La luce che manca
romanzo contemporaneo
Marsilio
12 settembre 2023
cartaceo, ebook
702
Sta per arrivare il nuovo secolo in Georgia, come nelle altre repubbliche sovietiche, si levano rabbiose le voci che invocano l'indipendenza. In un periodo di grandi disordini, che per il piccolo stato culmina nel caos assoluto, quattro ragazza crescono in uno dei tanti cortili del quartiere più vivace di Tblisi.
L'universo della loro infanzia è fatto di bucato svolazzante, altalene arrugginite, un albero di melograno. Vivono in case dalle pareti umide con i balconi di legno intagliato, mangiano gelato alla crema e respirano l'aroma del grano saraceno, delle caramelle alle bacche di crespino e della gassosa al dragoncello.
Le loro famiglie appartengono a ceti diversi, ma niente sembra scalfire la loro amicizia: né il primo amore tenuto segreto, né gli scontri sanguinosi per le strade o la guerra al confine, né la corruzione e la violenza che divorano il paese, e neppure il razionamento del cibo o la continua mancanza di corrente. Qeto, Dina, Nene e Ira sono sulla soglia della vita, all'inizio di un legame che - ancora non lo sanno - da loro pretenderà tantissimo. Sono e resteranno inseparabili, fino a quando un tradimento non le avvolgerà nell'ombra cupa.
Vent'anni dopo, ormai adulte, in tre si ritrovano a Bruxelles in occasione della retrospettiva fotografica di una di loro. Immagine dopo immagine, in quel mondo in bianco e nero le tre sopravvissute ripercorrono un tempo che non c'è più, una storia privata che è anche la storia della rivoluzione seguita al crollo dell'Unione Sovietica.
E allora, all'improvviso, un raggio di luce squarcerà il velo steso sui ricordi, e il perdono sembrerà di nuovo possibile.
“In quel momento sembravamo le regine del mondo. E forse lo eravamo, forse a darci la forza era la nostra audacia, la gioia di esserci trovate” – da “La luce che manca” di Nino Haratishwili, edizioni Marsilio.
Tre amiche, che non si vedono da tempo, si ritrovano riunite alla mostra fotografica di una di loro, quella che se n’è andata per sempre nel fiore della giovinezza. È la sorella che le ha volute lì, per onorare la talentuosa fotografa che Dina è stata e perché un tempo erano inseparabili. Osservando le immagini della loro giovinezza, le donne ne rievocano le fasi e la drammaticità. Il loro paese, la Georgia, era in tumulto e le loro vite erano costellate di violenza, precarietà, relazioni malate e tradimenti. Tutto ciò ha messo fine al loro legame che pareva indissolubile. Ma forse è giunto il momento del perdono.
“Ci toccherà rinfacciarci per sempre di essere rimaste vive mentre il mondo da cui venivamo è ridotto in cenere”
Qeto, Dina, Nene e Ira non sono diventate amiche per caso. Si sono scelte. Vivono a Tbilisi, in Georgia, sono anni difficili. Il Paese reclama l’indipendenza dall’Unione Sovietica, ma nel 1987 loro non sono altro che ragazzine con una gran voglia di giocare alla scoperta del mondo.
Qeto è orfana di madre, vive con il padre, le due nonne e il fratello maggiore Rati. Quest’ultimo è un ragazzino ribelle, indisciplinato e pieno di rabbia per la prematura scomparsa della madre. Qeto funge da paciera tra lui e il loro papà durante i frequenti scontri. E’ una ragazzina tranquilla e obbediente con una buona predisposizione per il disegno artistico. È curiosa, ma nello stesso tempo timorosa nell’approcciarsi alle novità. Quella più importante è Dina.
“Continuammo a volare e tutto il resto non ci interessava”
Qeto osserva con curiosità la nuova e insolita famiglia alla quale hanno assegnato lo scantinato del suo stesso condominio. Non c’è un padre perché la madre, Lika, non si è mai sposata. È una donna affascinante e attraente, dall’aspetto stravagante, un po’ hippie. Poiché dotata di una bella voce, aveva sognato un futuro nel mondo della musica che però l’aveva portata a fidarsi delle persone sbagliate e ad avere due figlie da padri diversi, ma ugualmente assenti. La piccola Anano e Dina. Si è rimboccata le maniche e ha imparato il mestiere di restauratrice di mobili.
Dina è affascinante come sua madre e diversa da tutte le altre ragazzine. Qeto si stupisce di fronte ai suoi modi disinvolti, quasi sfacciati. Dal suo essere libera e autonoma, dalla sua audacia e sicurezza in se stessa. Si presenta a lei e da quel momento diventano inseparabili.
“Quella non poteva essere la risata di una ragazza, suonava rozza e sporca, Dina rideva come un marinaio, e mi mise a disagio” – La luce che manca
Qeto ha conosciuto Nene tempo prima, sotto a un tavolo dove entrambe si erano rifugiate per sfuggire alla noia di un banchetto di nozze. Si erano piaciute e trovavano la reciproca compagnia piacevole. Nene appartiene ad una famiglia di malavitosi, molto temuta in città. Una volta rimasta orfana di padre, lei, la madre e i due fratelli sono finiti sotto la tutela dello zio, il capofamiglia. Uno dei fratelli della bambina, Zotne, ne è il degno erede. La sua rude bellezza fa girar la testa a tutte le ragazze del rione, è il classico bello e dannato.
Nene ha la bellezza di una bambola. La corporatura morbida, lineamenti delicati, occhi azzurri e capelli biondi. Crescendo, la sua infantile rotondità sfocerà in una sensuale carnalità e l’innocenza del suo sguardo celeste lascerà il posto alla malizia. Sarà sempre in bilico tra la voglia di fuggire dalla sua famiglia e l’istinto di giustificare le loro azioni.
“Attirava su di sé una sorta di attenzione benevola e suscitava un sorriso strappalacrime a chiunque la guardasse” – La luce che manca
Ira invece è quella intelligente. È figlia di un uomo docile e gentile e di una funzionaria addetta all’assegnazione degli alloggi, odiata da tutti. La donna è intransigente e intollerante, oltre ad approfittare della sua posizione per imbrogliare e ottenere dei vantaggi. Ira è una ragazzina molto sola e triste, è la miglior studentessa della classe senza fare alcuno sforzo e per questo viene bullizzata. Sarà Dina a prendere in mano la situazione con forza e astuzia, decidendo di farla entrare nel loro gruppo. E Ira si legherà immediatamente alla dolce Nene, che farà scattare in lei il suo senso di protezione e il desiderio di salvarla dalla crudeltà del suo ambiente.
Le ragazzine cresceranno, vivranno amori intensi e proibiti. Il Paese si ribellerà, reclamando a gran voce l’indipendenza esattamente come loro quattro, ognuna a modo proprio. Si prenderanno cura l’una dell’altra, si feriranno, si perderanno per poi, a distanza di anni, ritrovarsi.
“Ci toccherà rinfacciarci per sempre di essere rimaste vive mentre il mondo da cui veniamo è ridotto in cenere”
Nonostante il considerevole numero di pagine, “La luce che manca” è un romanzo molto scorrevole, comprensibile, dal ritmo rapido. Il linguaggio narrativo è caratterizzato da figure retoriche molto significative, a tratti liriche, atte ad esprimere stati d’animo e atmosfere. Essi si fanno così strada nella mente del lettore, che si ritroverà a percepirli quasi concretamente.
L’autrice ci porta nel suo paese, la Georgia, nel suo periodo più difficile, narrandone le vicende politico-sociali attraverso dialoghi, opinioni e quotidianità dei suoi personaggi. Rende, inoltre, accessibili determinati contenuti, che risulterebbero altresì complessi, attraverso una storia avvincente, anche se molto drammatica.
I personaggi sono ben caratterizzati e realistici, il contesto ambientale spietatamente veritiero nella sua crudeltà, dove emergono prepotentemente le figure femminili. I temi toccati sono diversi: il desiderio di libertà che va al pari passo con quello del paese. Il peso di un segreto e il tradimento. Le relazioni amorose tossiche e l’amicizia al femminile.
“Giocammo d’azzardo con il tempo e gli chiedemmo un rinvio. Lusingammo il cielo esausto e polveroso sopra di noi”
Una storia avvincente quanto dura da lasciarmi a tratti sgomenta. Una scrittura bellissima che, pur esprimendo grandi drammi, sa essere poetica. Le protagoniste, nel bene e nel male, suscitano curiosità in merito al loro destino quindi, una volta conosciute, mi è stato impossibile non divorare tutte le 698 pagine, piena di domande. Questo numero non vi spaventi, sappiate che ho letto libri molto più brevi con maggior difficoltà e minor slancio. “La luce che manca” ha una trama densa di avvenimenti, che ci riserva anche grandi colpi di scena. Vi ritroverete in fondo senza accorgervene se non per quella lacrima che vi dovrete asciugare.
Vi spaventa affrontare una lettura così corposa?
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐
