Thriller

Recensione: La maledizione della peste nera di Daniel Kalla, Newton Compton Editori

La maledizione della peste nera Book Cover La maledizione della peste nera
Daniel Kalla
Thriller
Newton Compton Editori
3 aprile 2019
Kindle e cartaceo
353

Alana Vaughn, esperta di malattie infettive presso la NATO, viene convocata d’urgenza a Genova per esaminare una paziente gravemente malata. Dopo le prime analisi il referto è scioccante: la malattia presenta segni che la ricollegano in modo inquietante alla piaga che ha afflitto l’Europa secoli prima, la cosiddetta Morte Nera. Nel XIV secolo una gravissima epidemia di peste uccise almeno un terzo della popolazione del continente. Alana sospetta che si tratti di bioterrorismo, ma il suo omologo presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Byron Menke, non è d’accordo. Nella loro disperata caccia al Paziente Zero, si imbattono in un monastero costruito ottocento anni prima e in un antico diario medievale che potrebbe contenere il segreto dell’attuale epidemia. Mentre la malattia si diffonde velocemente, parte la corsa contro il tempo per scoprire la verità prima che moltissime persone muoiano. E questa volta, invece che milioni, potrebbero essere miliardi.

 

“Interpretare gli imprevisti del destino non è cosa che mi riguardi, ma non posso fare a meno di pormi la stessa domanda su cui si arrovella l’arcivescovo. Perché sono stato risparmiato? Restare solo è più un fardello che una benedizione.”

 

Un’arma biologica? Un attacco terroristico? Cosa succederebbe se ci fosse un ritorno della peste?

Sì, la Morte Nera, proprio quella che imperversò in tutta Europa tra il 1347 e il 1352 uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente. Saremmo in grado di arrestare l’epidemia prima che si trasformi in una pandemia?
Kalla immagina uno scenario spaventoso dove una Genova odierna si trova a dover combattere contro il batterio della Yersinia pestis.
Ad una giovane donna che lavora in un cantiere edile, a seguito di un malore viene diagnosticata questa terribile malattia. Quello che all’inizio sembra un caso isolato si trasforma ben presto in un susseguirsi di morti. Da protocollo vengono allertati gli organismi internazionali: la NATO e l’OMS.
In una corsa contro il tempo, dove non mancano contrasti, i nostri protagonisti sono alla ricerca di un possibile vaccino e nel contempo devono investigare per trovare il colpevole di tutto ciò.

“Certo che hai un altro appuntamento, signora Bond. Probabilmente dentro la cabina di una funivia abbandonata sul picco di qualche pericolosa montagna».”

 

Le indagini, le scoperte e le morti dei giorni nostri si alternano alla coinvolgente storia del cerusico Rafael Pasqua, vissuto ai tempi della peste del 1348, dove in una meticolosa narrazione l’autore ci rende partecipi dei rudimentali sistemi di protezione e degli ancora più improbabili tentativi di cura che a quei tempi venivano utilizzati.

 

 

 

È un libro da cinque stelle ma in un passaggio viene introdotta una parentesi politica che ha tolto, secondo me, punti al racconto.
Molti, nel 1348, ritenevano che la peste fosse una punizione divina e cercarono conforto nella religione. I primi ad essere accusati di essere gli untori furono gli ebrei e perciò furono spesso vittime di torture. Durante l’indagine viene scoperta una cellula terroristica, Kalla, pur dichiarando che: “..il mio sia un racconto di finzione..” in un passaggio, relativamente all’epidemia di Genova, scrive

“Un politico della Lega, il partito contrario all’immigrazione qui in Liguria” … “la colpa è di tutti i musulmani. E dovrebbero essere deportati dal primo all’ultimo.”

Ecco, avrei preferito che la realtà e la fantasia fossero su due piani diversi: il libro riguarda fatti storici o attualità reale, va bene, ma essendo una storia inventata non avrei fatto riferimento a partiti politici realmente esistenti.
La lettura scorre veloce, la scrittura è fluida. I vari avvenimenti, sia del passato che del presente, vengono narrati in modo preciso tanto che più di una volta mi sono trovata come davanti ad una scena di un film.
l colpi di scena non mancano, così come vi lascerà basiti la scoperta del/dei colpevoli.

“È una soddisfazione sufficiente a colmare la mia vita sapere che l’eredità di questo grande medico, di quest’uomo che tale coraggio e tale gentilezza ha mostrato nel più oscuro dei tempi, continuerà a perpetuarsi non solo attraverso la sua testimonianza scritta ma anche grazie a nostro figlio, o nostra figlia. E, a Dio piacendo, grazie ai molti discendenti che seguiranno.”

 

 

 

 

Daniel Kalla è nato e cresciuto a Vancouver, dove vive tutt’ora. Lavora nel pronto soccorso di un ospedale e la sua esperienza clinica gli ha fornito l’ispirazione per i suoi medical thriller. Il suo sito è www.danielkalla.com

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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