La lista delle cose sospette
Romanzo
Bollati Boringhieri
4 febbraio 2025
cartaceo e-book
352
Yorkshire, 1979. La regione è inquieta e disturbata non solo dal governo Tatcher che, tra le altre cose, ha eliminato il latte gratuito dalle scuole, ma anche da un serial killer che continua ad ammazzare giovani donne. Miv, 12 anni, decide di correre ai ripari, e di cercare il colpevole per far tornar la serenità nel loro vicinato. L sua famiglia sta parlando di trasferirsi, la presenza del serial killer è troppo incombente, e Miv non vuole proprio separarsi dall'amica del cuore Sharon. Le sue ragazzine cominciano dunque la loro piccola ma arguta indagine stilando una lista di tutte "le cose sospette" riguardo agli uomini della comunità a iniziare dal pakistano dell'alimentari all'angolo - tutti gli adulti lo evitano, i ragazzi compiono atti vandalici contro di lui... è senz'altro sospetto - a seguire col più severo dei professori della scuola sempre arrabbiato e prepotente, e via coì con molti altri personaggi della cittadina visti dagli occhi di una ragazzina pronta a credere, ma subito dopo a sfatare i pesanti luoghi comuni che prosperano nella loro comunità. E a scoprire molti più segreti - tra le famiglie del vicinato - di quanti avrebbero mai pensato possibili.
“La nostra amicizia era come un’altalena; io avevo delle idee e Sharon le metteva in pratica. Ci davamo equilibrio a vicenda” da “La lista delle cose sospette” di Jennie Godfrey
“La lista delle cose sospette” di Jennie Godfrey, edito Bollati Boringhieri, è ambientato nello Yorkshire tra gli anni Settanta e Ottanta. E’ il periodo in cui un serial killer terrorizza la popolazione uccidendo donne sole e indifese con efferatezzaè ambientato nello Yorkshire tra gli anni Settanta e Ottanta. E’ il periodo in cui un serial killer terrorizza la popolazione uccidendo donne sole e indifese con efferatezza. Miv, una dodicenne del posto, è così turbata da questa storia da decidere di porvi fine. Indagherà con la sua migliore amica Sharon, stilando una lista dei comportamenti inusuali degli uomini che reputano sospetti all’interno della loro comunità. Questo porterà a galla segreti e degrado ben celati sotto la spessa coltre del perbenismo e cambierà per sempre la vita delle due ragazzine.
“Era come se stessimo imparando un nuovo ballo e nessuna di noi conoscesse i passi”
Miv e Sharon sono due dodicenni amiche da sempre. Sono ragazzine sveglie, curiose e simpatiche. C’è chi le chiama bonariamente “le due terribili”. Miv è una bravissima studentessa ma quando si paragona all’amica, prova insicurezza poiché si vede brutta e insignificante. E’ magrolina e spigolosa, si sente goffa e invisibile di fronte alla bellezza angelica di Sharon. Ammira i suoi lunghi e folti boccoli biondi e la sua figuretta armoniosa. Nonostante la giovane età, Sharon annovera diversi ammiratori tra i loro compagni di scuola eppure non è minimamente superba o vanitosa. Anzi, è molto umile, dolce e coraggiosa. Non si cura del giudizio altrui, detesta le ingiustizie e difende le proprie idee con determinazione.
Miv vorrebbe somigliarle, ma non prova invidia dato le è molto affezionata. A volte si sente possessiva nei suoi riguardi perché teme si possa allontanare poiché più matura. Miv non è ancora pronta ad accogliere i naturali cambiamenti della loro età e vorrebbe che le cose rimanessero così come sono, intuisce che Sharon è un passo avanti rispetto a lei. L’indagine per trovare il killer è anche un’ulteriore modo di condividere qualcosa con l’amica trascorrendo più tempo insieme come hanno sempre fatto sin da piccolissime.
“Cominciammo la ricerca dello Squartatore a maggio, il primo giorno delle vacanze di metà trimestre” da “La lista delle cose sospette”
Gli uomini della lista dei sospetti sono diversi.
Il singor Bashir, pakistano proprietario dell’emporio del paese, attività che gli è costata fatica e sacrifici. Che la sua gentilezza sia solo una facciata? Forse l’uomo resiliente che sopporta con stoicismo atti vandalici e commenti razzisti potrebbe nascondere un’altra natura… E che dire del professor Ware? Un odioso insegnante sempre pronto ad urlare contro i ragazzi umiliando quelli più deboli convinto di fare il loro bene e di rafforzarne il carattere. Per non parlare del vicario Spencer, un oratore così veemente in chiesa e pronto a puntare il dito, mentre segretamente frequenta locali malfamati.
Poi c’è Brian, ragazzo problematico che circola per la città insieme a dei brutti ceffi osservando le persone con uno sguardo che inquieta. Mentre Gary, uomo giovane e bellissimo che affascina al primo sguardo, in realtà non è la persona spiritosa e affabile che appare, è un marito violento e irascibile che sfoga la sua rabbia sulla sua dolce Helen.
Infine c’è Austin… il padre di Miv. Finito nella lista per via dei suoi comportamenti sfuggenti e delle sue bugie. E’ un bravo padre, un grande lavoratore e un marito innamorato. Da qualche tempo però sua moglie non è più la stessa. In preda ad una forte depressione, si è rinchiusa in se stessa e nella propria camera senza più proferire parola. Austin è in difficoltà nonostante l’aiuto della sorella. Si rifiuta di pensare che la sua vita di uomo giovane e ancor piacente sia solo lavoro e accudimento della famiglia.
Non si tratta di un cozy crime nonostante abbia una componente di ironia tipicamente inglese. Non è neppure un thriller, pur essendo dotato di una buona dose di suspense. E’ un romanzo sull’amicizia e soprattutto sull’innocenza. Parte da una reale vicenda di cronaca nera dell’epoca, vissuta dall’autrice con sgomento. Sapere poi che il killer era un uomo che il padre conosceva, l’aveva sconvolta per la vicinanza dell’assassino alla sua realtà. Ha voluto quindi ricordare le vittime dando loro pari importanza a prescindere da come si guadagnavano da vivere.
“Vogliono farci credere che alcune di loro erano migliori delle altre. Le giudicano, le guardano dall’alto al basso, Come se non andassero bene, e invece non le conoscono nemmeno.”
Una narrazione del tutto priva di pregiudizio, che racconta un evento terribile visto da occhi innocenti come quelli della protagonista. Le parti narrate da lei in prima persona sono scritte con la semplicità e il candore di una dodicenne dell’epoca, ispiratrice di tenerezza e simpatia. Scopre cose spaventose che la inquietano, ma non la privano della sua genuinità. Rimestando in acque torbide, emergono le pochezze della gente. Razzismo, violenza, tradimento, emarginazione, pericolose perversioni, emarginazione e tanta ipocrisia. E le protagoniste non hanno nemmeno dovuto scavare troppo, si sono semplicemente fermate ad osservare. Persone che credevano di conoscere, si trasformavano in estranee sotto i loro occhi esterrefatti. E questo fa riflettere.
I capitoli scritti in terza persona raccontano ciò che effettivamente è. Lo stile è fluido e il ritmo rapido. I personaggi sono ben caratterizzati e le protagoniste suscitano grande tenerezza e compassione. Non mancano i momenti di forte commozione così come quelli di tensione e indignazione.
In La lista delle cose sospette si può leggere anche una critica sociale dato che condanna indifferenza e pregiudizi, presenti quarant’anni fa esattamente come oggi.
Siete pronte per questa lettura?