La leggenda dell'erede
Narrativa
YoucanPrint
9 maggio 2022
cartaceo, ebook
200
Questo bellissimo romanzo ci conduce in un posto incantevole: Montisola.
Jacopo è un giovane studente universitario all'ultimo anno di psicologia. Mentre osserva il panorama dal battello che lo sta portando a Montisola, sul lago d’Iseo, ripensa sorridendo alla sua prima volta che mise piede su quest’isola e al suo soggiorno movimentato. Rivedere quei luoghi e soprattutto dover incontrare nuove persone lo emozionava ma lo preoccupava anche un po’. La sua mente tornò al giorno in cui, durante uno stage si trovava in una casa di riposo proprio a Montisola in cui si prendeva cura di un anziano signore, Giorgio, tutti i pomeriggi passeggiavano nel giardino dell’istituto chiacchierando amichevolmente. Per Giorgio, Jacopo rappresentava il figlio che non aveva mai avuto. Benché fossero due persone molto diverse ciò che li accomunava era la grande umanità e generosità d’animo.
Mai Jacopo si sarebbe aspettato di ricevere in dono da Giorgio una importante eredità! Un cantiere navale e un rilevante progetto edilizio…ed era proprio lì, in quei uffici che il giovane laureando si stava recando. Il battello si avvicinava al molo e il giovane ragazzo si sentiva ansioso al solo pensiero di dover adesso affrontare persone sconosciute, per esaminare i documenti del patrimonio, che probabilmente non lo avrebbero gradito e trattato con diffidenza. Si sentiva anche inadeguato ad occuparsi di un ramo che non gli apparteneva…
Dall'indole riservata e dall’animo buono, Jacopo presentava un aspetto inconsueto dal solito psicologo: i suoi capelli rossi e il piercing accanto alla palpebra, gli conferivano un aspetto sbarazzino.
“Il suono delle onde che si infrangevano sulla banchina attirò la sua attenzione: ormai era divenuto un sottofondo a cui era facile abituarsi. Accostandosi alla portafinestra, rimase in silenzio a contemplare la luce del mattino che faceva brillare le onde del lago che si avvicinavano lentamente alla costa, come se volessero raggiungerla e salutare quel nuovo giorno” – La leggenda dell’erede

Effettivamente l’incontro con i dirigenti non fu facile. Molti di loro pensavano che il vecchio Giorgio fosse stato truffato da Jacopo per mettere mano sull’eredità. Il giovane sente ostilità nell’aria, ma grazie alla sua innata onestà ed educazione, non dà ascolto alle provocazioni, anzi ammette di non sentirsi adatto nella gestione di un’azienda e di non avere intenzione di sconvolgere lo stato delle cose.
Al contrario, Gabriele, il capitano del battello, si dimostra molto amichevole nei suoi confronti ed è l’unico che lo accoglie con molta cortesia. E anche l’unico con il quale il ragazzo riesce a confidarsi.
Durante la sua permanenza sull’isola, Jacopo conoscerà gli abitanti del posto, i quali fingeranno di dimostrarsi felici di accoglierlo e pronti a raggirarlo; ma con l’aiuto di Gabriele e facendo conoscere le sue buone intenzioni alle persone più diffidenti, il giovane ragazzo riuscirà a lottare contro le accuse ricevute. Ma una persona in particolare lo incuriosiva: un ragazzino molto misterioso e perspicace. Misterioso quanto la leggenda che avvolgeva l’isola. Chissà quante altre località in Italia custodiscono una leggenda?

“Il sorriso di Jacopo bastò a placare l’animo di Gabriele. I suoi occhi di un verde intenso ricordavano i boschi che ricoprivano l’isola sulla quale il capitano era nato e vissuto. Due smeraldi che quelle lenti tonde d’argento, che spesso si sistemava sul naso, impreziosivano ancor di più”
Una trama emozionante, coinvolgente, come d’altronde tutti i romanzi che questo brillante autore ci propone. Le svolte improvvise mantengono vivo l’interesse incrementando il valore della narrazione. L’accurata descrizione dei luoghi esalta il racconto già di per sé preciso nella forma, in ogni dettaglio, fino a udirne ogni suono, ogni profumo della meravigliosa natura circostante e immaginare le strutture che dominano l’isola. L’illustrazione iniziale conquista per la ricchezza dei particolari e il suggestivo panorama dalle tonalità sfumate.
Sin dalle prime righe di “La leggenda dell’erede”, lo stile narrativo appare subito fluido, invitante; la scrittura è pulita e impeccabile, con la capacità di mettere il lettore al proprio agio sin dalle prime pagine, accompagnandolo e coinvolgendolo fino all’epilogo.
Le scelte lessicali impeccabili e intense, nel presentare i luoghi, sono ben appropriate alle emozioni e stati d’animo del protagonista. I dettagli nella presentazione dell’isola rapiscono l’attenzione del lettore fino a condurlo in ogni meandro della località e coglierne ogni sfumatura.
La scrittura è pulita, ordinata per tutta la narrazione. I personaggi, molto ben costruiti, rivelano la giusta personalità a loro attribuita. I dialoghi, dal linguaggio attuale, mantengono sempre un ritmo trascinante, avvincente, riuscendo a coinvolgere ininterrottamente il lettore.
L’intreccio di persone, l’intreccio di variegate esistenze e avvenimenti, rendono la narrazione ancor più intrigante e profonda poiché scava nel più profondo di ognuno di loro e introducono nuovi incontri e nuove realtà. Ed è così che con estrema bravura, in modo garbato e coinvolgente, l’autore descrive il sorgere di una nuova passione… usando i termini più solari, promettenti, trasmettendo così al lettore benessere e piacere.
“La leggenda dell’erede” è un racconto trascinante, appassionante, in cui immergersi tra quotidianità, persone e antichi misteri fiabeschi, leggende di un magico luogo dominato da un importante lago dal quale emergeranno nuovi segreti.
Beatrice Castelli
L’autore di “La leggenda dell’erede”
Cristiano Pedrini nasce negli anni Settanta. Lavora in una biblioteca della provincia di Bergamo e a causa dei suoi difetti, che lui come ogni altro essere umano ha, si considera un perfetto imperfetto… anche se qualche volta tende un po’ troppo al fatalismo.
Nell’agosto del 2014 ha iniziato l’esaltante e incredibile avventura a cui conduce la scrittura. Qualcosa che lo spinge a ritrovare se stesso, a fare i conti con ciò che si è e a immaginarsi un mondo diverso, forse migliore o forse peggiore, a seconda degli occhi di chi vede e legge ciò che esprimi.
A Cristiano Pedrini piace emozionarsi e ricercare in ciò che osserva il lato migliore delle cose, che sia un libro, un film, o una canzone: una ricerca costante che oggi pare sempre più difficile da raggiungere, in un mondo in cui tutto sembra standardizzato e lascia poco spazio alla nostra umanità.
Lo scrittore spera di non perdere mai ciò che lo rende semplicemente diverso e al tempo stesso prova a infondere un poco di questa diversità nei suoi scritti.
Con questa premessa che tipo di romanzi potrete leggere? Storie di persone, innanzitutto, provenienti da esperienze di vita diverse ma tutte accomunate dal desiderio di accettarsi e di vivere la vita alla continua ricerca di se stessi e di ciò che li circonda.
Nelle trame dei suoi libri – di cui ricordiamo La teoria del pettirosso e Klein Blue – vi è l’esigenza inalienabile di ciascun individuo di andare alla scoperta e di far propri i sentimenti come il rispetto, l’amicizia, l’affetto e l’amore, punti cardine che lui si augura sappiate comprendere e riconoscere.

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura.
A dieci anni leggeva Crime et Châtiment di Dostoïevski, preso per caso dalla fornitissima biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore.
A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue.
Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti…
L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre. Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi.
In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.