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Recensione: La mappa Da Vinci di Vittoria Haziel, Newton Compton editore

Se Leonardo potesse leggerci morirebbe dal ridere 


Dettagli prodottoTitolo: La mappa da vinci

Autore:Vittoria Haziel

Editore: Newton Compton editore

Genere:  thriller

Formato: Ebook

Prezzo: 2,99

Formato: Cartaceo

Prezzo: 7,50

Pagine: 242

Data d’uscita: 30 novembre 2017

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TRAMA


Il genio di Leonardo ha lasciato un enigma da decifrare
Un messaggio nascosto da Leonardo sulla sacra sindone
Quale chiave può decifrare un enigma geniale?
Dalla basilica del Corpus Domini di Milano è stato rubato un quadro. Si tratta di un’opera di Davide Vicin, che reinterpreta Il cenacolo di Leonardo da Vinci. Insieme al dipinto è sparito anche il suo autore, un artista da sempre affascinato dall’enigma della Sacra Sindone. All’indagine ufficiale del commissario Coppola si affianca quella di due amici, Liza, studiosa di Leonardo, e Ivan, esperto di esoterismo. In una ricerca che sembra quasi una caccia al tesoro, Liza e Ivan s’imbattono in personaggi strani e inquietanti, una suora, autrice di una riproduzione della Sindone, un cardinale dalla condotta tutt’altro che ortodossa, e dovranno confrontarsi con complicati misteri, enigmi e simboli da interpretare. Ogni indizio sembra condurre inesorabilmente a Leonardo. Uomini di Chiesa e squadre di polizia, realizzatori di documentari e satanisti: tutti coinvolti in una corsa per la decifrazione dei messaggi lasciati sul telo di Torino dal più grande genio di tutti i tempi…
Una studiosa di Leonardo. Un giornalista appassionato di esoterismo. Un quadro rubato e un mistero nascosto nella sindone
Hanno scritto dei suoi saggi e romanzi:
«Un libro condotto con sofisticata scaltrezza letteraria che fa pensare a Umberto Eco.»
Carlo Pedretti
«Uno studio attento e documentato, maniacale.»
Vittorio Sgarbi
«Haziel esplora in modo intuitivo la storia e l’attualità. La religione e in particolare i tre monoteismi biblici sono sul banco degli imputati.»
Elena Lowenthal, Tuttolibri


RECENSIONE


Possiamo annoverare questo thriller tra quelli che hanno provato a imitare il Dan Brown de “Il codice Da Vinci”. Seppure l’autrice si presenta come un’esperta studiosa di Lonardo e fa emergere con chiarezza la sua conoscenza del grande genio dalle pagine, il libro non convince. Il thriller, si sa, si muove sulla suspance e sulla rivelazione degli indizi, pochi e finti in questo caso e completamente privi del condimento dell’aspettativa. Le connessioni logiche sono assai fantasiose, le intuizioni degli investigatori poco concrete. Perfino i rebus che i protagonisti sono chiamati a risolvere sono forzati. Porto l’esempio di una frase di Cristo pronunciata in aramaico, “Eli Eli Lama sabactani” che la co protagonista, Liza, anagramma in greco trasformando la c di labactani nella χ greca, pronunciata ‘ch’. Purtroppo si dimentica che anche la ϑ con cui si sostituisce la t di sabactani si pronuncia con la h, quindi ‘th’. Il risultato è un anagramma sbagliato. È solo una delle fantasiose conclusioni a cui arrivano i protagonisti della ricerca che parte dalla sparizione di un noto pittore di immagini sacre e arriva all’analisi, molto molto intuitiva, lo ripeto, di una serie di elementi giocosi del genio di Leonardo e alle loro connessioni con la chiesa e con la più importante reliquia della cristianità: la Sacra Sindone. Va bene, va bene, lasciamo all’autrice le sue libertà e non pretendiamo di inquadrare tutto nella disciplina della ricerca storica e storiografica. Eppure ciò che ha fatto la differenza per il libro di Dan Brown con cui è impossibile non fare raffronti, è proprio la solidità delle argomentazioni. False, ne prendiamo tutti atto, ma raccontate attraverso una tale solida struttura di ragionamento da risultare verosimili. I protagonisti sono poco scavati, non si sa quasi nulla dei due studiosi che conducono un’indagine parallela a quella della polizia. Qualcosa di più emerge dal personaggio del commissario ma si rimane sempre in superficie. La storia non tiene il lettore col fiato sospeso, non fa battere il cuore, non alimenta ansie né raccapriccio. È, per concludere, un buon thriller mancato. Uno di quei libri che vorresti fossero stati scritti in modo differente perché avrebbero tutte le caratteristiche per piacere e invece scadono nel deludente. Un gran peccato!


(Recensione a cura di Pitti)

VALUTAZIONE



AUTRICE



Vittoria Haziel

Giornalista, scrittrice, regista, si è laureata in Giurisprudenza all’università La Sapienza di Roma. Per anni ha firmato articoli e rubriche su numerose testate cartacee e online, fra cui «Vanity Fair» e corriere.it. Ha pubblicato La passione secondo Leonardo, Ritorno alla luce, Il paradiso nelle nostre maniE dio negò la donnaIl signore della luce e La confessione di Leonardo. Con il romanzo L’amante segreta di Leonardo ha esordito nella narrativa.


Altri libri dell’autore

                                   

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