La maestra
Romanzo storico
Libreria pienogiorno
24 settembre 2025
cartaceo e-book
416
Voleva accendere i fuochi che niente e nessuno potesse spegnere. Quando nel 1936 Eulalia arriva nel piccolo villaggio spagnolo a cui è stata assegnata, vicino a Cadice, è una giovane maestra piena di entusiasmo, convinta che le donne debbano essere indipendenti e libere di scegliere, e che la vita vada vissuta guardando sempre chi hai accanto, nel caso abbia bisogno del tuo aiuto. Quello è il suo primo incarico e lei non vede l'ora di trasmettere ai suoi alunni l'amore per il sapere e gli strumenti per costruirsi un futuro. E' consapevole che per molti di loro, che le ore di scuola strappano dal lavoro nei campi, l'istruzione è l'unica speranza di un domani migliore. Con poche risorse a disposizione, Eulalia si impegna a insegnare loro a pensare liberamente e a coltivare quei valori di uguaglianza e solidarietà che ha appreso dai più moderni principi pedagogici. Sono quegli stessi valori che, di lì a poco, la condanneranno insieme a molte altre sue colleghe. Eulalia verrà privata sia della sua professione che della sua libertà. E anche della sua migliore amica, Juana, maestra come lei, di cui non avrà più tracce dai giorni di prigionia. Finché tre anni dopo, la visita inaspettata di una giovane donna sconosciuta muterà una volta ancora il corso della sua storia.
“Insegnare, fondamentalmente, è come accendere un fuoco”
“La maestra” di José Antonio Lucero (Pienogiorno editore) è la storia di una grande passione: quella di Lali per l’insegnamento. Nel 1936 riceve il primo incarico in una comunità rurale nei pressi di Cadice. Deve sostituire Juana, l’insegnante di ruolo momentaneamente infortunata. Non è facile essere all’altezza di quella donna così forte, carismatica e pronta a difendere i propri ideali di libertà in un regime dittatoriale. Ben presto anche Lali si troverà a condividere le stesse idee, questo costerà ad entrambe il carcere dove si perderanno di vista. Molti anni dopo, Lali riceverà una visita che la riporterà a quel doloroso passato.
“La Spagna dovrà decidere se vuole figli analfabeti o figli liberi”
Un romanzo molto coinvolgente ed emozionante ma nello stesso tempo interessante dal punto di vista storico. E’ il racconto del grande amore verso la professione di insegnante. La cultura è l’arma vincente contro l’ignoranza e che conduce alla consapevolezza.
La trama si presenta su due piani temporali diversi. La seconda metà degli anni Trenta in un piccolo paese vicino a Cadice. E i primi anni Settanta nella città di Siviglia. Si parla di un Paese in rivolta da parte di coloro a favore della libertà di espressione, della laicizzazione del sistema scolastico e la modernizzazione della Spagna attraverso l’introduzione di riforme liberal democratiche. Tutto quello che accadrà nel 1972 alla nostra protagonista, sarà frutto degli avvenimenti passati.
“C’erano tempi in cui pensava, con la certezza di chi ha avuto una rivelazione, che l’istruzione fosse l’arma più potente per combattere un Paese”
La scrittura è assai scorrevole e facilmente comprensibile, il ritmo molto rapido. La Storia ha un ruolo fondamentale tuttavia non si tratta di una lettura nozionistica, la si racconta attraverso le vite delle due protagoniste, la loro emotività e le loro idee progressiste. Sono entrambe giovani insegnanti e, pur condividendo le stesse idee, hanno personalità differenti.
Juana è anticonformista dotata di una forte determinazione. Intelligente e carismatica, è molto facile lasciarsi trascinare dal suo entusiasmo e dalla sua radicata convinzione. Ha coraggio e passione, per il suo lavoro e per le sue idee liberali. Lali è più giovane e più ingenua. Una ragazza al suo primo incarico che vive con entusiasmo ed emozione. E’ piena di dubbi ma crede fortemente nella cultura, per lei insegnare è una missione. Apparentemente è una ragazza mite e dolce mentre in realtà possiede un’inconsapevole forza d’animo, una caparbietà e un senso di giustizia che non tarderanno ad emergere.
“Io credo nella cultura, nell’istruzione, nella giustizia. Amo il mio lavoro e mi ci dedico anima e corpo”
Mi sono lasciata travolgere da questa storia così coinvolgente dotata di un carico emotivo non indifferente senza trascurare la suspense. Esiste un mistero che tiene con il fiato sospeso sino alla fine. I colpi di scena sono solo due ma che lasciano stupefatti e donano un gran battere di cuore, a causa della tensione, e per merito della commozione e della bellezza che esplode nelle ultime righe. Si parla di tematiche importanti come la formazione delle generazioni del futuro affinché possano liberarsi dal giogo dell’ignoranza diventando esseri pensanti. La passione delle giovani addette a questo compito traspare da ogni riga e coinvolge. I personaggi sono ben caratterizzati, e il contesto storico-culturale introdotto e descritto con cura.
Ho amato tutta la storia e l’ho divorata in pochi giorni, ho adorato con tutta me stessa il finale e le ultime battute mi hanno commosso a tal punto da dovermi asciugare una lacrima. La trama è realistica e anche la sua protagonista che ha avuto un’evoluzione verosimile. Che tipo di donna può diventare una ragazza privata di ciò che ama di più? Può riuscire a trovare un nuovo senso alla sua vita? Il suo entusiasmo verrà soffocato o coverà semplicemente sotto le ceneri della rassegnazione aspettano la scintilla che lo faccia esplodere?
“Insegnanti epurate. Lali detesta questa definizione”
In corso di lettura vien da chiedersi : “l passato può essere archiviato definitivamente o è destinato a tornare per chiudere i conti in sospeso?. Oltre un inno d’amore all’insegnamento, è anche una storia di amicizia e sacrificio. Ci parla di una realtà che si conosce poco: il carcere femminile di Malaga dove si facevano esperimenti sulle detenute per capire l’origine del “gene rosso” che le aveva condotte in prigione. Il promotore di tale esperimento era il dottor Antonio Vallejo-Nàjera, uno psichiatra realmente esistito. Jana e Lali sono personaggi di fantasia ma la trama si basa su fatti veri mettendo in luce ciò che accadeva nelle carceri femminili e in sede di processi per nulla equi a carico delle detenute.
Ricordate ancora le vostre maestre?