La mia scommessa sei tu
Gold Rush Ranch Series
Romance
Newton Compton Editori
31 marzo 2026
Kindle/cartaceo
327
A Ruby Creek nessuno vuole avere a che fare con Stefan Dalca. È l’uomo che tutti evitano: un solitario dal passato ingombrante, lo sguardo tagliente e una reputazione discutibile. Stefan preferisce così. Gli bastano i suoi cavalli e il silenzio del suo ranch. Finché Mira Thorne non bussa alla sua porta. La brillante veterinaria del paese lo ha sempre tenuto a distanza, fino al giorno in cui un puledro, rimasto orfano, le lascia un’unica scelta: rivolgersi proprio a Stefan, affinché la sua cavalla possa salvare il piccolo. Lui accetta di aiutarla, ma non senza dettare le sue condizioni. Mira dovrà concedergli in cambio tre appuntamenti, seguendo tre semplici regole: non dovrà dirlo a nessuno, non dovrà toccarlo e, soprattutto, non dovrà innamorarsi di lui. Più facile a dirsi che a farsi. A ogni uscita, Mira scopre un uomo ben diverso dal “cattivo” di cui Ruby Creek sussurra da anni. Un uomo che la osserva con un’intensità capace di scompaginarle l’anima. Che la ascolta come nessuno ha mai fatto. Che sotto la scorza da fuorilegge nasconde un cuore che non dovrebbe desiderare e che, invece, la attrae ogni giorno di più. Così, all’improvviso, Mira si rende conto che infrangere le regole non le è mai parso più giusto…

“La mia scommessa sei tu”, scritto da Elsie Silver, pubblicato dalla Newton Compton Editori, è il terzo volume della saga Gold Rush Ranch.
Elsie Silver la si può definire la regina dei Cowboy romance. Anche in questo libro vi troverete circondati da cavalli e ranch, però Elsie Silver ci racconta della storia di Mira e Stefan.
Si tratta di due personaggi agli antipodi su molti aspetti, che vengono uniti dalla passione per i cavalli. Sarà proprio un puledro a costringerli a collaborare, dando il via a uno slowburn ricco di tensioni e incomprensioni.
Mira è una veterinaria, una donna che dietro la sua serietà e professionalità cela una grande tenerezza. A causa del suo lavoro ha però deciso di non avere abbastanza spazio per l’amore nella sua vita. Scelta che non sarà per niente condivisa dalla sua famiglia, la quale desidererebbe vederla sposata e con dei figli.
Sarà proprio questa contrapposizione di pensiero che spingerà la nostra protagonista a provare uno stato di disagio in mezzo alla sua famiglia.
Stefan, invece, rappresenta un uomo controverso, odiato da tutta Ruby Creek a causa dei suoi modi di interagire con il resto della comunità.
Grazie a un cucciolo passeranno molti momenti insieme e Mira capirà presto che dietro quella maschera di menefreghismo si nasconde ben altro: sofferenze e paure.
Riuscirà Mira ad andare oltre le apparenze e a lasciarsi alle spalle i commenti sprezzanti delle sue amiche?
LO STILE
Gold Rush Ranch è la prima saga di Elsie Silver e nonostante io abbia gradito le sue altre saghe, in questa ho percepito una scrittura acerba sotto diversi aspetti. Partendo dai personaggi principali che ho trovato poco approfonditi, non sembravano persone reali con diverse sfaccettature. I contesti familiari sono pressoché accennati, nonostante svolgano un ruolo fondamentale nella caratterizzazione del loro modo di essere, condizionando le loro reazioni e azioni.
In particolar modo il personaggio di Stefan ha un passato che lascia il segno, si tratta di un passato in cui fuoriescono tematiche delicate e profonde, che purtroppo non sono state approfondite (nonostante lo meritassero) ma brevemente accennate.
Questa piattezza dei personaggi l’ho riscontrata anche nei secondari, nonostante ce ne fossero alcuni che potevano essere molto interessanti e che meritavano comparse e approfondimenti maggiori.
In più ho trovato ingiustificato quell’odio che veniva espresso in maniera perpetua nei confronti di Stefan, l’ho trovato un personaggio pungente, ma per parlare di odio ci vuole ben altro. Si tratta quindi di un elemento per me esagerato e senza una giustificazione plausibile.
Nonostante la brevità del libro ci ho impiegato molto a leggerlo, non l’ho trovato scorrevole, anche a causa della tensione che, sì, viene descritta, ma che purtroppo non sono riuscita a percepire.
“IL MISTERO”
All’interno del racconto c’è un piccolo “mistero” da scoprire, ma perché lo chiamo piccolo?
In realtà si tratta di un punto interrogativo di una gran portata, ma ciò che lo ha reso piccolo è stata le velocità con la quale si scopre tutto. Non avuto il dubbio per neanche cinque minuti, ho capito subito dove volesse condurmi la storia.
Mi è dispiaciuto, non solo per la mancanza di suspance. Soprattutto perché si tratta di una di quelle scoperte che ti stravolgono la vita, che però è stata ridotta a pochissime pagine.
Concludo dicendo che si tratta di una storia che aveva una forte potenzialità, che non è stata sfruttata al massimo, nonostante ci fossero molti input.