La mediatrice
Thriller
Time Crime
23 gennaio 2026
cartaceo e-book
416
Nella sua professione di “risolutrice di problemi” per i più spietati investitori della Silicon Valley, Mackenzie Clyde è ormai abituata a scommettere cifre da capogiro. Ma questa volta, sembra proprio che si sia cacciata in un guaio molto più grande di lei. Il controverso amministratore delegato della startup tecnologica più in voga del momento è stato appena assassinato. Il risultato? Miliardi e miliardi di dollari congelati che, secondo il suo testamento, verranno sbloccati solo dopo aver trovato il suo assassino. In qualità di principale investitore dell’azienda, il capo di Mackenzie rischia di perdere una vera fortuna, e con la polizia che annaspa senza sapere che pesci pigliare, spetta a Mackenzie risolvere la situazione. E in fretta. Essendo un avvocato e non una detective, venire a capo di questo omicidio dovrebbe essere ben al di là le sue capacità, soprattutto per la lunga lista di sospettati che comprende i nomi più influenti della Silicon Valley. Ma Mackenzie è abituata a essere sottovalutata, anzi ci conta. Perché, per come la vede lei, questa non è un’indagine. È un’opportunità. E farà tutto il necessario per sfruttarla al massimo. Qualsiasi cosa.
“Non importa quanto sia originale la tua idea: ciò che conta è quanto sei bravo a realizzarla” da “La mediatrice” di Jakob Kerr
“La mediatrice” di Jakob Kerr (Time Crime editore) si ambienta nella Silicon Valley, al centro il mondo tech. Un universo fatto di denaro, grossi investimenti, spietata ambizione e una continua competizione. Trevor Canon è il Ceo di una famosa startup, o meglio, lo era perché qualcuno l’ha ucciso nel suo ufficio in una notte in cui lui non si sarebbe dovuto trovare lì. Il suo grande patrimonio, si parla di miliardi di miliardi, secondo una disposizione testamentaria, sarà congelato sino all’arresto del suo assassino. Nessun azionista ne potrà disporre prima. Sarà l’FBI ad indagare insieme alla giovane avvocata Mckenzie Clyde, mediatrice tra la polizia e quel mondo sconosciuto all’agente Danner
del quale lei è esperta.
“Mettendo insieme tutti questi elementi, si arriva ad un’unica conclusione: Trevor Canon è stato ucciso da qualcuno di cui si fidava”
Avevo deciso di leggere questo romanzo basandomi sul titolo e sulla copertina, mi parlavano entrambi di una donna misteriosa e affascinante. Una protagonista forte e inquietante quanto basta per dare alla lettura il giusto grado di suspense. Non avevo letto la sinossi. Gravissimo errore! E’ una storia che parla un linguaggio diverso dal mio, molto tecnico (e tecnologico), che a tratti ho faticato a comprendere. L’autore dimostra una certa conoscenza della materia poiché è avvocato nel settore delle comunicazioni e si muove nell’industria tecnologica da diverso tempo.
Nonostante la partenza sia stata decisamente lenta per me, con il procedere della lettura e la conoscenza di alcuni personaggi, ho acquistato interesse verso la trama. Essa si sviluppa su due piani temporali differenti. Il presente, ovvero i giorni seguenti la morte di Trevor Canon. Il passato, partendo da una quindicina d’anni prima sino ai nostri giorni, quando sul finale i due piani temporali si fondono in uno solo. Quest’ultimo serve per presentarci la protagonista attraverso il suo percorso di vita che ha fatto di lei la persona che è.
Mckenzie Clyde è figlia di Jeanine Clyde, non ha un padre. Sua madre è una donna che è riuscita a laurearsi pagandosi gli studi lavorando come croupier nei casinò di Las Vegas. Poi è diventata contabile presso una grande società, questo la porta a stare lontana da casa frequentemente, a non avere orari né una vita privata. Una donna ambiziosa e tenace. Non le è stato mai regalato nulla e vuole che sua figlia abbia le migliori opportunità, questo è il suo obiettivo ed è disposta a qualsiasi sacrificio per realizzarlo.
“Giusto, equo uguale… non è il mondo in cui viviamo”
Mckenzie ha studiato alla NYU, è diventata avvocato e, come sua madre desiderava, ha fatto una brillante carriera grazie alla sua astuzia, intelligenza e meticolosità. Ha saputo osare e ha vinto. E’ una donna molto alta, questo colpisce sempre chi la incontra. I suoi modi sono schietti e diretti. E’ ben conscia del proprio valore ed è priva di qualsiasi forma di affettazione. Come la madre, si è dedicata con tutta se stessa al lavoro, non ha tempo per gli svaghi e per le amicizie anche se un tempo, una vera amica l’ha avuta.
Eleanor Eden è direttrice operativa della startup più in voga del momento, quella del quale Trevor Canon era il Ceo. Una donna matura, responsabile e pragmatica. E’ divorziata e ha due figli adolescenti che ama moltissimo che non trascura mai nonostante l’impegno professionale. Trevor era l’esatto opposto. Un tipo dalle idee azzardate e geniali, freddo, ambizioso ma pieno di manie. Un egoista teso unicamente verso se stesso, il desiderio di arricchirsi e di mantenere il potere nelle sue mani.
Il tenente Jameson Danner é un abile agente, indubbiamente intuitivo e competente. Apparentemente è sicuro di sé in modo quasi irritante. E’ curiosamente elegante e odiosamente sarcastico. Può un agente di polizia permettersi un orologio d’oro e vestiti così costosi? In realtà Danner appartiene ad una famiglia in vista, suo padre era un senatore e lui vuole dimostrare di non essere solo il figlio di un uomo influente, di aver meritato la propria posizione. Vorrebbe che tutti dimenticassero il suo cognome e lo valutassero unicamente come un bravo e talentuoso agente. Questa è una debolezza che nasconde dietro il suo atteggiamento ironico e distaccato.
“Il mondo del tech ama complimentarsi con se stesso per qualsiasi cosa”
I personaggi sono molto convincenti. Sono la vera rivelazione della trama. L’autore ha saputo dotarli d’imprevedibilità arrivando ad un finale sorprendente. Nonostante questo romanzo inizialmente non mi convincesse, è riuscito ad interessarmi. Desideravo scoprire l’identità dell’assassino di Trevor Canon. Volevo conoscere la vera Mckenzie, donna singolare che non poteva essere nata così come mi è stata presentata. Dietro una tale personalità doveva esserci una storia interessante e così è stato.
Uscire dalla comfort zone può riservare piacevoli sorprese.
Voi cosa ne pensate?