La mano del diavolo
giallo
Newton Compton Editori
6 febbraio 2024
cartaceo, ebook
288
Mentre è in ospedale dopo essere quasi annegata, l'investigatrice privata Kate Marshall stringe amicizia con Jean, un'anziana signora ricoverata nel suo stesso reparto. Durante la degenza, Jean le racconta che undici anni prima il suo nipotino Charlie è scomparso durante una vacanza in campeggio.
Una volta uscita dall'ospedale, Kate decide di indagare sul caso e aiutare la sua nuova amica a scoprire finalmente la verità. Insieme al fidato Tristan, la detective comincia a ripercorrere gli eventi che hanno preceduto la notte della scomparsa di Charlie, ma più guarda da vicino, più si rende conto che Jean non le ha raccontato tutto: nel suo passato c'è un segreto, qualcosa che potrebbe aver messo in pericolo il nipote. Che cosa è successo davvero a Charlie? È stato rapito? O forse è scivolato bel Devil's Way, il sinistro impetuoso fiume che scorre vicino al luogo della sparizione?
Solo una cosa sembra certa: la risposta giace sepolta nel passato della famiglia del piccolo...
“La mano del diavolo” di Robert Bryndza, edito Newton Compton Editori, è il quarto episodio della serie, dell’investigatrice privata Kate Marshall.
È la prima volta che leggo qualcosa di questa serie e, pur non avendo letto i precedenti romanzi, grazie a diversi accenni presenti in questo volume sul passato della protagonista, non ho avuto alcun problema.
“Jean Julings si inginocchiò nella tenda stretta per mettere nel sacco a pelo Charlie, il nipotino di tre anni. Il piccolo aveva una zazzera di capelli chiarissimi e il viso arrossato per la stanchezza dopo una giornata d’aria fresca e divertimento”
Kate Marshall è una donna con un passato tormentato, che l’ha fatta “cadere” nel baratro dell’alcolismo, ma, ora, è in piena remissione.
Kate, oltre ad essere un bravissimo detective privato, gestisce un campeggio nel Devonshire, nel sud-ovest dell’Inghilterra.
In questa zona, esiste un grande parco naturale e Bryndza ha immaginato che al suo interno vi sia la Devil’s Way, fulcro della nostra avventura.
In questa zona si accampa, per trascorrere alcuni giorni di relax, una famiglia composta da madre, padre, nonna e un bimbo di tre anni, Charlie. Qui, in circostanze misteriose, il bambino sparisce.
Undici anni dopo, la nonna, che non si è ancora arresa, decide affidare a Kate e al suo aiutante Tristan Harper l’incarico di riaprire il cold case che coinvolge suo nipote.
Kate, attraverso una minuziosa ricostruzione dei fatti, riesce a trovare alcuni indizi che, all’epoca, la polizia non aveva collegato con la sparizione di Charlie.
“Quando riattaccarono, Tristan non sembrava molto convinto, ma Kate si sentiva dentro un’eccitazione nervosa. In qualche modo, le esperienze che aveva vissuto nelle ultime due settimane avevano fatto rinascere la ribelle che era in lei. Il pensiero di infrangere le regole era emozionante. Se nessuno si faceva male” – La mano del diavolo
Il ritmo inizialmente è lento, ma senza mai essere noioso. Con il proseguo della narrazione, l’intricata vicenda si dipana, generando innumerevoli colpi di scena, che trascinano il lettore sino ad un finale sconvolgente.
La narrazione è serrata e molto spesso si focalizza sull’aspetto psicologico di Kate e sul suo travagliato passato con un figlio cresciuto dalla nonna a causa dei suoi problemi di alcolismo, che l’ha portata a rinunciare al suo lavoro di poliziotta.
La storia è molto intrigante e l’autore è bravissimo a intersecare tra di loro eventi che sembrano totalmente scollegati e che potrebbero creare confusione nel lettore, ma che, invece, rendono la vicenda più viva e intensa.
La vicenda scorre veloce e, nonostante il finale sia in un certo senso intuibile, tiene comunque il lettore inchiodato alle pagine.
Appena avrò tempo cercherò sicuramente di recuperare i precedenti episodi della serie di Kate Marshall in modo da riuscire a colmare alcune lacune e soprattutto per comprendere meglio questo personaggio che mi è veramente piaciuto.
Buona lettura!
«Dille che arrivo tra un attimo», rispose Joel. Si pulì gli occhi e prese un profondo respiro. «Forza, chiudiamo questa storia».
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.