La piccola villa sulla collina
Emma Davies
Romance
Newton Compton Editori
27 marzo 2019
Cartaceo - E book
288

Madeline, una giovane donna, in fuga dai suoi pensieri e dalla sua amata Londra, decide di accettare un lavoro che pensa - e spera - possa riscattarla e farle riprendere in mano la propria vita.

Lei, ventiseienne esperta in pubbliche relazioni, ha costruito una immagine di sé austera e altamente professionale: non ha mai un capello fuori posto, sempre vestita in maniera impeccabile, ed è così che si presenta alle “porte” del suo nuovo impiego, peccato  che niente sia come le era stato descritto né tanto meno come lei lo aveva immaginato.

Ad attenderla, infatti, una fattoria fatiscente, tranquilla e riservata, abbracciata dal panorama bucolico che la attornia, due enormi cani che pensano bene di darle il benvenuto nel solo modo che loro conoscono, ovvero, riempirla di saliva ed il proprietario: un uomo dai profondi occhi caldi e scuri, che emana diffidenza nei confronti della nuova arrivata.

Madeline, si renderà subito conto, suo malgrado, che niente è come le era stato “prospettato” e, a conti fatti, non le restano che due alternative: o affrontare il burbero e riservato Seth Thomas, annessi animali e paesaggio - lei da sempre abituata allo smog cittadino - oppure tornare indietro - ma di sicuro non a Londra -.

Una cosa è certa: la scelta che la nostra protagonista prenderà non solo le cambierà la vita ma la aiuterà anche a ritrovare la vera sé stessa, che per sua stessa ammissione aveva smarrito.

 

«Alla luce del sole si sentiva gli arti flosci e pesanti. Sbatté gli occhi e si guardò intorno, d’improvviso rendendosi conto della bellezza del posto. Era come se il tempo fosse immobile e ci fosse solo lei, seduta da sola su una panchina con soltanto il sole, la brezza e il canto degli uccellini a farle compagnia. Si sentiva infinitamente piccola nello spazio che la circondava, ma stranamente in pace, quasi avvolta da calde braccia che la tenevano stretta e la confortavano: un contrasto deciso con la confusione di emozioni che ormai reprimeva da mesi. Emozioni da cui sembrava non si sarebbe mai potuta staccare, ma che ora parevano essersi dissolte e aver preso il loro significato. Le spuntarono le lacrime agli occhi e lei le lasciò scendere, sapendo che forse, incredibilmente, ogni cosa era al suo posto. Non pensava di essersi mai sentita così in tutta la sua vita.»

 

Madeline, chiamata Maddie, giunge in una località che sin dall’inizio sembra disdegnare: il Joy’s Acre è quanto di più lontano e distante possa esserci da quello che le era stato prospettato, non ha nulla a che vedere con il lavoro “perfetto” che l’avrebbe aiutata a risollevarla e riscattarla dal vortice di emozioni che negli ultimi tempi l’avevano affranta, fino a farla scappare via da quella che per lei era la sua essenza di vita: Londra.

Ebbene si, pensava che fuggendo via avrebbe tenuto lontano tutto ciò che era successo, come ben sigillato in una bolla di sapone e come se tutto ciò non le appartenesse, sperando che, presto o tardi, tutto sarebbe stato dimenticato, ed ogni cosa sarebbe tornata esattamente com’era: soprattutto la sua vita.

Ed è proprio quando si trova dinanzi ad una decrepita e cadente fattoria assieme all’uomo più circospetto e riservato che abbia mai incontrato, che il suo cuore si ferma: non è affatto il lavoro che le era stato delineato ed è sul punto di scappare via se il pensiero di ciò che si era lasciata alle spalle, unito al fatto di non avere un “preciso” posto dove andare, l’avessero fatta indugiare a tal punto da decidere da rimanere…

Maddie non lo sospetta, ma anche il destino ce la metterà tutta per farla restare in quel posto che molto presto si rileverà, proprio per lei stessa, essere un potente curativo per la sua malmessa anima.

Giorno dopo giorno inizierà a vedere il Joy’s Acre con occhi diversi: un posto dove il sole ti accarezza con delicatezza, dove il tempo non ti corre dietro dandoti quella sensazione di “fiato sul collo”, dove il profumo dei fiori e della natura ti avvolge come in un caldo abbraccio e dove, lei stessa, troverà delle persone che diventeranno, per lei, indispensabili, tanto indispensabili da formare una squadra coesa per portare a termine il progetto prefissato.

Inizierà a decidere di voler lottare per ridare vigore, vita a quella località, così tanto amena da fartene innamorare, arrivando al punto da comprendere le remore iniziali del riservato Seth nei confronti del suo originario progetto, tanto da condividerle lei stessa

«se prima aveva visto abbandono e confusione in quegli edifici malridotti, adesso li vedeva semplicemente dormienti, in attesa di essere riportati alla vita. Erano casa, un luogo di rifugio, un luogo di amore. Deglutì, si schiarì la voce e si alzò, chiudendo di nuovo gli occhi e inspirando a fondo.»

E così, attimo dopo attimo, un raggio di sole dopo l’altro, scoprirà che la vera sé stessa sta tornando a prendere possesso del proprio cuore, quella sé stessa che aveva accantonato, messo da parte, addirittura annullato per essere una persona diversa, tanto diversa da convincersi di essere proprio in quella maniera.

Ho trovato questo romanzo “soave e delicato” come una brezza estiva, la storia d’amore che si snoda, seppur in punta di piedi, non è l’argomento principale della narrazione: tutto, al contrario, si incentra su questa fattoria che custodisce in sé qualcosa di magico qualcosa che attrae – al pari di una calamita –  chiunque abbia la possibilità di godere del paesaggio e della quiete che offre,  della bellezza dei colori, e dove si possono assaporare, quasi gustare, quei “rumori” tipici della natura.

In genere, nei romance in senso stretto, il filo conduttore è la storia d’amore, vengono descritti analiticamente i personaggi, le scene intime tra gli stessi…qui, invece, la storia d’amore è una storia che si costruisce man mano, ma questa lentezza non te ne fa disamorare, anzi, ti invoglia ad andare avanti per sapere quale sarà l’epilogo, una storia d’amore fatta di sguardi lanciati, sorrisi lasciati a metà…saranno proprio questi i particolari che ti faranno venire la pelle d’oca e i lucciconi agli occhi.

Un grande plauso va fatto all’autrice per avere trattato argomenti delicati, di grande importanza, all’interno del suo romanzo, facendolo con molta naturalezza, senza far pesare ciò di cui sta parlando, anzi, conferendo quel tocco di profondità in più alla storia che, quindi, non trascende mai nel banale.

Altro punto a favore di questo romanzo è l’esaltazione di un valore, in particolare, fra tutti: quello dell’amicizia. Vedere crescere questo sentimento, pagina dopo pagina, ti riempie il cuore, tanto che alla fine non riesci a pensare ad un personaggio senza la presenza dell’altro: non te li immagineresti mai singolarmente; al valore dell’amicizia è strettamente connesso quello dello spirito di squadra, tutti motivati da un unico intento: insieme si è la forza da soli si ha bisogno l’uno dell’altra.

Ho apprezzato tutti i personaggi, così come son stati descritti dall’autrice perché ha conferito a ciascuno di essi un tocco distintivo, rendendoli tutt’altro che banali.

Madeline, la nostra protagonista, come detto, è una ragazza che ha costruito intorno a sè una corazza, si è rivestita di professionalità e, per certi versi, freddezza: sarà proprio quanto giungerà al Joy’s Acre che capirà, grazie all’aiuto delle persone che lì incontrerà, che dovrà dare la possibilità alla vera sè stessa di venire fuori, e così sarà.

Seth Thomas, un uomo la cui vita è stata profondamente segnata, facendolo, per certi versi, chiudere in sè stesso, per altri versi, invece, lo ha reso più duttile al dolore altrui.

E poi c’è Clara, una ragazza della quale non si può non ammirarne la dolcezza mista ad una grande forza di spirito: anche con lei la vita non è stata gentile,  l’ha messa a dura prova ma lei mai si è data per vita, anzi, ha tratto da questo momento negativo della sua vita tutta la positività che poteva coglierne, positività che l’ha spinta ad amare la vita ancora di più, a godere delle piccole cose senza mai dare nulla per scontato.

Si conferisce grande spazio alla descrizione del paesaggio, descritto in maniera talmente veritiera che quasi ti sembra di essere lì, tanto che chiudendo gli occhi puoi davvero vedere i colori dell’orto, sentire il profumo dei fiori e assaporare il calore del sole sulla pelle.

Va soggiunto che il romanzo man mano che si procede nella narrazione, diventa sempre più dinamico, ovvero si arricchisce di particolari, si intrecciano le storie, tanto che le battute finali ti tengono incollata alla pagine, facendoti trattenere il fiato.

E’ scritto in maniera molto corretta, non si ravvisano refusi.

Ne consiglio la lettura per i motivi che ho elencato e, soprattutto, a tutti coloro che hanno smarrito sé stessi e vogliono ritrovarsi, e per tutti coloro che vogliono sognare sulle note delicate di questo romanzo

«Il sole era caldo sulla pelle, e Maddie realizzò che era meraviglioso poter uscire a passeggiare quando si voleva: aveva trascorso così tanto della sua vita precedente chiusa fra quattro mura che solo di rado pensava al tempo. Non aveva mai reso grazie per il suo posto nel mondo. Era un bel pensiero.»

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: