La neve cadeva in estate Book Cover La neve cadeva in estate
Nadia Levato
Romanzo
Montag
febbraio 2020
brossura
126

Un racconto appassionato, intenso, dove l'amore quello vero, ci avvolge sin dalle prime pagine per non lasciarci più; come nella vita quando inseguiamo l'amore ma poi lo temiamo...continuando ad aggrapparci a lui malgrado tutto.

” E mentre la notte rosicchiava quel che resta del giorno mi riempio l’anima di zucchero e dolci pieni di burro.”

 

Marta soffre per la separazione da Andrea, suo marito; Marta è una giovane donna fragile con l’animo innocente di un bambino.

In questo periodo preferisce affrontare questo abbandono restando chiusa in casa nonostante la sua migliore amica la spinga ogni giorno a riprendere la propria vita.

Sin dalle prime pagine si riesce a trovare tante affinità caratteriali con la protagonista e questo importate dettaglio ci può far sorridere. Infatti Marta ha tante fobie, insicurezze; quindi sotto l’insistente “tortura” della sua amica, decide finalmente di farsi aiutare da uno psicologo. Per lei questo abbandono è apparentemente senza motivo e tutto questo la avvilisce moltissimo.

Nell’elaborazione del proprio dolore, Marta rivive le difficoltà della sua infanzia e anche se questo processo è doloroso, serve ad accettare l’abbandono…ed ecco riaffiorare le paure, le lacrime, il ricordo di sua madre prima di morire.

Crescendo, per non soffrire più, Marta decide di chiudere il suo cuore all’amore, convincendosi che se le persone non possono entrarci non potranno neanche uscirci…

Finché un giorno Andrea si affaccia alla sua vita adolescenziale; intelligente, simpatico e generoso, distruggendo tutte le barriere di Marta.

I pensieri inespressi di Marta, conferiscono una nota di profondità in più alla narrazione, avvicinandoci maggiormente alla protagonista la quale nell’elaborazione del suo dolore, rivive i momenti felici vissuti con Andrea, il loro innamoramento, il loro matrimonio, continuando a chiedersi perché l’abbia abbandonata.

Invece Andrea sa il perché, ma vuole proteggere la donna che ama e tenta dolorosamente di uscire dalla sua vita in punta di piedi.

“Dove sei dolore?

Ti sei spostato di un passo o poco più? Forse si è aperta una finestra sul cuore e qualche dispiacere si è calato giù. La chiudo in fretta. Non sono pronta”.

 

Il linguaggio adottato dall’autrice appare subito molto intenso, soprattutto nel descrivere gli stati d’animo sofferenti della protagonista. Ci si sente infatti subito in sintonia con lei, rendendoci conto che proviamo le stesse sofferenze e gli stessi pensieri nel momento in cui siamo abbandonati.

La narrazione è in prima persona ed è proprio questo a far sentire il lettore totalmente coinvolto.

In alcuni punti, la scrittura si fa poesia; frasi brevi le quali, grazie alla punteggiatura, danno la cadenza necessaria al lettore per far arrivare ogni emozione dritto al cuore.

Talvolta troviamo passaggi sorridenti al fine di sdrammatizzare le situazioni tristi.

Romanzo brillante, commovente; un insieme di forti commozioni così ben amalgamate da catapultarci completamente nel racconto. Con grande bravura l’autrice presenta questo romanzo in una fusione straordinaria fra racconto e poesia.

Beatrice Castelli

 

Nadia Levato è nata in Calabria. Si è laureata in Scienze Politiche a Pisa.
In Toscana si è specializzata nel campo della progettazione sociale. Dal 2008 vive a Roma e si occupa di progetti di cooperazione internazionale, disabilità e inclusione sociale.
La scrittura è una componente importante del suo lavoro ma è altresì una passione sperimentata in diversi ambiti. Ha partecipato a vari concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni in antologie.
A giugno 2016 ha esordito con il libro per bambini Bobo e Mister Heimlich per edizioni Leucotea.
È risultata vincitrice del concorso Chiamatelo Amore, edizioni Montag, con il romanzo L’amore. Quando muore., opera pubblicata nel dicembre 2016.
Con il racconto Volo Via, ha vinto la XLIV edizione del Premio Teramo per un racconto inedito. A ottobre 2018 ha pubblicato, per Errekappa Edizioni, l’albo illustrato Matilde cuore di pane. Un suo racconto Rumore è stato pubblicato sulla rivista letteraria Foga.

 

 

Scritto da:

Beatrice Castelli

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura.

A dieci anni leggeva Crime et Châtiment  di  Dostoïevski,  preso per caso dalla fornitissima  biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore.

A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue.

Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti…

L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre.  Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi.

In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.