il volto di un intero paese, attraversando decenni di storia italiana e grandi trasformazioni sociali.
“La portalettere” di Francesca Giannone è un romanzo ambientato in Puglia negli anni ‘30 che racconta la vita di Carlo, tornato al Sud, e di sua moglie Anna, che lo segue in una realtà a lei completamente estranea. La vicenda si snoda attorno alle vicissitudini di Anna che, sfidando le convenzioni, diventerà la prima portalettere del paese, mostrando una grande forza d’animo e senza lasciarsi intimidire dall’appellativo di “forestiera” con cui viene chiamata.

L’indiscussa protagonista è Anna: dimostra un carattere forte che non si piega alle regole del tempo e non si sottomette a ciò che la società si aspetta da una donna, ovvero che si dedichi unicamente alla casa e ai lavori domestici. La sua determinazione, che emerge pagina dopo pagina, mi ha tenuta incollata al libro per scoprire come sarebbe riuscita a proseguire nella sua lotta.
Nello scorrere della storia, la sua capacità di farsi strada mi ha coinvolta profondamente; ho esultato per ogni sua vittoria come se fossi stata al suo fianco. Nonostante i forti pregiudizi e l’ostilità subita sia da parte degli uomini che delle donne, la sua tenacia la trasforma, pur con grande fatica, in un punto di riferimento per tutti.
Il triangolo familiare
Carlo, il marito di Anna, è un uomo solido che riporta la famiglia nel proprio territorio d’origine. Il suo amore verso la moglie è profondo, ma si scontra con una società ottusa. La figura di Anna risulta troppo emancipata per l’epoca. Pur standole vicino, non sembra davvero capirla fino in fondo, a differenza di suo fratello Antonio, che si innamora di lei fin dal primo istante.
Antonio è un personaggio silenzioso che “aspetta” per tutta la vita. Non si sposa mai e il suo è un amore che non pretende nulla, fatto di sguardi rubati e di una protezione costante, ma invisibile. Sarebbe l’anima gemella di Anna, innamorato davvero della sua mente, ma non si espone mai, diventando quasi un custode dell’equilibrio familiare.
Oltre al racconto di una sfida vinta, questo libro trasmette il coraggio che serve per cambiare il proprio destino.
Mi ha lasciato un senso di profonda gratitudine verso quelle donne che, come Anna, ci hanno insegnato che l’indipendenza non è un regalo, ma una conquista quotidiana.
In conclusione, questo è un libro scorrevole e ben scritto, mai pesante. Il messaggio che lascia è che la libertà non si ottiene solo con azioni eclatanti, ma con i piccoli gesti di ribellione quotidiana. Un romanzo da non perdere per chi ama le storie con personalità femminili concrete e forti.