La pazienza del diavolo
#2
Thriller
Salani Editore
29 aprile 2025
cartaceo e-book
544
Cinquantotto corpi. All'istituto di medicina legale di Parigi non se n'erano visti tanti tutti insieme. Quella mattina, due amici sono saliti a bordo di un treno dell'alta velocità, hanno tirato fuori due fucili a canne mozze e hanno dato il via al massacro, prima di togliersi la vita. Movente: in apparenza nessuno. Poche ore più tardi Ludivine Vancker, tenente della Sezione Ricerche, accetta di partecipare ad una rischiosa operazione: intercettare un carico di droga in autostrada. Li chiamano go-fast, sono convogli di macchine che viaggiano di notte, a duecento chilometri all'ora, e trasportano grosse quantità di stupefacenti. Ma quando Ludivine apre il borsone sequestrato al corriere, ciò che trova va oltre ogni immaginazione... Cosa unisce questi due terribili episodi? E come mai cominciano a comparire ovunque croci rovesciate e altri simboli satanici? E' possibile che l'inferno abbia davvero aperto le sue porte e che le sue fiamme ardenti siano uscite dall'oscurità?
“Il male è contagioso, mia cara, e noi ne siamo i portatori” da “La pazienza del diavolo” di Maxime Chattam
“La pazienza del diavolo” è la sua forza perché sa attendere che il male seminato arrivi a germogliare e dia i suoi frutti mentre il mondo impazzisce. Ludivine Vancker, agente della Sezione Ricerche, indaga su alcuni atti di violenza efferata a carico della collettività, ma anche dei singoli. Sono eventi a catena che stanno provocando il terrore a Parigi. Deve fermare questa scia di sangue cercandone l’origine e il movente. Sulle scene di ogni delitto compaiono simboli satanici come se li avesse firmati il diavolo stesso. Ma chi è il vero mandante?
“E’ la disperazione che trascina il mondo negli abissi”
Ludivine è tenente della Squadra Ricerche di un distretto di Polizia di Parigi. Un’agente molto abile, è coraggiosa e apparentemente imperturbabile. Non si lascia intimidire facilmente, approfondisce le situazioni con razionalità e determinazione, senza esitare. Di fronte agli altri è in grado di dominare le proprie emozioni anche se le accade di sentirsi a pezzi. La sua forza di carattere ne è uscita scalfita lasciando spazio al dolore della perdita e al senso di colpa per esser sopravvissuta. Vorrebbe solo dimenticare e riuscire ad andare avanti senza soffrire. E’ una donna giovane, bella e indipendente che si stordisce con qualche squallida avventura dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, quando i ricordi le fanno male.
Segnon è collega e amico fidato di Ludivine. Un omone alto e robusto, tutto d’un pezzo. Un affetto sincero e leale sulla quale può sempre contare. E’ un agente affidabile e un ottimo marito e padre. Vorrebbe vedere la collega serena e magari ben accasata come lui, cosa sulla quale scherzano spesso insieme.
Guilhem Trinh è l’agente che ha preso il posto dell’uomo che Ludivine amava e che ha perso la vita. Un colpo duro per lei che il collega ha attutito attraverso il suo carattere aperto e bonario diventando parte del gruppo.
“Bisogna credere all’emergere di una violenza endemica, legata al nostro modello di civilizzazione?” da “La pazienza del diavolo”
Un romanzo decisamente al di fuori della mia zona comfort. Amo il thriller, ma prediligo un genere più cerebrale che cruento. Preferisco un coinvolgimento relativo a un gruppo ristretto di persone (una famiglia, una comitiva di amici, ecc…) e con un movente d’altro tipo. In questo frangente si tratta di casi di una certa rilevanza collettiva, si narra di una società individualista, avida dove è facile incontrare menti deboli e corruttibili. Mentre il caso si fa complesso e apparentemente insensato, la protagonista deve affrontare le proprie paure e fragilità.
L’autore è assai abile nel rivestire la sua storia di oscurità, l’atmosfera non potrebbe esser più cupa. Ci trascina nel sottobosco di una Parigi inedita e crudele. Luoghi di miseria materiale e morale dove prevale la ferocia e il maleficio.
Si tratta di una trama a tinte forti, troppo per ciò che mi riguarda. Riconosco le doti narrative di Maxime Chattam che, attraverso un linguaggio semplice ma curato nei particolari, arriva al lettore con il suo stile fluido e sferzante ma ammetto di aver avuto qualche difficoltà in corso di lettura. Alcune scene descritte sono decisamente forti e i crimini così spietati da provocare in me un certo turbamento.
“Sarebbero bastati uno sguardo, un atteggiamento, una peculiarità fisica per risvegliare la bramosia di un predatore”
E’ un thriller comunque avvincente, scritto bene che porta anche a riflessioni importanti come la linea di confine tra bene e male: per alcuni molto chiara ma per troppi decisamente confusa. E’ la seconda indagine di Ludivine Vancker, si tratta di romanzi autoconclusivi poiché notiamo solo qualche riferimento al prequel, ma nulla che infici sulla comprensione della storia. Consiglio tuttavia di iniziare sempre con la letture di questo tipo, partendo dagli esordi poiché si riesce ad avere una panoramica più completa sui personaggi e sulla loro evoluzione.
Ludivine è sicuramente un bel personaggio anche se non indenne da stereotipo, la maggior parte delle detective protagoniste di polizieschi è costituita da donne giovani e assai attraenti, dal carattere molto forte in apparenza ma con una serie di tormenti interiori ben nascosti. E anche lei non fa eccezione.
Nel complesso direi che si tratta di una buona scrittura che non mitiga però la durezza degli eventi, eccessiva per quelli che sono i miei gusti personali.
Voi cosa ne dite? Sono troppo impressionabile?