La mia metà del chicco
Autobiografia
Bookabook
2023
cartaceo
170
Nicola, per anni ha cercato di proteggersi dal dolore causato dalla prematura scomparsa della madre, allontanando il suo ricordo. L’inaspettato ritrovamento di alcuni chicchi di caffè nei luoghi più impensati della casa di famiglia dà, però, avvio a un viaggio nei ricordi della sua vita, dall’infanzia fino alle soglie della maturità, per mezzo di un racconto corale delle tradizioni e dei valori che guidano la sua famiglia.
Un viaggio che lo conduce a elaborare finalmente il lutto. Il senso di colpa e di abbandono lasceranno così spazio a un ritrovato amore per se stesso e a una felicità che riteneva essere ormai perduta per sempre. Storie brevi che hanno in comune una scrittura fluida, irriverente e originale, capace di far vagabondare con la mente, nello spazio e nel tempo, chiunque abbia voglia di intraprendere questo viaggio.
Un esordio che non ti aspetti. Nicola Mulè, nel suo primo romanzo, stupisce. Ho trovato questo libro, “La mia metà del chicco”, scritto proprio bene, scorrevole, non noioso e ripetitivo. Un autore che sa decisamente scrivere.
Di certo si è dovuto mettere in gioco e con sensibilità e trasparenza per raccontare la sua vita, una parte della sua vita.
Il libro è una biografia. Narra la sua vita da bambino, dal momento della morte della madre, quando aveva solo 14 anni. Questo tragico evento ha condizionato poi tutta la sua vita, nelle relazioni, nelle dinamiche familiari, nel rapporto con se stesso e le sue fragilità.
È un libro che racconta un dolore che Nicola non è riuscito, o non ha avuto la possibilità, di attraversare, di capire, di vivere.
Inizia proprio dal giorno in cui viene comunicato a lui e al fratello della perdita della madre. Il senso di smarrimento, la non comprensione. Poi il funerale, l’impotenza. E poi quel delicato passaggio in cui devi rientrare nella vita, che intanto per gli altri, per il mondo “va avanti”.
“«La vita va avanti». La sua. La loro. La mia? Aveva preso ad andare di lato, se non in basso, in una direzione sconosciuta e spaventosa”
Tanti delicati passaggi vengono raccontati in questo libro, e l’autore ha anche inserito alcune lettere che lui i dirizza direttamente alla madre.
“Mamma, ma quando ero piccolo riuscivo a piangere? Ora, non ci riesco più, vorrei farlo ma non scende alcuna lacrima sulle mie guance, come se volessi trattenere tutto il dolore che provo, perché se anche lui se ne andasse, se anche il dolore mi abbandonasse, non mi resterebbe più nulla. Ormai sono fatto solo di dolore” – La mia metà del chicco
Sembra proprio un cammino conoscitivo di Nicola verso quella che è stata la sua vita, il bello e il brutto, per cercare un filo conduttore.
Ci sono anche infatti ne “La mia metà del chicco” i ricordi belli. Le estati dai nonni, quando le famiglie si riunivano. Nel paesaggio siciliano di Marsala, Nicola Mulè restituisce un’atmosfera d’altri tempi, piena di spensieratezza e cose semplici. C’è spazio anche per il primo amore, per le piccole conquiste.
Come accennavo all’inizio ho trovato questo libro, al di là della tematica, delle riflessioni che ti porta a fare, scritto molto bene. Una scrittura scorrevole, non banale. Giusta la scelta dell’ordine in cui sono raccontati gli avvenimenti. Tutti questi piccoli particolari, che poi piccoli non sono, portano ad una lettura curiosa, che non si fa distrarre. Complimenti!!
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐