La grande bugia della famiglia Pommerol
Romanzo per ragazzi
Emons editore
3 luglio 2026
cartaceo e-book
100
Biglietti prenotati, valigie chiuse: quest'estate la famiglia Pommerol parte per la Cina! Visite alla Città proibita, passeggiate sulla Muraglia, involtini primavera e pollo alle mandorle: sognano da un anno questa vacanza che hanno annunciato a tutto il quartiere. E poi, catastrofe, il viaggio viene annullato. Che vergogna! E se facessero finta di essere partiti?
“Chi mi dice che non state mentendo? Siamo tutti Pommerol, no? Per noi mentire è come respirare” da “La grande bugia della famiglia Pommerol” di Valentine Goby
“La grande bugia della famiglia Pommerol” di Valentine Goby (Emons editore) è la storia di una famiglia francese dei giorni nostri. Il signor Pommerol è un consulente bancario che, per aiutare alcuni clienti indigenti, si mette nei guai e viene licenziato. Sua moglie, insegnante di educazione fisica, è disperata. Per mandare avanti una casa, pagare le spese e provvedere a due figlie, sono assolutamente necessari due stipendi. E che ne sarà dei loro progetti? Sarebbero dovuti andare in vacanza in Cina quella stessa estate, l’avevano già detto ad amici e conoscenti. Il signor Pommerol non vuole che si sappia del licenziamento, teme per la propria reputazione e, d’accordo con tutta la famiglia, decide di fingere che non sia cambiato nulla, vacanza compresa… insieme metteranno in pratica un piano assurdo e assai complicato.
“Che ci crediate o no, questa casa nella periferia di Parigi d’ora in poi sarà la Cina. Sì: LA CINA”
I Pommerol sono abituati a mentire, ma si tratta di piccole bugie. La piccola Juliette, dieci anni, inventa scuse a scuola quando non ha fatto un compito, sua sorella Flo quando deve uscire e vuol rientrare più tardi del previsto, suo padre sui risultati delle sue partite di tennis e la mamma sul suo peso. La loro è una famiglia come tante, vivono in un condominio a Parigi, la mamma insegna educazione fisica in un liceo e il padre lavora in banca. Hanno una vita serena e le loro discussioni non sono mai veramente serie. In casa regna armonia e rispetto.
I signori Pommerol sono una coppia giovane e affiatata. Sono gioviali, sorridenti e di buon cuore, soprattutto il capo famiglia. È un bravo impiegato per la banca in cui lavora, è preciso e diligente ma è la sua generosità nei confronti del prossimo a metterlo seriamente nei guai. I familiari si sostengono e si aiutano vicendevolmente quindi non lo colpevolizzano anzi, gli si stringono attorno. Juliette è la protagonista ed è una ragazzina furba e
curiosa. Ha dieci anni e possiede un pappagallo parlante alla quale è molto affezionata. Flo è la sorella maggiore con la quale ogni tanto si scontra ma i malumori dei Pommerol non durano mai tanto.
“Oggi è il 5 agosto. Siamo barricati in una casa che sembra vuota e tutti ci credono su un Boeing diretto a Pechino”
La narrazione avviene in prima persona, è Juliette che racconta la propria famiglia e il loro grande piano, un progetto segreto che nessuno dovrà mai scoprire. Questa folle bugia è stata raccontata a salvaguardia dell’amor proprio e della sua reputazione del padre. Una delle tematiche riguarda proprio l’apparenza e il peso del giudizio altrui. Anche l’orgoglio è un buon movente della decisione presa dai protagonisti. Un uomo teme, non solo di essere giudicato male come persona e come professionista, ma anche come genitore e marito. Come se fosse disdicevole non riuscire a portare in vacanza la famiglia o vivere temporaneamente con lo stipendio della moglie. E tenete conto che la storia è contemporanea, si ambienta presumibilmente ai nostri giorni in una grande e progredita città come Parigi.
La storia non è poi così inverosimile come potrebbe sembrare. Sono certa che qualcuno potrebbe anche imitare i Pommerol per motivi ben diversi, magari per pura millanteria. Gli espedienti e la cura con i quali i nostri protagonisti pianificano tutto sono assai ingegnosi. Il linguaggio narrativo è molto semplice e coerente con i dieci anni di Juliette. Il ritmo è vivace perché, dopo un iniziale staticità, la suspense prende il sopravvento e qualcosa rischia di metter tutto a repentaglio. Il messaggio è positivo poiché i nostri Pommerol, di fronte ad un’emergenza, sapranno prendere la decisione migliore. Bugiardi sì ma anche onesti, un paradosso che ben si adatta a loro!
“Avevamo assillato tutti gli amici con quella vacanza, esasperato professori, vicini, colleghi di mia madre e di mio padre, il macellaio, il salumiere, ci vantavamo dalla mattina alla sera”
È grazie a questa ingerenza (che poi diventa emergenza) che Juliette riflette sulla fortuna di avere una famiglia presente, dei genitori che ogni sera le danno la buona notte, poco importa se non sono riusciti ad andare in Cina. Anche questo romanzo si può ascoltare, opportunità sempre gradita a tutti i ragazzi che hanno difficoltà di lettura. L’autrice ha uno stile fluido e una creatività che definirei geniale per come ha ideato la grande bugia dei Pommerol, il loro nascondersi in casa al buio convincendo tutti di essere partiti per la Cina. Le prove fittizie di questa vacanza e la quotidianità a prova di silenzio assoluto sono sorprendenti!
Ma attenzione… le bugie, si sa, hanno le gambe corte. Credete che quella dei Pommerol reggerà?