I guardiani di Roma
La saga della legione occulta #6
Romanzo storico
Newton Compton
2020
cartaceo, ebook
384
Un patto per la vita. È quello che stringono tre ragazzi in una bettola di Apollonia, dove Giulio Cesare li ha spediti per studiare la diplomazia e la guerra: vuole fare di loro dei valenti generali o degli abili politici. Obnubilati dal vino e dalla musica, Gaio Ottavio Turino, Gaio Cilnio Mecenate e Marco Vipsanio Agrippa si giurano fedeltà, senza sapere che il destino sta viaggiando per mare con la notizia dell'assassinio del loro mentore.
La strada che porterà i tre amici alla gloria sarà costellata di ostacoli, eserciti, traditori e sicari. Cesare lo aveva previsto e, ancor prima che l'astrologo Teogene scorgesse la scintilla dell'imperium negli occhi di Ottavio, aveva incaricato il suo soldato più fedele di vegliare a qualunque costo sulla vita dell'erede designato: un prefetto muto, in grado di ascoltare le voci dei suoi simili e di raccoglierli attorno al vessillo della legione più temuta di tutto l'esercito romano.
I soldati della Legio Occulta diventeranno il braccio armato di Augusto e saranno l'arma più letale contro cui i nemici dell'Urbe si siano mai confrontati. La leggenda li ricorderà per sempre come i Guardiani di Roma.
“A tutto si può rinunciare tranne che all’eleganza della ferocia”
In questo sesto capitolo de “La saga della legione occulta”, “I guardiani di Roma“, Roberto Genovesi ci accompagna nei fatti ed eventi che porteranno Ottaviano Augusto a consolidare il suo potere e che sanciranno il passaggio dalla Roma repubblicana a quella imperiale. Il prefetto muto Victor Iulius Felix darà vita, sotto l’impulso e la volontà di Giulio Cesare prima e con la protezione di Ottaviano Augusto poi, alla misteriosa legio sine nota. Marco Antonio, Cleopatra, Vipsanio Agrippa e lo stesso Ottaviano sono solo alcune delle figure di spicco che troviamo in prima linea negli avvenimenti del racconto. Ne “I guardiani di Roma”, Madron, Sibiam, Dryantilla e gli altri bambini dotati di misteriose e potenti capacità saranno i protagonisti della famosa battaglia navale di Azio, decisiva per la sorte della stessa Roma.
Un racconto avvincente, narrato in maniera magistrale e in cui fatti e personaggi reali si mischiano a quelli di fantasia in maniera molto equilibrata. Affascinante anche il fatto che Genovesi abbia voluto inserire nella narrazione temi e ambientazioni che attraversano il fantasy attraverso le storie di questi bambini dotati di capacità fuori dal comune, come la bimba in grado di manipolare il tempo e lo spazio o come il “manipolatore di metalli”. Certo, l’idea forse non è proprio originalissima (basti pensare, ad esempio, agli X-Men di marvelliana creazione), ma va dato atto all’autore dell’audacia di immaginare il contesto storico in cui si muovono, appunto, questi personaggi. Un’epoca in cui la superstizione la fa da padrona e solo una mentalità aperta e lungimirante come quella di Giulio Cesare riesce a comprendere le enormi implicazioni e le opportunità che una scoperta simile comporta.
«Genovesi ha tutte le carte in regola per soddisfare chi ha bisogno della dose quotidiana di adrenalina.» – Panorama

L’impianto narrativo è costruito in maniera davvero solida; la narrazione è fluida e molto avvincente. Inoltre, l’autore è davvero bravo nell’uso frequente, ma mai fuori luogo, sia dei flashback che dei flashforward, espediente questo, che consente al lettore di apprezzare ancora di più lo sviluppo dell’azione.
L’intera sequenza della battaglia navale di Azio, che occupa quasi tutta la seconda parte del libro, sembra quasi la sceneggiatura di un film d’azione; il lettore si trova affiancato ai legionari mentre abbordano una nave nemica attraversando i “corvi”; o impegnati a scansare giavellotti, frecce e proiettili infiammati lanciati dagli “scorpioni”. Sembra quasi di sentire le urla dei soldati feriti, morenti nella loro agonia; di sorprendersi per il rumore del legno delle navi che si schiantano e di sperare che si alzi il vento per poter inseguire la nave di Cleopatra, carica di oro, che tenta di scappare in Egitto.

I personaggi sono caratterizzati molto bene; non ci si aspetta di trovarsi a che fare con degli angioletti (anche se sono dei bambini), ma con animi tormentati, inaspriti dalla vita dura e dalla paura di essere sfruttati loro malgrado.
“Spesso è la sorpresa che allontana e non la cattiveria o l’odio. È la sensazione di essere inadeguati di fronte a ciò che non è uguale a noi” – I guardiani di Roma
Insomma questa saga è davvero originale. La storia, così come la conosciamo, condita con buone dosi di fantasy, è ancora più avvincente.
Ma Genovesi ci fa riflettere anche su un’altra cosa: fino a che punto ci si può spingere per far valere le proprie ragioni?
Fino a che punto è giusto (ammettendo che lo sia) servirsi di qualcuno per raggiungere i propri scopi, legittimi per quanto lo siano?
Consiglio la lettura della saga a tutti, giovani e adulti; e non fermiamoci a pensare che (forse) la legione occulta non sia potuta esistere. Riflettiamo semmai sul fatto di quanto possiamo imparare dai ragazzi e dalla loro visione del mondo, ancora non imbarbarita dalla cattiveria degli adulti.
L’autore di “I Guardiani di Roma”
ROBERTO GENOVESI lavora da trent’anni come giornalista, sceneggiatore e autore televisivo, attualmente in Rai. Ha collaborato con “la Repubblica”, “La Stampa”, “l’Espresso”, “Panorama”. È uno dei massimi esperti italiani di videogame. Ha pubblicato, tra gli altri, La legione occulta dell’impero romano (Newton Compton 2010).

Luca Martorana, siciliano classe ‘73, è un ex giocatore professionista di pallacanestro e grande appassionato di “Heavy Metal”. Appassionato lettore, divora libri fin da bambino. E’ un patito di cinema e serie tv, soprattutto se di fantascienza. Ama esplorare strade sempre nuove in sella alla sua Harley. Nel tempo libero lavora….ma niente di serio.