La notte di David
romanzo
Marsilio editore
10 aprile 2026
cartaceo, ebook
160
David e Olive hanno dieci anni e sono gemelli. Si assomigliano, sono cresciuti insieme, insieme hanno imparato ad amarsi, ma agli occhi del mondo non potrebbero essere più diversi. O meglio: David è diverso. David urla, si lamenta durante il sonno, nei momenti di rabbia colpisce qualunque cosa o persona gli capiti a tiro, e poi cerca costantemente di scappare dalla grande casa di famiglia dove lui e Olive abitano con i genitori. Nonostante la malattia di David, la simbiosi tra i gemelli è totale, la loro complicità resiste ostinata all’intervento di adulti che non capiscono quel rapporto: non capiscono David, ma non capiscono nemmeno Olive, che di questo gemello “difettoso” è lo specchio. Finché una notte tutto cambia. L’ossessione di David per i treni, che per lui sono giocattoli, fonti di strani rumori e forse, soprattutto, mezzi per andarsene finalmente via, assume una tragica concretezza, mettendo in pericolo non solo la relazione tra i due fratelli, ma la loro stessa vita. Da una delle giovani voci letterarie più apprezzate di Francia, una storia di formazione poetica e intensa, un romanzo che interroga i confini della cosiddetta “normalità” e ci regala una preziosa lezione sulla salute mentale vista con gli occhi dei ragazzini.
È un romanzo intenso e struggente “La notte di David” dell’autrice nata a Casablanca edito Marsilio. Con una prosa semplice, struggente e toccante, l’autrice ci porta nella vita di due gemelli, Olive e David, dieci anni, diversi in ogni modo, ma complementari, legati indissolubilmente.
“Dopo la notte, non c’è più stato un David e Olive. C’ero soltanto io, e per sempre la mia solitudine. Ma a dieci anni avevo fatto una promessa a mio fratello e volevo mantenerla. Lo amavo troppo. Amarlo è stato il vero dramma della mia vita.”
Olive è brillante in tutto quello che fa, una gioia per gli occhi, educata, mentre il suo gemello è frenetico, un ciclone inarrestabile che passa da scoppi di entusiasmo a aggressiva violenza. Hanno dieci anni quando progettano “la notte” e la narrazione è tutta incentrata su quello che ha portato a quella decisione e sulle sue conseguenze.
“Io ho amato mio fratello prima del tempo, e l’ho amato anche dopo il tempo.”
Il legame simbiotico tra i due è fortemente impari, perché è sempre Olive a cedere, a subire, ma a lei non pesa, sa di essere l’unica a capire David e nelle sue parole c’è solamente amore per quel bambino ” diverso” che neppure la loro madre riesce ad accettare, vedendone solo le imperfezioni da cui è esasperata.
“Noi riuscivamo comunque a capirci, perché ciò che eravamo parlava più forte di noi. Avevamo, sì, una lingua, ma credo soprattutto che mio fratello fosse una lingua, ed era la mia.”
Nella casa circondata dalle betulle, abbarbicata su una roccia a picco sul Long, Abigail Assor ci porta nel cuore di una famiglia come tante, in cui la normalità è solamente un miraggio, perché ogni gesto è condizionato dalla presenza di quel bambino speciale. Un viaggio nei ricordi di Olive, che l’autrice ha gestito molto bene, tenendo sempre alta la tensione. Mentre Olive ci racconta la sua storia, legata con un nodo strettissimo a quella di David, si percepisce una malinconia di fondo ineluttabile che aleggia nell’aria, una tensione che pulsa anche nei momenti di gioco e spensieratezza.
Olive brilla d’amore per suo fratello, e David, che passa dal riso al pianto, agli scoppi di rabbia in un soffio, è un naufrago alla deriva, che ha solo la gemella come ancora di salvataggio. Il linguaggio solo loro, il piccolo mondo che si costruiscono, senza asma, cancelli, mamme che urlano, diventa un’isola nella tempesta, ma il vento soffia, soffia, ed è difficile rimanere a galla.
“Immagina il giorno in cui sarò un treno, Olive. Olive, lo hai immaginato? Io lo immaginavo benissimo. Fino alla notte, non ho fatto altro che immaginare. Nel nostro piccolo mondo ferroviario era tutto uno sfrecciare, un ticchettare in armonia, come noi. Io sganciavo i freni, il mio David si lanciava nel mondo. Io dicevo: attento, ostacolo, e lui rallentava.”
Spesso, chi ha un fratello “diverso” cresce più in fretta, più responsabile. Pronto a sminuire qualsiasi carezza troppo feroce, pur di difendere a spada tratta chi il mondo è pronto a etichettare. Olive è proprio così, una piccola guerriera che indossa l’armatura non per evitare l’aggressività di David ma per difendere il suo cuore puro da tutti gli altri.
Una prosa delicata ma anche feroce quella di Abigail Assor, non edulcora i problemi di David, non rende il rapporto tra gemelli un idillio irreale, lo colora di sfumature, anche di quelle più scure, e ci restituisce un romanzo toccante che, negli ultimi capitoli mi ha tenuta col fiato in gola e lasciato gli occhi lucidi.
“Lo avrei custodito così, David, se avessi potuto, lo avrei conservato minuscolo e pieno di risate nel rifugio delle mie mani. Avrei prosciugato alla fonte le sue lacrime, bevendole direttamente dai suoi occhi.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.