La porta del Tempo
Giallo
Pubme
14 ottobre 2023
cartaceo, ebook
324
Maia Parodi e Anika Miller, della squadra Omicidi, sono di nuovo sul campo, ad affrontare due casi che daranno loro del filo da torcere.
Il corpo di una giovane donna indiana viene ritrovato in un campo alla periferia di Milano. La vittima indossa un sari blu, colore associato alle classi inferiori, ma purtroppo sul luogo del ritrovamento non è presente nessun indizio che possa aiutare a identificarlo.
Le indagini, affidate a Maia, proseguono senza sosta, ma non ci sono elementi sufficienti per risolverlo. Tuttavia, la sua determinazione la porterà a una svolta inaspettata.
Parallelamente, si svolge la vita di Ambra e di Mègan. Due amiche fin dall’infanzia che si ritrovano dopo tanto tempo, ognuna con i propri scheletri nell’armadio.
Mègan viene irretita da uomo pakistano, del quale si innamora, che la convince a seguirla nella sua terra, dove subirà violenze di ogni genere. Quando finalmente riesce a fuggire e a ritrovare Ambra, cade in una trappola tesale da colui che nel frattempo è diventato suo marito e sparisce nel nulla.
Ambra non si dà pace e decide di cercarla. Dopo ore di cammino in una serata uggiosa la vede proprio lì, nel luogo delle sue visioni. La segue, finché due fari sbucano dalla strada, abbagliandola. Poi il buio totale.
Dopo un delicato intervento chirurgico, quando Ambra esce dal coma, si ritrova di nuovo al confine tra realtà e finzione, ma questa volta ad attenderla ci sarà qualcosa di reale, che le permetterà di trovare finalmente la risposta alle sue domande.
“La porta del tempo” è il terzo libro di una trilogia di Luisa Colombo. Non ho letto gli altri due e vi assicuro che non serve per poter godere di questo romanzo.
Un testo incentrato sulla vita di quattro donne che si intrecciano in circostanze difficili; è proprio partendo da ognuna di loro che intendo darvi gli elementi per conoscere questo romanzo… direi giallo, per dargli una collocazione tra i generi letterari. La trama è ambientata a Milano e a Pavia, i luoghi sono descritti a sufficienza per riuscire a inquadrare gli spazi dell’azione.
Maia Parodi è ispettore della Squadra Omicidi della questura di Milano. Una donna forte, che nella vita ha tanto sofferto e che si è dovuta sempre rialzare da sola. Troppi lutti hanno segnato il suo cammino e di molti se ne fa carico, portandosi un fardello che la rende chiusa e scontrosa. Ha paura che il suo destino sia quello di rimanere sola. Descritta molto bene, soprattutto per ciò che riguarda i rapporti difficili con gli uomini della sua vita privata e del suo lavoro, è un personaggio chiave che ben si amalgama con le altre donne del racconto.
“La sofferenza e il dolore erano state la sua palestra di vita, l’avevano temprata per poter affrontare le difficoltà incontrate sul suo percorso esistenziale, ma adesso Maia era una donna più sicura e stava imparando a volersi bene”
Anika Miller è a capo della Squadra Omicidi della questura di Milano. Amica, prima che superiore di Maia, le sta affianco in un periodo di grande difficoltà. Tra le protagoniste è forse la meno sviscerata, ma è un elemento importante, in quanto completamente differente per carattere e vissuto rispetto alle altre. Una donna sola, che porta con sé il dolore per la lontananza delle figlie che, dopo una separazione difficile dal marito, se ne sono andate col padre in Germania. Anche in questo caso, il peso dell’assenza è molto grande ed è difficoltoso conviverci. La vicinanza con Maia e i due casi di omicidio, riguardanti donne, la tengono sempre vigile al lavoro, dove è un “vero” capo.
Un giorno, ad una seduta di gruppo di psicoterapia, Maia incontra Ambra. Una giovane donna che subisce le violenze del compagno, da cui non riesce a staccarsi. Una figlia che si è allontanata dalla madre e che non ha mai conosciuto il padre. Ambra che non sa più chi sia, che ha sempre bisogno di un sostegno, che deve trovare la forza di reagire. Forse il protagonista più debole, ma sicuramente quello che fa l’evoluzione più importante. Ambra è tante donne di oggi, purtroppo, ma lei trova la forza per cambiare grazie a nuove amicizie, Maia e Giada, la psicologa, e a una vecchi amica.
Ultima protagonista è Megan, l’amica di sempre di Ambra. Quella forte, colei che prende le decisioni senza pensarci troppo, che desidera farcela da sola nonostante avrebbe potuto avere un sostegno, economico, dal padre. Megan però, a causa del suo essere libero, si troverà in una situazione difficile che la porterà a dover fuggire abbandonando il figlio.
Per tutta la prima parte del libro abbiamo un’altra figura importante che è quella di Naisha, una ragazza indiana molto sfortunata, che non riuscirà a fuggire dalle grinfie del fratello, che la tratta come fosse un oggetto. La sua storia, purtroppo, ne ricorda molto una di cronaca contemporanea.
Altri protagonisti per il libro di Luisa Colombo
Ci sarebbero altri protagonisti da citare, ma mi dovrei dilungare troppo. Su un solo elemento protagonista vorrei porre l’attenzione: l’assenza.
Troppe assenze nelle vite di queste donne, che le hanno segnate in modo profondo. L’assenza di un padre per Ambra, che non lo ha mai conosciuto, e per Megan, che un padre lo ha avuto sempre, ma che non le è mai stato affianco. Assenza di amore nelle vita di Maia, tre dei suoi fidanzati sono morti e lei si pensa destinata alla solitudine; mentre per Anika c’è l’assenza delle figlie, che non la cercano da troppo tempo.
E Naisha? Per lei non vi è amore, non vi è un’amicizia importante, ma soprattutto c’è l’assenza delle istituzioni che potevano salvarla.
4 stelle ⭐⭐⭐⭐✰
Chi è Luisa Colombo
Luisa Colombo è nata a Milano nel 1957, si è laureata con il massimo dei voti in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia. Ha lavorato per oltre 30 anni nell’editoria, presso il Touring Club Italiano. Scrivere è sempre stata la sua passione. Felicemente sposata, adora la lettura, i viaggi e il suo adorato cagnolino.
Ha già pubblicato con Leone Editore “Il Fiore dell’Apocalisse” che si è aggiudicato il Premio Speciale Milano Donna al Festival Milano International 2019, Il Premio Speciale “Fiascherino” della sesta edizione del Premio Dal Golfo dei poeti Shelley e Byron e il Premio Speciale Tettuccio, al Concorso Nazionale di Narrativa Gialla -Thriller e “Legami Pericolosi”
La Porta del Tempo, edito da Pubme, nella collana Milos, è il suo terzo romanzo che chiude la trilogia.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!