La libraia
Singolo
Thriller psicologico
Netwon Compton Editori
21 aprile 2026
ebook
288
Una nuova vita, una libreria tranquilla, un segreto che non vuole morire. Helen ha già ucciso una volta. E potrebbe farlo di nuovo.
«La verità per molte persone è solo un optional».
Ed è proprio questo uno dei nodi centrali del romanzo di Valerie Keogh “La libraia” edito da Newton Compton Editori.
La protagonista di questo thriller psicologico, Helen Appleby, è una brillante e prolifica bugiarda.
“Se avessero saputo la verità, tutta la verità, la sua pena sarebbe stata molto più lunga di quattro anni.
Così, Helen aveva mantenuto il segreto. E se il prezzo da pagare era ricordare in continuazione ciò che aveva fatto, be’, avrebbe accettato la sua penitenza.”
Il romanzo inizia con la scarcerazione di Helen, dopo aver scontato la pena di due anni per omicidio preterintenzionale del compagno Toby. Definito come prevaricatore sadico, bugiardo (tanto per cambiare) e mitomane. Ora le restano da scontare “solo” due anni di libertà vigilata.
La verità è che la protagonista passa gli anni in carcere definendo il progetto di realizzare il suo sogno di sempre: aprire una libreria di libri usati. Quella che per lei rappresenta una seconda possibilità: un luogo in cui provare a perdonare e dimenticare.
“Voleva che la libreria fosse un rifugio in cui le persone potessero immergersi nella lettura senza essere disturbate dal traffico costante all’esterno.”
L’educazione distorta del padre.
Nel prologo del libro, Valerie Keogh introduce il personaggio di Helen raccontando la sua infanzia; del rapporto difficile con i genitori, soprattutto con il padre, che le lascia dei traumi infantili. Traumi che, crescendo, invece di lasciarseli alle spalle, come riescono a fare Sarah e Doug (i fratelli maggiori), la condizionano psicologicamente. Ma soprattutto la fanno crescere con la convinzione che le colpe siano tutte sue e distorcendo la realtà del piacere e del dolore. Ricordiamoci, invece, che i bambini non hanno responsabilità: mai!
“…quando era piccola desiderava così tanto essere amata da accettare anche il dolore.”
Nella Helen adulta questi pensieri si trasformano in fragilità che, se incontrano persone sbagliate, possono significare abusi e controllo coercitivo.
In “La libraia” ci sono talmente tante tematiche che, alla fine, ne sono uscita piuttosto confusa. Si passa dalla violenza domestica all’invidia fraterna, dalla dipendenza emotiva all’omicidio, dal sadomasochismo al furto, dal “paranormale” al paranoico.
Insomma, un bel caos.
Ed è un peccato perché la trama mi aveva colpito: la storia ha un buon potenziale, ma forse, avendo così tanti temi, sarebbe stato interessante approfondirli meglio. Così invece, finiscono per confondere il lettore.
Io personalmente ho fatto fatica a entrare in contatto con Helen. Troppo paranoica, troppo scollegata. Ma soprattutto un’attira guai da Guinness dei primati. Sempre convinta che qualcosa o qualcuno stesse tramando contro di lei per cercare di boicottarla. Ma anche meno!
Ho invece adorato Jess, una studentessa di psicologia amante dei libri. Mi sono ritrovata moltissimo in lei e, a mio avviso, è il personaggio sviluppato meglio, addirittura più di Helen.
«Non voglio la tua maledetta pietà!».
Jess alzò le spalle. «Non è pietà, è empatia. C’è un’enorme differenza».
Di personaggi in “La libraia” ce ne sono diversi, ma quasi tutti con un profilo psicologico poco curato. Un esempio? Moira Manson, la “simpatica” referente per la libertà vigilata e i fratelli pizzaioli Alex e Zander.
Tuttavia, sottolineo che sono indiscusse le capacità di scrittura di Valerie Keogh: lo stile è chiaro, fluido e si percepisce la grande quantità di idee della scrittrice. Non a caso è un’autrice che ha già pubblicato diversi romanzi, alcuni dei quali diventati bestseller.
Ma, questa frase, mi ha fatto storcere il naso:
“La bocca le si seccò mentre parlava, ma non si fermò perché sentiva che tutto stava venendo fuori. Come se avesse inciso un orribile foruncolo. Tutto il pus ne uscì e lei si sentì… più libera.”
L’immagine è abbastanza ripugnante. Si potevano trovare esempi migliori.
Comunque “La libraia” di Valerie Keogh, seppur non l’abbia molto apprezzato mi lascia questo pensiero:
“Alla fine, la verità non è un optional, anzi è uno strumento per liberarsi, anche quando la verità fa male.”
Consiglio la lettura a chi ama i thriller psicologici e ricchi di tematiche forti, anche a costo di un po’ di confusione. Non lo consiglio a chi preferisce storie lineari e con personaggi ben sviluppati.
2,5 🌟

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide ragazze. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.